In attesa che torni (forse oggi?), pubblico qualche mio scatto floreale di qualche settimana fa, quando ancora splendeva il sole e si poteva andare in giro in T-shirt anche se era ancora marzo ... potete ingrandire le foto cliccandoci sopra.
Visualizzazione post con etichetta foto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta foto. Mostra tutti i post
mercoledì 25 aprile 2012
martedì 20 marzo 2012
Lettera all'inverno
Caro Inverno, finalmente te ne sei andato. Oggi c’è l’equinozio,
quindi, tempo scaduto per te. Ma siccome molti non lo sanno e i più ritengono
che la primavera arrivi ufficialmente il 21 marzo, diciamo che personalmente ti concedo quest’ultima
proroga per fare i bagagli e levarti di torno. Ti dico una cosa, spero che non
ci ripensi. Non ti voglio più tra i piedi. Finché c’eri tu sono stata ammalata,
triste, depressa, preoccupata e arrabbiata per quasi tutto il tempo. Magari non è stata
tutta colpa tua. Magari con tua sorella Primavera non mi sentirò
molto meglio. Se questo accadrà, me la vedrò con lei. Ma tu, fammi il piacere,
vattene e non tornare più. Per i prossimi 9 mesi almeno.
venerdì 27 gennaio 2012
Acciacchi e pigrizia
Oggi non ho voglia di scrivere. Sono ancora molto acciaccata, ho mal di gola, mal di testa, stanotte non ho dormito, ma non per colpa della macchina della dialisi, bensì per il raffreddore. Devo fare l'aerosol, ma sono pigra. Cucinare qualcosa, ma come sopra. L'unica cosa che mi sento di fare è poltrire davanti alla tv e guardare qualche telefilm. Ma non vi lascio senza immagini, ecco una delle foto che ho fatto la settimana scorsa quando ho sfidato il freddo e prima che si alzasse un po' la temperatura.
![]() |
| Cliccare per ingrandire (meglio col tasto dx, apri in altra finestra o scheda) |
martedì 20 dicembre 2011
L'autunno se ne va ...
... e lascia posto all'inverno.
Stamattina mentre portavo a scuola Silvia era tutto ghiacciato, le macchine, i tetti, il cancello del giardino, i bidoni della spazzatura fuori del cancello e naturalmente la mia mandibola. Ancora un paio di giorni e poi l'inverno ufficializzerà il suo arrivo.
Qualche giorno fa ho fotografato le foglie giallo oro di un albero del vicino che si affaccia nel mio giardino. Ho fatto appena in tempo perché poi è arrivato un vento gelido e forte come una Bora e le ha spazzate via tutte.
Qualche giorno fa ho fotografato le foglie giallo oro di un albero del vicino che si affaccia nel mio giardino. Ho fatto appena in tempo perché poi è arrivato un vento gelido e forte come una Bora e le ha spazzate via tutte.
![]() |
| Cliccare per ingrandire. Se cliccate col destro la potete vedere ancora più in grande .. |
Volevamo raccogliere anche le foglie rosse degli alberi che troviamo nei viali del mio quartiere per fare dei lavoretti da attaccare alla porta, ma tra una cosa e l'altra non ci siamo più riusciti e non abbiamo avuto nemmeno più il tempo di preparare qualche lavoretto per Natale.
Mentre l'autunno cede il passo all'inverno, continuiamo a correre tra un negozio e l'altro, passiamo molto tempo in ospedale (ieri, oggi, domani ...) , ci prepariamo al Natale con un pochino di ansia perché troppe cose sono da fare e rimane il dubbio se riusciremo a farle tutte. Perciò non riesco a scrivere lunghi post come invece vorrei (nella testa ho tanti pensieri che vorrei mettere per iscritto, ma forse molti dovranno rimanere lì o si dissolveranno lasciando poche tracce di sé), per questo non riesco a commentare regolarmente in tutti i blog come invece mi piacerebbe, ma sono sicura che non me ne vorrete, anche perché magari vi trovate in una situazione simile alla mia.
