Visualizzazione post con etichetta Silvia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Silvia. Mostra tutti i post

mercoledì 30 maggio 2012

Dopo le scosse di ieri

Silvia è arrivata a casa apparentemente più eccitata che spaventata per la storia del terremoto e non la finiva più di raccontare che si sono messi sotto i banchi, che hanno fatto una ricreazione lunga un'ora perché hanno aspettato in cortile che i tecnici del comune dichiarassero agibile la scuola, che all'una ci sono state altre due scosse e così via. Però un po' di paura, sotto sotto, deve averla avuta anche lei... ieri pomeriggio continuava a dire che sentiva le scosse anche quando non c'erano e mi seguiva come un'ombra ovunque mi spostassi. La capisco: anche a me, ancora adesso, mentre cammino mi sembra che il pavimento si muova continuamente, se sono seduta mi pare che la sedia si muova da sola, se vado a dormire il letto è ballerino. Perciò, posso capire che anche lei che è solo una bambina sia un po' agitata.

Ad un certo punto, ieri pomeriggio, senza che ce ne fosse bisogno, Silvia si è messa sotto il tavolo della mansarda e ha dichiarato: "Io rimango un po' qui. Mi sento più tranquilla!" Ma oggi, parlando con altre mamme, ho saputo che anche altri bambini hanno fatto la stessa cosa.

M. è andato a casa dei miei a controllare. Non sembra ci siano stati danni, c'è solo una crepa sulla parete esterna che per quanto mi riguarda mi insospettisce un po' (M. mi ha mostrato la foto), vedremo che cosa ne penseranno i miei quando torneranno. L'unica cosa veramente strana è stata che si sono aperte da sole le antine di un armadio.

Sotto questo tavolo si è rifugiata Silvia

martedì 1 maggio 2012

La pseudosposa

Dall'armadio in svuotamento, tra le altre cose è saltato fuori anche una specie di pareo di tessuto verde semitrasparente che ho utilizzato a volte in spiaggia come copricostume, a volte come foulard. Appena Silvia l'ha visto, l'ha fatto subito suo e ha cominciato a pavoneggiarsi in giro per casa inventando le sue storie fantastiche e recitando una varietà di ruoli diversi.

Ad un certo punto la sento che dice, con tono quasi crucciato: "In realtà non mi sento proprio a mio agio come pseudosposa..."

"Che cosa sarebbe, scusa, questa pseudosposa?"

"E' quella lì che la sera prima del suo matrimonio le sue amiche la fanno un festa e le fanno gli scherzi, non mi ricordo come si chiama la festa..."

"Ah, l'addio al nubilato..."

"Ecco, sì, l'addio al rubilato, quella roba lì."

Silvia sa sempre come farmi ridere. :)


lunedì 30 aprile 2012

Memoria di ferro

Stiamo rivoluzionando i  nostri armadi e uno, quello della camera matrimoniale, lo dobbiamo proprio completamente svuotare, e anche in fretta, perché fra qualche giorno dobbiamo rifare l'impianto dell'aria condizionata e c'è una canalina che passa proprio dietro all'armadio.

Così, riordinando, salta fuori un po' di tutto (niente scheletri però ...).

E tra le altre cose è saltata fuori anche una scatolina piccola con delle scarpine di vernice rosa da bimba ... le scarpine con gli occhietti di quando ero piccola. E dentro alla scatola c'era anche un ciuccetto in caucciù, sempre mio. Tutte cosine che mia mamma ha conservato per ricordo e che poi mi ha dato quando Silvia era piccola.

Ho mostrato le scarpine a Silvia che è andata in visibilio, anche se all'inizio ha pensato che fossero sue...

Poi le ho mostrato anche il ciuccio e le ho detto: "Anche questo era mio, perché tu il ciuccio non l'ha mai voluto, lo sputavi sempre ogni volta che tentavo di dartelo ..."

Silvia ha replicato: "Ah sì, è vero, me lo ricordo ..."

Però, che memoria!

Quanti anni potevo avere
quando usavo queste scarpe? Forse 2 ...

giovedì 26 aprile 2012

Domanda di bimba

L'altra sera, guardando il conto della pizzeria, Silvia ha osservato:


"Ma perché dobbiamo pagare 4 euro e mezzo perché abbiamo mangiato al coperto?!"

La prossima volta cercheremo una pizzeria all'aperto ... vediamo se il coperto non ce lo faranno pagare.


Foto trovata qui

domenica 22 aprile 2012

La "condizione" del tempo

Il sabato è la giornata dei papà. La maggior parte delle mamme per una volta alla settimana se la prende un po' più comoda e si dedica ad altre faccende mentre i papà portano i figli a scuola e poi all'una li vanno a riprendere.

Nella nostra famiglia ci sono stati molti mesi in cui ho dovuto sobbrarcarmi io anche questa mattina, perché M. stava male o non ce la faceva ad organizzarsi con i tempi della dialisi, quando faceva ancora la manuale.