Etichette:
autunno,
digital scrapping,
foto,
graficando,
io,
vita
lunedì 19 dicembre 2011
Passeggiando per le vie
Etichette:
digital scrapping,
foto,
gironzolando,
graficando,
Natale,
Padova
giovedì 15 dicembre 2011
Un altro post nervoso
M. è andato al lavoro 2 giorni, anzi 2 mattine, dopo di che adesso è di nuovo in malattia. I datori di lavoro hanno preferito così: l'idea di farlo andare in ufficio alla mattina e lasciarlo lavorare da casa al pomeriggio non gli andava bene. Probabilmente è una decisione presa per scrupolo nei confronti degli altri dipendenti o per non creare un precedente. Contenti loro, M. non è che smaniasse per tornare al lavoro. Gli pesa, certo, la mancanza di attività perché è una persona abituata a darsi da fare, ma fisicamente non è così in forze, ci sono dei momenti in cui è fisicamente molto giù, non riesce a muoversi dal divano, figuriamoci pensare di andare in ufficio. Perciò se aveva deciso di tornare lo faceva con spirito di sacrificio, anche perché sembrava che certe cose non andassero avanti senza di lui. Adesso i datori di lavoro pensano che anche se in malattia M. potrebbe recarsi comunque qualche volta in ufficio quando serve ... eh già, e con le visite fiscali del medico fiscale come la mettiamo? Loro hanno detto di stare tranquillo, il medico non glielo manderebbero, ma siamo sicuri che anche all'Inps la pensino così?
E poi c'è un altro dubbio... I datori di lavoro hanno detto: "Guarda, M., mettiti pure in malattia e cerca di ristabilirti, tanto ormai mancano 10 giorni a Natale, a questo punto per noi non cambia molto ..." Ma loro l'avranno capito che gli orari della dialisi finite le vacanze di Natale rimarranno sempre gli stessi? La domanda forse dovrebbe essere: M. gliel'avrà fatto capire? Perché io so quello che mi riferisce lui, ma non so come si svolgono esattamente le loro conversazioni. Non so, magari M. non gli ha spiegato bene e loro credono che questa dialisi sia come una cura di antibiotico, che la fai per un po' e poi tutto torna come prima ...
E poi c'è un altro dubbio... I datori di lavoro hanno detto: "Guarda, M., mettiti pure in malattia e cerca di ristabilirti, tanto ormai mancano 10 giorni a Natale, a questo punto per noi non cambia molto ..." Ma loro l'avranno capito che gli orari della dialisi finite le vacanze di Natale rimarranno sempre gli stessi? La domanda forse dovrebbe essere: M. gliel'avrà fatto capire? Perché io so quello che mi riferisce lui, ma non so come si svolgono esattamente le loro conversazioni. Non so, magari M. non gli ha spiegato bene e loro credono che questa dialisi sia come una cura di antibiotico, che la fai per un po' e poi tutto torna come prima ...
Comunque ieri pur essendo ufficialmente di nuovo in malattia "San M." al lavoro ci è andato lo stesso e intanto io mi sono presa un po' di arrabbiature, perché ogni volta che è andato in ufficio di mattina M. è tornato sempre più tardi a casa ritardando sempre di più lo scambio dialitico di metà giornata. Che cosa devo dire? Beh, se vuole rischiare di non riuscire a scaricare i liquidi, dovrebbero essere affari suoi, a parte che poi ne paghiamo regolarmente anche noi familiari tutte le conseguenze. Ma quello che più mi rode è che quando durante le mattinate di ponte è venuto con noi al centro commerciale oppure in centro a Padova, alle 11 e mezza cominciava a scalpitare e sembrava che avesse il fuoco sotto i piedi e abbiamo dovuto fare tutto con l'agitazione perché lui doveva per forza tornare a casa entro una certa ora per fare la dialisi ... mentre quando è andato in ufficio, è tornato ben oltre quell'orario che invece noi familiari dovevamo rispettare ad ogni costo. Queste cose mi imbestialiscono.
E poi c'è stato un altro episodio che mi ha fatto venire il nervoso. Un amico che non sentivamo da tempo ha chiamato M. e ci ha invitato a casa sua per sabato a cena. Invece di dirgli subito che non riusciamo a conciliare gli orari della dialisi con questo tipo di inviti, M. l'ha lasciato in sospeso riservandosi di richiamarlo e tutto questo perché pensava in qualche modo di riuscire ad andare. Ma se sono mesi che diciamo a tutti, familiari compresi, che non ci possiamo muovere noi ma che si devono muovere loro perché siamo legati agli orari della dialisi?! E tutti, inclusa sua mamma, se la sono messa via, l'hanno accettato. Dobbiamo fare le corse per riuscire ad andare da qualche parte, anche solo per andare vicino a casa, facciamo un sacco di rinunce, io dovrò farmi un mazzo così, per non usare un termine più scurrile, per organizzare il Natale e il Santo Stefano a casa nostra con i parenti, e adesso improvvisamente invece sembra che solo perché ha chiamato questo amico che oltretutto se lo vediamo una volta all'anno è tanto (anzi, mi sa che quest'anno non l'abbiamo proprio mai visto) si possa rivoluzionare tutto e fare quello che si vuole come se niente fosse? Ma la verità è che gli orari della dialisi sono sempre gli stessi, le corse che ci tocca fare per stare dentro agli orari sono sempre le stesse, nulla è cambiato.
Sì, è vero, con le ultime disposizioni mediche in merito, potremo anche riuscire ad fare l'ultimo scambio prima di cena e uscire alla sera, ma vorrebbe dire comunque non essere liberi prima delle 8 o 8 e mezza, sempre che non ci siano intoppi, non so se l'amico che tra l'altro ha invitato anche un 'altra coppia e che abita a 20 km da dove abitiamo noi sarebbe disposto ad aspettarci fino alle 9 di sera, se va bene, prima di cominciare la cena ... e M. non capisce perché me la prendo quando sento che lui la fa tanto facile con gli altri, mentre quando gli chiediamo qualcosa noi, è tutto sempre così complicato. E' complicato andare a prendere un regalo per nostra figlia insieme, è complicato persino parlarne, perché a volte è troppo stanco persino per quello, è complicato andare a fare una passeggiata, è complicato andare una volta al cinema tutti insieme (ogni tanto ho osato proporre, ma c'è sempre qualche obiezione da parte sua ed io accetto, che cos'altro posso fare?), è complicato persino sedersi sul divano e guardare un film da lì. La nostra vita è condizionata dalla dialisi e quello che mi fa un po' girare le scatole è che M. non si rende conto fino in fondo che sì, è vero, lui è quello che soffre di più, ma i sacrifici li stiamo facendo anche noi, mica soltanto lui.
Per non parlare di tutti gli sbalzi di umore che ha in continuazione nel corso della giornata e ci sono momenti in cui io non ne posso più. Perché non capisco più quando è arrabbiato o quando sta male o quando è solo stanco: tanto la faccia che fa è sempre uguale, sempre col muso duro, con un'espressione terribile, e poi, fosse solo l'espressione ... un giorno ha sbattuto una mano sul tavolo della cucina così violentemente che ho temuto che se la fosse rotta (la mano: il tavolo ha resistito). E tutto perché non riusciva a inghiottire il pollo. Sbatte di continuo le porte o i pugni contro il muro. Dice che non ha forza, ma la forza per queste bravate non gli manca. Impreca, dice parolacce. Nei confronti del mondo, ma a volte anche nei confronti miei, o peggio, di nostra figlia, che è solo una bambina. L'altro giorno si è arrabbiato perché Silvia perdeva tempo invece di prepararsi per uscire. Improvvisamente è sbottato con una parolaccia, una proprio brutta che non voglio nemmeno ripetere e che mi auguro che Silvia non abbia capito. Non gliel'ho ancora perdonata e lui adesso non capisce perché continuo a rinfacciargli questa cosa. Perché non riesco a passarci sopra, ecco perché! Perché fosse stato un episodio isolato, potevo anche non farci troppo caso, ma è l'ennesimo fra tanti di questo tipo e soprattutto se c'è di mezzo Silvia non riesco più a tollerare e a portare pazienza. Non sono fatta di roccia.