Da qualche tempo  però siamo tornati alle vecchie abitudini e quindi è M. che porta a scuola Silvia il sabato. Quando la accompagno io Silvia. si sbriga di più e, anche se è tutta una corsa, arriviamo a scuola quasi sempre in orario perfetto, anzi, per lo più riusciamo anche a passare qualche minuto nel cortile d'ingresso prima che suoni la campanella e le bidelle facciano entrare i bambini. Ma quando va a scuola con suo padre, Silvia è quasi sempre in ritardo. Questo perché si muove con la lentezza di un bradipo mentre si prepara e se non viene esortata ogni 20 secondi a finire di vestirsi, lavarsi i denti, mettersi il grembiulino, infilarsi le scarpe, etc., lei ne approfitta, si perde a fare cose che non c'entrano nulla, come ad esempio leggere il Topolino e via dicendo. M. non le dice continuamente di sbrigasi, come invece faccio io, ma quando poi si rende che hanno accumulato un ritardo irrecuperabile, perde improvvisamente la pazienza.

Così anche sabato scorso. Silvia ha perso un sacco di tempo e alla fine era inesorabilmente in ritardo. Suo padre che sembrava non curarsene, alla fine le ha sbraitato contro. E lei candidamente  senza fare una piega ha risposto:

"Ma papà, non puoi arrabbiarti così tanto, perché io in fondo sono ancora una bambina e non ho ancora la condizione del tempo ...." (sì, avete letto bene ...)

Con la sua parlantina che carriera si potrebbe suggerirle per quando sarà adulta?

Foto trovata qui

venerdì 6 aprile 2012

Rose per la mia cucciola

Dato che Silvia ha il quaderno delle amiche che condivide con le sue amichette del cuore, ci è venuta quest'idea di fare anche un quaderno mamma e figlia dove metterci disegni e dediche e pensierini ... una cosa un po' sdolcinata per mantenere un rapporto speciale tra mamma e figlia (prima che arrivi l'adolescenza e lo metta a dura prova ...). L'abbiamo cominciato da poco, riciclando un vecchio quaderno avanzato dalla terza elementare, perciò per ora non c'è molto. Oggi ho disegnato delle roselline ispirandomi ad un semplicissimo tutorial trovato online.



sabato 31 marzo 2012

Grammatica della buona notte

Che cosa deve pensare una mamma quando la propria figlia 9enne quasi 10enne andando a nanna, invece di augurare la buona notte alla mamma che si china a baciarla, pronuncia le parole: "Buona locuzione avverbiale"?

Cara maestra, lei ha creato un mostro ... :)

venerdì 27 gennaio 2012

Nuova scossa

Un altro mio scatto mattutino con accenni di brina
Anche stavolta ho sentito la scossa di terremoto. I siti dei giornali che ho consultato online riportano come orario le 15:53, io avevo davanti l'orologio radiocontrollato del decoder tv con cui in teoria dovrei guardare i canali stranieri in chiaro, che segnava le 15:54 ... mah!?

Io ero seduta sul divano e ho sentito per prima cosa il divano sotto di me che tremava, poi istintivamente mi sono guardata intorno e i la lampada da terra accanto al divano oscillava, anche i ciclamini sul davanzale erano un po' agitati (ma avrebbe potuto essere anche il vento se non fosse stato per gli altri inequivocabili segnali), ho chiamato Silvia che era su in mansarda da sola a fare i compiti, lei aveva già capito, aveva sentito anche lei la sedia tremare visto la lampada del tavolo e il computer che si muovevano da soli... da brava bimba, come le hanno insegnato a scuola, si è messa sotto il tavolo ... in effetti quando l'ho chiamata, l'ho avvertita, ma le ho detto di restare lì, avevo paura che venisse da sola giù per le scale, anche se il sisma  non mi sembrava così forte al momento, temevo che scendendo per le scale da sola durante la scossa potesse succederle qualcosa. In seguito le ho liberato il tavolo in cucina perché potesse continuare a fare i compiti là, vicino a me.

Era un pochino spaventata quando è venuta giù, l'ho coccolata un po' per rassicurarla. Sono cose che colpiscono, io mi ricordo ancora l'esperienza della prima scossa forte quando c'è stato il terremoto del Friuli nel '76, me lo ricordo come fosse stato ieri, ed ero solo una bambina. Sarà anche per tutto quello che è successo dopo, tutti quei paesi distrutti di cui io sentivo solo parlare in TV e tutti quei morti, ma ero abbastanza grande per capire, oltre al fatto che la nostra classe delle elementari aveva ospitato un bambino la cui famiglia aveva perso la casa nel terremoto e quindi la cosa ci toccava da vicino. Ma tornando ad oggi, dopo 2 minuti esatti dalla scossa, mentre nel frattempo avevo già acceso la tv per sentire se davano notizia della nuova scossa, mio padre mi ha chiamata per accertarsi che ci fossimo accorti della scossa anche noi: lui era quasi eccitato, perché l'altro ieri non si era accorto di niente e aveva dovuto apprendere la notizia del terremoto da altre persone ed era quasi deluso di non aver vissuto questa esperienza in prima persona.

In seguito ho chiamato M.: anche lui stavolta ha sentito la scossa, era seduto nel suo ufficio al quarto piano e ha detto che stavolta non poteva avere dubbi. A dire il vero, se ne è accorta prima una ragazza che in quel momento stava parlando con lui nel suo ufficio, la quale ha esclamato ad alta voce: "Una scossa!", ma M. sulle prime ha pensato di averle dato lui inavvertitamente una scossa e poi ha pensato, ma come, se non l'ho nemmeno sfiorata ... (e meno male!). Poi ha sentito la sedia che si muoveva e ha finalmente capito!

Ora vado e continuo a fare l'aerosol ...

mercoledì 25 gennaio 2012

E siamo già a metà settimana ...

UN'AFFANNOSA RICERCA - Lo scorso weekend e i primi giorni di questa settimana sono letteralmente volati. Sabato mattina l'abbiamo trascorso a fare il giro della città alla ricerca di un regalo per un'amichetta di Silvia che ha fatto la festicciola di compleanno nel pomeriggio. In teoria dovevamo andare a colpo sicuro perché si era già deciso che cosa prendere, su indicazione di Silvia: una bambola della serie Monster High, da noi ribattezzata Barbie mostro ... ma al reparto giocattoli del nostro solito supermercato non c'era, così l'abbiamo cercata praticamente per mari e per monti, alla fine l'abbiamo trovata dall'altra parte della città, ma ormai ero già stressatissima e dovevo ancora far la spesa (il giorno dopo avevo invitato a pranzo i miei) ... tornata al supermercato abituale vicino a casa, ovviamente le solite leggi di Murphy hanno voluto che mentre mi apprestavo a comprare la carne per l'arrosto arrivassero un paio di commesse nel reparto giocattoli e lo rifornissero di tutte le bambole della serie. Che nervoso, ma vabbeh, è un classico, no?

LA GATTA - Nel pomeriggio Silvia è andata alla festicciola, che era una festa in maschera. In teoria avevamo stabilito che avrebbe indossato il vestito da Rosetta, una delle fatine del film di Trilly, acquistato due carnevali fa al Disneystore, nonostante ormai le fosse diventato piccolo (ma almeno ci entrava ancora). Ma all'ultimo momento, mentre mi apprestavo alla ricerca del regalino, ho trovato da Accessorize un cerchietto per capelli con le orecchie da gatto nere e fucsia (o fucchiaz, come direbbe una compagna di danza di Silvia) e una mascherina in paillettes nere che si abbinava bene al cerchietto. Così ho deciso di prenderlo e quando Silvia l'ha visto è impazzita dalla contentezza, perché in questo momento stravede per i gatti e in particolare per il gattino di un amichetto, così, addio travestimento da fatina, benvenuto travestimento da gattina, completato da leggings e maglia neri, con aggiunta di gonna di tulle già usata per Halloween, mancava solo la coda, ma non se ne è accorto nessuno... e per rendere il look da gatta ancora più completo l'ho truccata disegnandole musetto e baffi sul viso. Alla fine Silvia ha indossato gli stivali così ha fatto una perfetta Gatta con gli stivali.

IL FUOCO - Si è occupato M. di portare Silvia alla festa di compleanno (una festa con tanto di mago), mentre io sono rimasta a casa a spignattare per il giorno dopo. Poi alla sera, sono venuti a prendermi e siamo andati a mangiare la pizza con i genitori dell'amichetta che compiva gli anni ed altri amici. Domenica ci siamo alzati tardissimo, io ho finito di cucinare e ho preparato il pranzetto per i miei che poi hanno trascorso tutto il pomeriggio qui. Abbiamo anche acceso il caminetto. Non lo accendiamo spesso, anzi, credevamo che quest'anno avremmo glissato, dato che il caminetto si trova in mansarda dove M. faceva la dialisi manuale ... invece, dato che la dialisi automatizzata si svolge in camera da letto, al piano di sotto, non c'era più motivo di non accendere il caminetto. Ai miei è piaciuto moltissimo sedere davanti al fuoco a contemplarlo.  Anche per noi ogni volta è un'emozione. 

POMERIGGIO CREATIVO - Tra le varie cose BN ha portato a Silvia il fimo e il fornetto per cuocerlo e lunedì pomeriggio Silvia è riuscita a liberarsi relativamente presto dai compiti così ci siamo cimentate a modellare. In realtà ho prima trascorso un'ra abbondante a cercare video e tutorial su youtube per capire come fare, ma alla fine abbiamo deciso di provare direttamente senza l'ausilio di tutorial, anche perché il nostro "laboratorio" era la cucina e non potevo portarmi il pc fin laggiù (il notebook è ancora rotto). Così abbiamo copiato un po' dalle immagini da una delle confezioni di Fimo e abbiamo creato 2 gattini. Silvia ha fatto anche un mazzolino di rose con gli avanzi. Devo ancora dare la vernice all'acqua alle nostre piccole creazioni e fotografarle. Quando l'avrò fatto non dubitate che posterò anche le foto.