Sì, è vero, con le ultime disposizioni mediche in merito, potremo anche riuscire ad fare l'ultimo scambio prima di cena e uscire alla sera, ma vorrebbe dire comunque non essere liberi prima delle 8 o 8 e mezza, sempre che non ci siano intoppi, non so se l'amico che tra l'altro ha invitato anche un 'altra coppia e che abita a 20 km da dove abitiamo noi sarebbe disposto ad aspettarci fino alle 9 di sera, se va bene, prima di cominciare la cena ... e M. non capisce perché me la prendo quando sento che lui la fa tanto facile con gli altri, mentre quando gli chiediamo qualcosa noi, è tutto sempre così complicato. E' complicato andare a prendere un regalo per nostra figlia insieme, è complicato persino parlarne, perché a volte è troppo stanco persino per quello, è complicato andare a fare una passeggiata, è complicato andare una volta al cinema tutti insieme (ogni tanto ho osato proporre, ma c'è sempre qualche obiezione da parte sua ed io accetto, che cos'altro posso fare?), è complicato persino sedersi sul divano e guardare un film da lì. La nostra vita è condizionata dalla dialisi e quello che mi fa un po' girare le scatole è che M. non si rende conto fino in fondo che sì, è vero, lui è quello che soffre di più, ma i sacrifici li stiamo facendo anche noi, mica soltanto lui.
Per non parlare di tutti gli sbalzi di umore che ha in continuazione nel corso della giornata e ci sono momenti in cui io non ne posso più. Perché non capisco più quando è arrabbiato o quando sta male o quando è solo stanco: tanto la faccia che fa è sempre uguale, sempre col muso duro, con un'espressione terribile, e poi, fosse solo l'espressione ... un giorno ha sbattuto una mano sul tavolo della cucina così violentemente che ho temuto che se la fosse rotta (la mano: il tavolo ha resistito). E tutto perché non riusciva a inghiottire il pollo. Sbatte di continuo le porte o i pugni contro il muro. Dice che non ha forza, ma la forza per queste bravate non gli manca. Impreca, dice parolacce. Nei confronti del mondo, ma a volte anche nei confronti miei, o peggio, di nostra figlia, che è solo una bambina. L'altro giorno si è arrabbiato perché Silvia perdeva tempo invece di prepararsi per uscire. Improvvisamente è sbottato con una parolaccia, una proprio brutta che non voglio nemmeno ripetere e che mi auguro che Silvia non abbia capito. Non gliel'ho ancora perdonata e lui adesso non capisce perché continuo a rinfacciargli questa cosa. Perché non riesco a passarci sopra, ecco perché! Perché fosse stato un episodio isolato, potevo anche non farci troppo caso, ma è l'ennesimo fra tanti di questo tipo e soprattutto se c'è di mezzo Silvia non riesco più a tollerare e a portare pazienza. Non sono fatta di roccia.
Gli ho fatto presente che anch'io a volte mi arrabbio con Silvia quando non fa quello che le si dice, ma quando questo succede reagisco sgridandola, magari urlando un po', ma non vado oltre. Certo non mi rivolgo a lei con le parolacce. Per giustificarsi, mi ha detto che non aveva la forza di parlare e di rimproverarla per dirle quello che doveva fare: sì, però la forza e il fiato per dire certe parole li ha trovati.
Un mattino conversando è rimasto sopreso perché gli ho detto che non mi pesa tutto quello che sto facendo per lui. magari mi sto spaccando la schiena perché tutti i lavori pesanti me li sorbisco io, se certe cose che prima potevamo condividere ora le devo fare tutte io e certo, la stanchezza fisica la sento eccome, però la accetto, non è questo che mi pesa. Non mi pesa nemmeno doverlo accompagnare in ospedale, alle visite, a fare tutti gli esami che deve sempre fare, adesso devo persino imparare a fare la medicazione del catetere, sono già andata diverse volte in ospedale per imparare. Sono tutte cose difficili, ma si fanno, perché così è quando vuoi bene a una persona, no? Quello che mi pesa è invece dover subire i suoi sbalzi di umore, dover subire le parolacce, dover subire le arrabbiature. Le capisco, non è che non comprenda, ne capisco pienamente le ragioni. Ma penso anche che ci sia un limite a tutto questo. Soprattutto lo penso perché vedo che quando vuole si sa controllare. Basta solo che lui risponda ad una telefonata o che qualcuno ci suoni alla porta che il suo umore cambia totalmente: ritorna ad essere il solito M. di sempre, scherzoso, spiritoso, compagnone. Ok, va bene, è abbastanza normale, con gli altri non vuoi mostrarti a piangere sempre il morto e con i familiari stretti hai la confidenza di mostrare anche certi lati che agli altri non mostreresti, però non è giusto che noi ci becchiamo continuamente i lati peggiori. Non si può dire che con noi non sia mai di buon umore, me se dobbiamo mettere sul piatto di una bilancia i momenti di buon umore e su un altro quelli di cattivo umore, alla fine della giornata il piatto pende sempre dalla parte del cattivo umore.