ENNESIMA MATTINA IN OSPEDALE - Ieri mattina sono stata in ospedale con M. Io ho avuto un colloquio con una psicologa che dallo scorso dicembre segue M. per dargli un po' di sostegno. Alcuni di voi me l'avevano suggerito, ma a dire il vero ci stavo già pensando e quando una delle dott. del reparto ci ha prospettato la possibilità di incontrare questa psicologa, ho insistito molto con M. finché non si è convinto ad andare... in realtà, tra me, le dott. e le infermiere professionali della nefro non è che gli avessimo lasciato molta scelta. Ieri mattina ha voluto incontrare me. Abbiamo parlato a lungo e l'incontro si è rivelato soddisfaciente. Ci saranno sicuramente altri incontri futuri, anche se per ora non so ancora quando questo avverrà. Nel frattempo M. ha fatto una flebo di ferro che non finiva più ... io avrei dovuto fargli la medicazione con l'aiuto delle infermiere (sto imparando, ma non sono ancora perfettamente autonoma), ma data la lunghezza del trattamento con il ferro, alla fine ho dovuto rinunciare, non c'era abbastanza tempo. Ho dovuto anche telefonare a una mamma di un compagno perché prendesse Silvia a scuola al posto mio perché non ero in grado di arrivare in tempo per l'orario in cui terminano le lezioni. La novità riguardo a M. è che ha avuto l'esito della cistografia che ha fatto un paio di settimane fa e tra l'altro sembra che ci sia un leggero reflusso di urina e forse potrebbe essere stato quello che ha danneggiato il rene. Lì per lì non c'è stato molto tempo per parlare in modo approfondito della questione, ma il dubbio che ci è venuto in seguito è questo, se il rene si è rovinato una volta, se non viene risolto questo problema di reflusso, non potrebbe succedere di nuovo, dopo il trapianto? Adesso, in teoria cerco di starmene tranquilla e di non concentrarmi troppo sulla questione e farmi troppi film a riguardo, ma la verità è che continuo a pensarci e non vedo l'ora di avere la possibilità di parlare meglio con le dott. per farmi spiegare questa cosa. L'altra novità è che siamo riusciti a fissare altri 2 degli esami mancanti tra quelli richiesti per entrare ufficialmente nella lista d'attesa e che M. dovrà farli mercoledì prossimo, poi manca solo la visita dermatologica e dopo di che verrà fissato (spero il più presto possibile a questo punto) un colloquio con dei chirurghi per la valutazione per il trapianto. Sono un po' in fibrillazione anche per questo. 


INFLUENZA? - Finché aspettavo che M. finisse la flebo, ad un certo punto ho dovuto uscire dalla sala dialisi e aspettare nel corridoio e finché ero lì devo aver preso freddo, adesso ho un forte mal di gola, ma nel pomeriggio mi è venuta anche la sensazione di avere la febbre, anche se in realtà l'ho misurata e non ce l'ho. Spero che sia una sensazione momentanea e che mi passi velocemente e che non sia un principio di inflenza. Sento tante persone che che stanno male in questo periodo e non vorrei essermi presa qualcosa anch'io. Comunque oggi mi sentivo così rotta che ho saltato ginnastica e non ho portato neanche Silvia a danza. Il problema della danza è che non ho una mamma di riferimento con cui potermi alternare per portarla.

venerdì 20 gennaio 2012

L'inverno si è sbagliato

"L'inverno si era sbagliato" è un romanzo di Louisa Young che ho tentato di leggere qualche mese fa. Nonostante le recensioni decisamente positive che avevo letto su questo libro prima di acquistarlo (e anche dopo), devo confessare che non ce l'ho proprio fatta a completarne la lettura. Non lo so, forse non sono più abituata a letture impegnative, in questo momento della mia vita ho bisogno di letture più leggere. Ho cercato di resistere, ma la lettura davvero non progediva più di qualche pagina al giorno, l'ho trovato pesantissimo, lo stile della scrittura mi sembrava insopportabilmente noioso e indigesto, il linguaggio utilizzato troppo duro e freddo da chiedermi a volte come una donna possa scrivere così e utilizzare certe espressioni o certe immagini così dure e secondo il mio gusto a volte anche volgari. Nessuno dei personaggi è riuscito a catturarmi, la trama non mi ha preso per niente e forse non mi interessava davvero l'argomento, insomma, un disastro totale: come ho detto, ho tentato di resistere, sempre nell'attesa di arrivare a quel punto in cui un libro dovrebbe irrimediabilmente travolgerti e trascinarti con sè al punto di farti dimenticare il mondo che esiste fuori dalle sue pagine e di farti scordare la cognizione del tempo (perché questo di solito mi accade quando un libro mi piace veramente), ma dopo un centinaio di pagine in cui arrancavo mi sono arresa, ho deposto il libro, l'ho classificato come irreparabilmente barboso e non adatto a me e ho deciso di abbandonarlo per sempre.

Insomma, un libro destinato a cadere nel dimenticatoio per quanto mi riguarda, tranne che per il titolo che in questi giorni continua a fare capolino fra i miei pensieri, specie ogni volta che accompagno Silvia a scuola affrontando le intemperie e tornando a casa con la mandibola paralizzata dal gelo.

Clicca e ingrandisci
Ogni volta che esco penso: "L'inverno si è sbagliato ..." E poi ripenso: "Magari si fosse sbagliato davvero..."

E invece Silvia è incurante del freddo. Un giorno di punto in bianco è sbottata (in un momento qualunque della giornata, in cui in realtà eravamo al riparo dal freddo, al calduccio della nostra casa): "Non è giusto, tutto è ghiacciato, le macchine sono ghiacciate, i giardini sono ghiacciati, le strade sono ghiacciate ... tutto è ghiacciato, ma io che cosa ci guadagno? Niente!!! Almeno nevicasse ... non posso nemmeno fare un pupazzo di neve!"

Nelle scorse mattine stava quasi per essere accontentata, sembrava davvero che nevicasse, venivano giù tanti puntolini minuscoli dal cielo, ma in realtà ne ho discusso con altre persone e in molti hanno obiettato che non si trattava di neve o nevischio che dir si voglia (anche se l'effetto era lo stesso: strade e tetti imbiancati, per tutta la mattina, ieri praticamente per tutto il giorno), ma di nebbia ghiacciata. Alla fine salta fuori che si tratta di neve chimica. Non particolarmente salubre per i nostri polmoni. Avevano ragione quelli che mi dicevano che non era vera neve, dunque (ma non era nebbia ghiacciata, ma smog ghiacciato!). Però avevo ragione anch'io: l'inverno si è sbagliato.


giovedì 22 dicembre 2011

Bastonate

Sorvoliamo sul fatto che le ultime due settimane sono state orribili.

Sorvoliamo sul fatto che la scorsa settimana ho dovuto subire tanti sbalzi di umore da parte di M. che alla fine sono scoppiata e letteralmente fuggita (nel senso che me ne sono andata di casa per qualche ora senza dare più mie notizie agli altri due componenti della mia famiglia).

Glissiamo sul fatto che la settimana scorsa M. è stato indubbiamente male e che ci sono stati un sacco di problemi su come gestire la dialisi.

Non approfondiamo il fatto che è venuto fuori che M. sbagliava un passaggio della procedura e quindi continuava ad incamerare aria nel peritoneo, che forse era per questo che non ultrafiltrava abbastanza, che magari era anche per questo che ad ogni seduta di dialisi gli venivano dei dolori insopportabili alle scapole e al collo e che alla fine questo forse era dovuto all'aria che saliva verso l'alto.

Non parliamo del fatto che M. ha dovuto trascorrere le giornate in ospedale tutta la settimana perché, novità, hanno cominciato ad addestrarlo per la dialisi automatizzata (quella che si fa di notte con la macchina: solo che lui ha dovuto farla di giorno per poter imparare). 

Sorvoliamo sul fatto che in questi giorni per certi versi mi sento single, che penso che il Natale persino per me che non sono religiosa, non sia solo un giorno, ma un periodo in cui poter condividere in famiglia certe esperienze (i preparativi, gli addobbi, i regali e così via) e trarre godimento da quersto aspetto, e che invece sono da sola anche in questo e mi pesa, che alla notte ho ripreso a non dormire, che devo ancora fare un sacco di cose per il giorno di Natale e quello di Santo Stefano, che non ho ancora incartato nessun regalo, che non so come farà BN a stampare la lettera che ogni anno scrive a Silvia la notte di Natale, dato che la mia stampante ha qualche problemino, che devo ancora finire il presepe (mancano un po' di luci e le montagne), che devo prepare un sacco di cose da mangiare, che devo fare un nuovo raid al super e che mi viene male al solo pensiero (dovevo andarci oggi, ma alla fine non ce l'ho fatta), che da sola non riesco ad attaccare la ghirlanda sulla porta, che mi sento stressata, che stamattina mi sono svegliata col mal di testa ... sorvoliamo pure su tutto questo.


Parliamo solo delle bastonate.

Bastonata #1: Ieri abbiamo avuto la notiziona che questo weekend si comincia ... dopo l'addestramento con la macchina, diremo addio alla dialisi manuale, almeno per ora, e M. comincerà ufficialmente quella automatizzata a casa. Non fraintendetemi. Non è che io in qualche modo io non mi augurassi che si arrivasse prima o poi  a questa soluzione. La dialisi automatizzata notturna significa avere molta più libertà durante il corso della giornata. Quando ci avevano chiesto di prendere una decisione e avevamo valutato tutti i pro e i contro, M. aveva deciso per la manuale, che sembrava la più fisiologica e naturale. Io se devo dire la verità avevo paura di avere una macchina in camera nostra tutta la notte, ma nello stesso tempo avevo l'impressione che fosse la soluzione migliore. Però, tra tutti i periodi in cui avremmo potuto cominciare, proprio il giorno di Natale? (Come se non ci fossimo già rovinati l'anniversario di matrimonio .... a questo punto mi viene da chiedermi che cosa ci riserva il Capodanno). Avranno sentito che vanno di moda i regali tecnologici e noi non aspettavamo altro che di trovare una macchina per la dialisi sotto l'albero. Naturalmente, bisogna mettersela via. Non c'è possibilità di obiezione. La salute innanzitutto (solo quella fisica di M. però: la mia mentale sta andando a ramengo). Così, domani verrà qui un infermiere specializzato della Fresenius e M. far, di giorno, la dialisi automtizzata con l'aiuto dell'infermiere. Dopo domani si fa il bis. Sempre con l'infermiere. E poi, presumo che la notte tra il 24 e il 25 potremo aspettare relativamente tranquilli l'arrivo di BN, mentre M. farà la prima dialisi notturna tra il 25 e il 26. Ero anche molto preoccupata l'aspetto organizzativo di questo nuovo tipo di dialisi. Ovvero ... il tavolino che avevamo preso appositamente per la dialisi manuale non va più bene, perché è troppo grande per lo spazio ridotto nella nostra camera. Inoltre sarebbe meglio avere un mobile con le rotelle, dato che sarà necessario poterlo spostare per fare le pulizie. Ho appena scoperto che servirà anche una tanica (presumo per il liquido di scarto). Forse potremo riciclare provvisoriamente un mobiletto che uso per la stampante. Spero che non ci siano ostacoli perché non ho voglia di correre nuovamente all'Ikea proprio alla vigilia di Natale....