Mi ha preso un po' la mano questo post, ero partita che volevo solo mettervi al corrente del fatto che M. è di nuovo in malattia e alla fine seguendo il filo dei pensieri sono arrivata qui. Per rimediare al tono insofferente di questo post, concludo lasciandovi un paio di foto del Caffè Pedrocchi illuminato di rosso per le feste. Cliccare per ingrandire.
martedì 13 dicembre 2011
Lego che passione!
Come vi avevo già raccontato, la scorsa settimana M. ha dovuto recarsi tutti i pomeriggi in ospedale e fare uno scambio dialitico lì in reparto, per fare la dialisi con le sacche con l'antibiotico. L'8 dicembre non siamo rimaste a casa ad aspettarlo come gli altri pomeriggi, ma ne abbiamo approfittato e siamo andate in centro anche Silvia ed io a trovare i miei che abitano lì e con l'occasione abbiamo fatto una passeggiata per vedere le splendide luminarie delle vie cittadine.
Ovviamente, abbiamo trovato il resto del mondo che aveva avuto la nostra stessa idea, ma è stato bello lo stesso. Anche perché siamo andate a visitare una piccola mostra ospitata in una sala del Caffè Pedrocchi, la Sala Ottagonale. Il soggetto della mostra è stato particolarmente gradito a Silvia, ma anche alla sottoscritta che sotto sotto (e neanche tanto in profondità) è rimasta bambina: si trattava di una mostra di costruzioni Lego.
L'esposizione è stata organizzata da uno dei negozi di giocattoli storici del centro cittadino (e tra i pochi superstiti del genere). Non è una mostra particolarmente grande (non aspettatevi Legoland, insomma), perciò se non abitate a Padova o dintorni, non vi consiglio di partire per un viaggio apposta per andare a visitarla, ma se casualmente vi trovate da queste parti per altri motivi, prendetela in considerazione per passare qualche momento piacevole con i vostri bambini (ma anche se di bambini non ne avete, vale la pena farci un salto). La mostra resta aperta fino al 10 gennaio, quindi avete ancora un po' di tempo. In particolare, troverete due grandi plastici, uno dei due con un treno, anzi più di uno, funzionanti, per la gioia di grandi e piccini. Poi ci sono le postazioni Lego, ovvero dei tavolini con vaschette incorporate piene di mattoncini di varie forme e misure, dove i bambini possono fermarsi a creare. Troverete anche personaggi a misura di bambino e di adulto, interamente costruiti con i mattoncini del Lego. E così via. Vi lascio alle immagini che parlano meglio di me. Cliccate sopra di esse per vederle ingrandite. Presto seguiranno anche le foto delle luminarie di Padova.
Concludo il post segnalandovi un interessante Giveaway proposto da Patrizia - Extramamma. Si vince una copertina molto particolare ... visitate il blog di Extramamma per saperne di più. A me farebbe comodo vincerla per M. che in questo periodo si lamenta sempre per il freddo (e che poverino deve rinunciare anche alle bevande calde, non in quanto calde, ma in quanto bevande ... ulteriore liquido in eccesso!).
Avevo cominciato ad inserire il link del Giveaway nella colonna laterale del mio blog, ma non avevo ancora completato le modifiche quando quando il pannello di Blogger ha cominciato a fare i capricci e a darmi errore, succede per caso anche a voi? Adesso non mi è permessa alcuna modifica al design del blog né l'aggiunta di nuovi link di blog a quelli che leggo. Questa cosa mi fa un po' imbestialire, speriamo che sia solo un problema passeggero.
Ovviamente, abbiamo trovato il resto del mondo che aveva avuto la nostra stessa idea, ma è stato bello lo stesso. Anche perché siamo andate a visitare una piccola mostra ospitata in una sala del Caffè Pedrocchi, la Sala Ottagonale. Il soggetto della mostra è stato particolarmente gradito a Silvia, ma anche alla sottoscritta che sotto sotto (e neanche tanto in profondità) è rimasta bambina: si trattava di una mostra di costruzioni Lego.