Bastonata #2: Dopo aver sentito la novità, mia mamma mi ha proposto di annullare il Natale a casa mia. Quest'anno ero abbastanza contenta perché a parte la fatica fisica di organizzare il tutto a casa nostra, se non altro mi ero liberata dello stress di dover decidere a chi dare la priorità (ogni anno c'è il dramma di decidere se passare il Natale con la mia famiglia o quello di M. e finisce c'è sempre qualcuno che si lamenta: ho cominciato ad odiare festività natalizie per questo e a sognare di poter prendere il volo e trascorrere il giorno di Natale in un'isola sperduta, lontana da tutti e irraggiungibile). Quest'anno, con i tempi della dialisi manuale, M. non poteva permettersi di andare da nessuna parte, così ho proposto alle nostre famiglie di venire a turno a casa nostra. Non sarebbe stato possibile comunque unire le famiglie perché saremmo stati in troppi. Conoscendo la nostra situazione, i nostri familiari si sono adeguati senza opporre alcuna obiezione. E' stato un grande sollievo per me. Soprattutto vedere che sono stati tutti comprensivi e che nessuno ha avuto da ridire. Fantastico. Almeno una cosa positiva in mezzo a tutto questo. Ma poi mia mamma ieri mi ha detto:"Annulliamo tutto!" Ha sollevato 1000 obiezioni alla prospettiva di continuare con i nostri piani, dal problema igiene al problema stress. Vi dico la verità, come al mattino quando avevo ricevuto la prima bastonata, ho fatto la spesa quasi piangendo, ieri mi veniva da piangere al telefono mentre parlavo con mia mamma. Le ho detto che per quanto fosse faticoso fare il Natale a casa nostra, per me era molto più stressante l'idea di dover rinunciare, che sarebbe stata una grande delusione anche per Silvia che era eccitatissima all'idea che tutti i nostri familiari venissero a festeggiare il Natale a casa nostra, che per noi sarebbe stato molto più faticoso doverci trasportaree fin là con tutte le nostre cose... All'inizio mia mamma non voleva sentire ragioni, quando ho chiuso la telefonata sono scoppiata in pianto, ma ero anche da sola in quel momento (M. non era ancora tornato dall'ospedale, Silvia a danza), mi sono sentita davvero sconsolata, poi ho anche quasi sfondato l'armadio della stanza di Silvia in un attacco di isterismo (ecco, proprio una di quelle cose che farebbe M. e che io non riesco più a tollerare). Poi quando M. è arrivato si è accorto dello stato in cui ero. Ma è stato bravo. Mi ha ascoltata. Ha ascoltato tutto e mi ha capita. Ha persino detto di essersi reso conto che negli ultimi tempi era troppo concentrato su se stesso da trascurare quello che stavamo passando noi. Più tardi ho richiamato mia mamma e le ho detto che comunque per noi era più destabilizzante cambiare i nostri programmi. Ha preso atto. Alla fine resta tutto come prima. (Capisco comunque che mia mamma si sentisse in dovere di sollevarmi da un peso).


Bastonata #3: Per anni ho considerato il Natale solo una grande rottura di scatole. In parte, per i motivi spiegati prima. Da quando è nata Silvia le cose sono un po' diverse. E quest'anno in particolare. Perché nonostante tutti i miei preconcetti nei confronti di questa festa, anche di tipo religioso, se c'è una cosa che adoro del Natale è tutta la storia di BN, il vecchietto con la divisa rossa e la barba bianca. E tutta la pantomima che organizziamo la sera della vigilia. Prepariamo i biscotti, ne mettiamo un piattino vicino al caminetto, con un bicchiere di aranciata (molti ritengono che BN preferisca il latte, noi invece crediamo che gli piaccia di più l'aranciata). Lasciamo lo sportello del caminetto aperto, altrimenti BN come fa ad entrare? BN arriva durante la notte e al mattino dopo Silvia trova solo le briciole sul piattino, il bicchiere vuoto e una lettera di ringraziamento. Assieme ai doni, naturalmente. Ma Silvia ha 9 anni. Per quanto potrà durare ancora la pantomima? Ogni anno temo che sia l'ultima volta. Quest'anno ho anche rischiato grosso perché Cognata ha dato per scontato (non so in base a quale informazione in suo possesso: o sa qualcosa che io non so) che Silvia sappia già tutto della vita e anche quindi delle cose che riguardano BN, così un po' di giorni fa stava per smaronarmi parlando dell'argomento con Silvia che si trovava a pochi metri da noi (fortunatamente distratta da un cartone!). Ogni anno, poi, proibisco a tutta la famiglia di guardare film a soggetto natalizio (e anche i telegiornali, pericolosi anche quelli) perché temo che Silvia scopra qualcosa che non deve scoprire, anche perché, diciamocelo, ogni film propone una versione diversa, nemmeno i collaboratori di BN hanno la decenza di avere lo stesso nome una volta per tutte: una volta si chiamano elfi, un'altra folletti, come può essere credibile tutto questo? Persino in un corto dell'Era Glaciale instillano il dubbio. Manny non crede nell'esistenza di BN. Come dire, se per caso ci credevate ancora, ci pensiamo noi adulti a farvi venire il dubbio. E poi c'è il fatto che Silvia ha cominciato ad avere delle cognizioni geografiche un po' meno vaghe (anche se proprio poco fa mi ha chiesto se Vienna era vicina a Rosolina... perché ogni volta che andiamo a Rosolina il nonno organizza una gita a Vienna ... in realtà Silvia confonde Vienna con Ravenna, che comunque non è proprio vicina a Rosolina). Dunque ha cominciato a chiedersi come faccia BN a consegnare i regali in tutto il mondo in una sola notte. Insomma, questo potrebbe essere l'ultimo Natale in cui BN ci farà visita durante la notte. Ho letto di recente un articolo su Vanity Fair che sostiene che per i bambini il passaggio dal credere al non credere in BN non è traumatico, il trauma ce l'hanno solo i genitori. Può essere. Effettivamente io non sono ancora pronta per abbandonare questa tradizione. E veniamo alla bastonata. Ieri mia figlia mi ha chiesto se BN esiste per davvero. Io le ho risposto naturalmente, certo che esiste. Il problema è che le sue compagne le hanno detto che non è vero che esiste e che i regali li comprano i genitori. Me la sono cavata dicendo che se spera che io le abbia preso qualcosa, resterà delusa e non riceverà nulla, perché io non ho proprio avuto tempo di andare a cercarle un regalo, con tutte le cose che ho da fare in questi giorni. Spero di essere stata abbastanza credibile, anche se mi sono sentita un verme nel darle questa risposta. Comunque la domanda di Silvia è stata un'ennesima bastonata. Una domanda che ho temuto per anni. Peggio della domanda su come nascono i bambini. 