L'esposizione è stata organizzata da uno dei negozi di giocattoli storici del centro cittadino (e tra i pochi superstiti del genere). Non è una mostra particolarmente grande (non aspettatevi Legoland, insomma), perciò se non abitate a Padova o dintorni, non vi consiglio di partire per un viaggio apposta per andare a visitarla, ma se casualmente vi trovate da queste parti per altri motivi, prendetela in considerazione per passare qualche momento piacevole con i vostri bambini (ma anche se di bambini non ne avete, vale la pena farci un salto). La mostra resta aperta fino al 10 gennaio, quindi avete ancora un po' di tempo. In particolare, troverete due grandi plastici, uno dei due con un treno, anzi più di uno, funzionanti, per la gioia di grandi e piccini. Poi ci sono le postazioni Lego, ovvero dei tavolini con vaschette incorporate piene di mattoncini di varie forme e misure, dove i bambini possono fermarsi a creare. Troverete anche personaggi a misura di bambino e di adulto, interamente costruiti con i mattoncini del Lego. E così via. Vi lascio alle immagini che parlano meglio di me. Cliccate sopra di esse per vederle ingrandite. Presto seguiranno anche le foto delle luminarie di Padova.
Concludo il post segnalandovi un interessante Giveaway proposto da Patrizia - Extramamma. Si vince una copertina molto particolare ... visitate il blog di Extramamma per saperne di più. A me farebbe comodo vincerla per M. che in questo periodo si lamenta sempre per il freddo (e che poverino deve rinunciare anche alle bevande calde, non in quanto calde, ma in quanto bevande ... ulteriore liquido in eccesso!).
Avevo cominciato ad inserire il link del Giveaway nella colonna laterale del mio blog, ma non avevo ancora completato le modifiche quando quando il pannello di Blogger ha cominciato a fare i capricci e a darmi errore, succede per caso anche a voi? Adesso non mi è permessa alcuna modifica al design del blog né l'aggiunta di nuovi link di blog a quelli che leggo. Questa cosa mi fa un po' imbestialire, speriamo che sia solo un problema passeggero.
Etichette:
bambini,
foto,
giocattoli,
giochi,
gironzolando,
mostre,
Padova,
vita
lunedì 12 dicembre 2011
Colori d'autunno
Che fatica stamattina alzarsi presto! Nei giorni scorsi di ponte scolastico mi ero un po' abituata ad alzarmi con comodo ... certo ci è voluto un po' per alzarsi veramente tardi, perché M. si metteva comunque la sveglia presto per fare la dialisi. Io lo sentivo e all'inizio pigramente mi alzavo, magari un quarto d'ora dopo di lui, però era difficile riaddormentarsi, perciò rassegnata mi alzavo. Certo, non era come levarsi alle 7 nei giorni di scuola, però non era nemmeno così tardi. Solo ieri mi sono definitivamente concessa il lusso di dormire fino alle 9 della mattina. E' bastato perché stamattina alzarsi alle 7 diventasse una fatica sovraumana. E sì che ieri è stata una giornata abbastanza riposante. Siamo rimasti a casa a poltrire tutto il giorno, abbiamo guardato film, navigato in internet, fatto cose con il pc, ascoltato musica, con un piccolo intervallo dovuto a una visita da parte di mia suocera. Quella sì che è stata una fatica (quanto meno psicologica!). E alla sera siamo andati a letto un po' tardi, ma non tardissimo (un po' dopo le 23).
I giorni precedenti invece siamo stati un po' più attivi. Il giorno dell'Immacolata siamo andati a fare un po' di shopping prenatalizio nel centro commerciale vicino a casa, mentre i compagni di Silvia erano impegnati a fare la Prima Comunione ... noi non siamo andati in chiesa: come forse qualcuno di voi sa già, non frequentiamo la parrocchia, S. non è stata battezzata perché abbiamo deciso che avrebbe fatto le sue scelte da sola quando fosse stata più grande e il discorso qui sarebbe molto lungo. Sta di fatto che per quanto fossimo al corrente del fatto che la cerimonia della Prima Comunione avrebbe avuto luogo l'8 dicembre (come accade ogni anno nella parrocchia del quartiere), non abbiamo partecipato all'evento. Nessuno ci ha ufficialmente avvertito di quale fosse l'orario in cui si svolgeva la cerimonia.
Non ho capito se Silvia desiderasse comunque andare a vedere i suoi amici, ma forse no, perché altrimenti me lo avrebbe chiesto.
Così siamo andati invece a fare un po' di spese al centro commerciale. E' stato un sollievo per me poter andare nei negozi senza avere l'incubo di dover anche fare la megaspesona degli alimentari nel supermercato del centro.
Abbiamo comunque dovuto fare un po' di corse per riuscire a starci dentro con i tempi. M. era venuto con noi, ma doveva cominciare un nuovo scambio dialitico entro e non oltre le 12:30. Se già eravamo limitati negli spostamenti, gli ultimi sviluppi hanno fatto sì che gli intervalli tra uno scambio e l'altro siano diventati ancora più brevi. Per inciso, oggi M. è andato in ufficio per la prima volta dopo praticamente un mese di assenza per malattia, ma dovrà tornare per mezzogiorno per il prossimo scambio e poi gli scambi successivi saranno talmente ravvicinati che non se ne parla di tornare in ufficio. I suoi datori di lavoro dovranno prenderne atto e trovare un sistema per adattarsi alle esigenze di salute di M.
Ma tornando all'8 dicembre, beh, dopo che siamo corsi a casa, approfittando del sole (che oggi è solo un ricordo!), Silvia ed io siamo rimaste un po' nel giardino del nostro condominio per respirare un po' d'aria e anche per fare un po' di foto. C'è questa pianta del nostro giardino con stupende bacche rosse, molto adatte allo spirito natalizio che pervade l'aria di questi giorni. Non chiedetemi che pianta sia, io sono negata per i nomi delle piante (non solo per i nomi, ma per le piante in generale: le piante con me hanno vita breve, sono una serial killer di piante ...): vi posso dire che è un arbusto che fa questi magnifici frutti che io adoro fermarmi a guardare ogni giorno, quando passo per il mio giardino. In questo periodo in cui non mi sono concessi né viaggi né tanto meno brevi escursioni, mi manca molto il contatto con la natura e perciò mi consolo con quel poco che il mio quartiere mi può offrire, viste fugaci di piante da giardino, viali alberati vestiti di giallo, di rosso e di viola per l'autunno e che ormai, ahimè, si stanno spogliando dei loro sgargianti colori, persino le ragnatele ricamate di brina mattutina nelle giornate più gelide sono una piccola gioia per gli occhi che riesco a regalarmi in attesa di tempi migliori.
Poi, nel pomeriggio dell'8 Silvia ed io siamo riuscite a fare una passeggiata in centro (mentre M. faceva un ulteriore scambio in ospedale, sigh) e abbiamo potuto godere di altri meravigliosi spettacoli ... ma di questi parlerò in un altro post.
mercoledì 28 ottobre 2009
Panorama
Un'altra foto di Asolo. Per caso vi sto annoiando? 
Etichette:
foto,
gironzolando,
Senza categoria
venerdì 23 ottobre 2009
giovedì 22 ottobre 2009
Vecchia casa
Un'altra foto scattata ad Asolo e con la quale ho voluto giocare un po'.
Etichette:
foto,
gironzolando,
Senza categoria
lunedì 19 ottobre 2009
Vedute asolane
Ecco ancora un paio di foto di Asolo. Oggi PSP ha deciso di farmi un po' impazzire e quindi di più per ora non riesco a postare.

Qui sotto una parte del castello di Caterina Cornaro, vissuta tra '400 e '500, che in precedenza era stata regina di Cipro e che dopo aver abdicato in favore della Repubblica Serenissima era divenuta "signora di Asolo".

Questo post originariamente pubblicato su splinder è stato copiato manualmente su blogger a causa problemi tecnici nella procedura di trasferimento del blog. Per questo motivo non è stato possibile trasferire tutti i commenti, perciò per non perderli li ricopio qui sotto.
Questo post originariamente pubblicato su splinder è stato copiato manualmente su blogger a causa problemi tecnici nella procedura di trasferimento del blog. Per questo motivo non è stato possibile trasferire tutti i commenti, perciò per non perderli li ricopio qui sotto.
Commenti:
Etichette:
foto,
gironzolando
Iscriviti a:
Post (Atom)


