Credo di aver ricevuto abbastanza bastonate per il momento. Sono depressa e arrabbiata. E non vorrei più dover sentire (perché tra ieri e oggi mi è capitato per ben tre volte di ricevere commenti del genere - no, Irma, se per caso ti dovesse venire l'impulso di leggermi, non da te, anzi, da te ho ricevuto comprensione, che mi ha fatto capire che in fondo non sono un'extraterrestre se a volte penso un po' a me stessa e ai miei personali sentimenti) che devo pensare solo al bene di M. e che questa dev'essere la mia principale preoccupazione. Voglio avere il diritto di sentirmi arrabbiata per come vanno le cose, perché le cose non vanno mai per il verso giusto, voglio avere il diritto di essere depressa e stressata senza sentirmi un'egoista come se non mettessi al primo posto tra le mie priorità la salute di mio marito. Voglio parlare con qualcuno che mi capisca e che mi dica, sì, non sei in torto a pensarla così, in questo momento la vita ti sta trattando da schifo, non è solo M. la vittima di questa situazione, hai tutte le ragioni ad incavolarti con la vita, col destino o chi per lui. Ecco. Solo questo.

sabato 17 dicembre 2011

venerdì 9 dicembre 2011

Progetti matrimoniali

"Papà, ti voglio sposare..."

Beh, è un progresso, quand'era più piccola voleva sposare la mamma.

"Non puoi sposare il papà"

"E perché?"

"Innanzitutto perché è già sposato con me .... E poi perché..."

"Perché quando io avrò l'età per sposarmi lui sarà già vecchissimo!"

Ma è proprio una fissa questa dell'età!


mercoledì 7 dicembre 2011

Ancora su Halloween




Non ho dimenticato che avevo promesso a voi e anche a Silvia di pubblicare i particolari dei nostri lavoretti di Halloween. Purtroppo ho addirittura un mese di ritardo (ma ad onor del vero, avevo incominciato a scivere questo post circa un mese fa), un po' a causa della situazione con M. che mi ha tenuto molto impegnata, un po' anche a causa del fatto che avevo iniziato a preparare le immagini per questo post quando usavo ancora il vecchio pc e che non ho ancora finito di trasferire tutti i dati che avevo lì. Comunque, meglio tardi che mai.

Perciò, bando alle ciance, ecco a voi i particolari dei nostri lavoretti per la porta. Abbiamo cominciato dai pipistrelli. Ho disegnato la sagoma di un pipistrello su un foglio di carta (non l'ho copiata da alcuna parte, è proprio una mia creazione), l'ho ritagliata e poi l'ho ricalcata sul cartoncino nero con un pastello bianco. Poi Silvia ha ritagliato la sagoma nera. Abbiamo fatto lo stesso con occhi, orecchie e denti utilizzando cartoncino bianco e colorato (rosso o viola). Il nero degli occhi l'abbiamo fatto con il pennarello (si noti il luccichino bianco... un espediente di cui Silvia ha fatto tesoro ad un corso di disegno pomeridiano frequentato l'anno scorso), così come abbiamo fatto le puntine insanguinate dei denti del pipistrello nero e rosso. Per alcuni dettagli abbiamo usato anche il glitter. Silvia poi ha fatto anche un pipistrello su carta normale e l'ha colorato con i pennarelli.

Il pipistrello

Per le zucche Silvia ha rifiutato il mio intervento e si è arrangiata. Ne ha fatte una col cartoncino e una con carta normale. A quella di cartoncino, ha aggiunto le sfumature di colore con pastelli e pennarelli. Inoltre Silvia ha fatto anche i fantasmini. Io volevo farli con una forma diversa, ma lei mi ha spiegato che quelli che volevo fare io erano finti fantasmini con il lenzuolino, invece quelli fatti da lei sono proprio spiriti!

Le zucche

Poi con il cartoncino e i penarelli Silvia ha preparato anche delle scritte spaventose, tra cui quella sanguinolenta.

Scritte spaventose
Anche gli scheletrini sono stati fatti interamente da Silvia, ma io le avevo fatto vedere la foto di un lavoretto trovato nel sito di Mamma Felice. Noi non avevamo tutto il materiale, così Silvia si è arrangiata col cartoncino e in più ha aggiunto il suo tocco personale (il fiocchetto rosa!).

Gli scheletrini.
Ed ecco la mia streghetta. Solitamente sono contraria a postare foto di mia figlia nel web (a parte facebook, dove però le foto non ono visibili a tutti), ma dato che è tutta truccata e non molto riconoscibile per questa volta farò un'eccezione.E poi le immagini sono proprio piccoline... (naturalmente io ho da parte le foto originali, molto più grandi).


Per finire, vi lascio con un paio di foto dei dolcetti che Silvia ed io abbiamo preparato il giorno prima di Halloween. Le dita di strega hanno suscitato un tale successo e sono risultate così realistiche che ci sono state persone che non hanno avuto il coraggio di mangiarle. Purtroppo non sono riuscita a trovare il colorante rosso come quello indicato dalla ricetta dei bulbi oculari, così ho dovuto arrangiarmi con un altro che però era trsparente e sembrava sangue annacquato ... pazienza! Ho preso sia la ricetta delle dita che quella degli occhietti dal sito di Giallo Zafferano.


Dita di strega, mozzate e insanguinate


Bulbi oculari

Le decorazioni di Halloween sono rimaste attaccate alla nostra porta ben oltre la notte di Halloween. Tolte quelle, Silvia ed io ci eravamo riproposte di realizzare qualcosa in tema autunno, ma tanto per cambiare non    siamo riuscite a trovare il tempo. Ormai l'autunno è già quasi finito e sarebbe ora di cominciare a pensare al Natale, ma chi lo sa se riusciremo nel nostro intento.

lunedì 5 dicembre 2011

Età

"Quanti anni ha la zia M.?"

"Ha la mia stessa età"

"Così vecchia?!"

Grazie tante. Da parte mia e di zia M.

Oddio, mia figlia mi vede così?!

mercoledì 9 novembre 2011

Memoria difettosa

"Mamma, domani non prepararmi il panino per la merenda, ci ho già pensato io: mi porto a scuola una delle merendine che mi hanno dato quando sono andata a fare dolcetto o scherzetto."

"Ok, però ricordamelo domattina, perchè sennò vedrai che me ne dimentico ..."

"Va bene, mamma, te lo ricordo io."

Qualche ora dopo...

"Mamma, domattina ricordami di ricordarti di non prepararmi il panino ..."

Slurp ...

Ridatemi la mia libertà!

Un giorno Silvia tornando a casa da scuola si è accorta che c'era l'impalcatura dei pittori davanti alla terrazza della sua camera e che c'erano delle persone arrampicate proprio lì. La porta finestra della sua stanza ha una tendina un po' striminzita, così le ho raccomandato di tenere la persiana chiusa, perchè altrimenti non avrebbe avuto molta privacy. La sua protesta è stata: "Non è giusto. E' una violazione d'omicidio!"

Svarione a parte, ha ragione, anch'io non ne posso più. Uffa, che due p.... rivoglio la mia libertà. Da settimane per non dire mesi abbiamo sempre qualcuno per casa o nelle terrazze e io non sono più padrona di fare nulla, di programmarmi ma nemmeno di oziare, nemmeno di dire, questa mattina non ho voglia di vestirmi e voglio poltrire in pigiama oppure di concedermi del tempo perché voglio farmi una banale doccia. Prima la ritinteggiatura interna, poi quella esterna ... poi i posatori che devono rifare le terrazze. I quali sono arrivati stamattina senza avvertire. E' vero, c'era finalmente il sole dopo giorni di pioggia inclemente, quindi ce li aspettavamo, ma almeno farci una telefonata di conferma, no? Perché poi arrivano all'orario che vogliono loro. Dando per scontato che tu sia sempre a casa disponibile. Io in teoria stamattina avrei dovuto andare a ginnastica, alla fine ho rinunciato, ma perché darlo per scontato? Inoltre eravamo incasinati con M. che doveva finire la prima sessione di dialisi della giornata, per poi correre (si fa per dire, perché ha la lentezza di movimenti di un bradipo) in ospedale per la medicazione e controlli vari, io in teoria avrei potuto andare con lui. Insomma, questa gente non capisce che abbiamo una vita che esula dalla sistemazione delle nostre terrazze e che oltretutto questa vita al momento non è per niente facile?

Poi, abbiamo scelto questa impresa di posatori perché ci era stata proposta da chi sta facendo la ritinteggiatura del condominio, l'accordo era che i pittori avrebbero concesso loro di usare le impalcature per la ritinteggiatura, in modo di recare a noi e ai nostri vicini (che stanno rifacendo le terrazze come noi) meno disturbo possibile. Invece le impalcature non le hanno mai usate! Allora a che cosa serviva fare tutto adesso, avremmo potuto benissimo fare i lavori in qualunque altro periodo dell'anno? Avevamo scelto loro proprio per poter sfruttare le impalcature!

L'unica consolazione è che il lavoro sembra stia venendo abbastanza bene, però, davvero, io sono esaurita. Rivoglio un po' di privacy e un po' di libertà, un po' di quiete, è chiedere tanto? E'  già abbastanza dura doversi tarare con questa novità della dialisi in casa, il mio livello di stress fisico e psicologico sta elevandosi sempre più. Scusate lo sfogo, ma se non lo faccio almeno qui, rischio di scoppiare.


Non se ne può più ...


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...