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martedì 8 maggio 2012

Dovevamo festeggiare .... e invece no


Doveva essere un post tranquillo e invece no. Purtroppo dobbiamo sempre aspettarci delle sorprese negative. Le notizie brutte mi sono arrivate mentre scrivevo ... pubblico egualmente quello che avevo scritto stamattina, perché in questo momento non ho tempo di fare cambiamenti. :(

La scorsa settimana è stata un po' da incubo e di grande confusione, perché come sapete abbiamo avuto i lavori per rifare l'aria condizionata e oltre al disagio di avere i tecnici per casa e sporco e disordine ovunque, ho dovuto svuotare un intero armadio perché proprio dietro di esso passava una canalina ... nel weekend abbiamo avuto altre cose da fare e non ho avuto l'opportunità di rimettere tutto a posto subito, ora sto per così dire riempiendo di nuovo, ma stavolta me la sto prendendo relativamente comoda, il che mi dà anche l'opportunità di riordinarlo ed eliminare il superfluo. Tra l'altro mi è venuto un po' di mal di schiena, a forza di portare pesi su e giù, perché tra le varie fatiche mi sono dovuta sobbarcare anche quella di portare su in mansarda (cioè per 2 piani abbonanti di scale, dato che vivo in un condominio) un bel po' di scatole di sacche per la dialisi avute da un altro paziente a cui non servivano più: ogni scatola contiene due sacche e pesa più di 10 kg! Devo ancora riprendermi, sono ancora abbastanza acciaccata dopo quella fatica.

Il lavori dell'impianto di climatizzazione sono finalmente terminati e da quello che ho sentito dalle previsioni del tempoc'è anche la possibilità che si debba collaudare presto l'impianto ... il vantaggio di aver fatto questi lavori è che ora finalmente ho l'aria condizionata in tutta la casa, inclusa la mansarda che d'estate era invivibile, mentre prima ce l'avevamo solo nella zona notte. Anche nella zona giorno abbiamo messo un nuovo condizionatore, prima era comunque abbastanza difficile riuscire a rinfrescare quella zona utilizzando il solo condizionatore del corridoio delle camere. Anche quest'ultimo è stato cambiato con uno che consuma di meno. In definitiva, siamo contenti di aver finalmente eseguito questi lavori, l'unico lato negativo e che sinceramente non ho ancora digerito è che il pavimento della nostra camera è stato strisciato spostando l'armadio. :( 

M. ha commentato dicendo che poteva andarci peggio, io la trovo una magra consolazione.

Oggi è il compleanno di M. E naturalmente anche di Cognato / Fratello Gemello di M. Peccato solo che M. lo stia festeggiando in ospedale. In realtà, niente di grave. Oltre alla solita medicazione che M. deve farsi fare un paio di volte a settimana, M. sta eseguendo il test di permeabilità del peritoneo, il PeT, che serve per ottimizzare i tempi e i modi della della dialisi. In precedenza, prima ancora di cominciare la dialisi, ci avevano detto che avrebbe fatto questo test verso gennaio, per valutare se la dialisi manuale, che era il tipo di dialisi inizialmente scelto da M., fosse il trattamento più idoneo per lui. In realtà, poi, una volta iniziata la dialisi manuale ha dato problemi praticamente fin da subito e, forse qualcuno se lo ricorda, abbiamo avuto il "piacere", si fa per dire, di cominciare l'automatizzata proprio il giorno di Natale. E del PeT non si è più parlato per un po', ma era comunque in programma. 

Per eseguire il PeT, M. ha dovuto fare una seduta di dialisi manuale ieri sera a casa, saltare ovviamente l'automatizzata notturna e presentarsi stamattina in ospedale per fare altre sedute direttamente in reparto. II non dover fare la dialisi automatizzata la notte scorsa ha avuto i suoi vantaggi perché M. ha potuto dormire libero dal "guinzaglio" a cui è legato tutte le notti: per chi non lo sapesse, per eseguire la dialisi notturna ci "si attacca" alla macchina, ma poi non è che ci si possa alzare quando si vuole ... è veramente come essere legati a un guinzaglio!

Ha anche significato che per una notte abbiamo potuto dormire veramente al buio ... il monitor della macchina è molto luminoso, praticamente un faro ... beh, no, sto un po' esagerando, però diciamo che se mi sveglio di notte per andare in bagno, di solito non mi serve accendere la luce per orientarmi. 

Inoltre, non abbiamo dovuto preoccuparci di essere svegliati dalla sirena del laghetto, ovvero l'allarme della macchina che avverte il paziente se si è schiacciato il tubo o cose così ... vi ricordate quando non riuscivamo a dormire perché la macchina suonava sempre o comunque per il rumore della macchina nelle sue fasi di infusione e drenaggio, che mi sembrava quello di un'astronave aliena? Nei primi due mesi abbiamo dormito malissimo. E a dire il vero pensavo che non mi sarei mai abituata. Di giorno sembravo uno zombi. Adesso però le cose sono cambiate. Intanto M. ha cominciato ad abituarsi a dormire in certe posizioni che non fanno suonare la macchina. Poi, comunque, anche se suona, adesso ci siamo abituati anche se ci svegliamo, poi risprofondiamo nel sonno sena tanti problemi. Anzi, quasi quasi la macchina ci proteggeva da altri rumori molesti, come quello della signora di sotto che da anni ci sveglia alle 5.50 perché lei, in qualunque stagione, incluso l'inverno quando a quell'ora è ancora buio, a quell'ora deve tirare su le persiane.

Invece, stanotte mi sono svegliata alle 5 per andare in bagno, e poi non sono riuscita più ad addormentarmi, prima perché mi sono goduta il concertino degli uccellini che facevano riunione condominiale sul filo della luce che a pochi metri dalla nostra camera, poi ho sentito la signora che tirava su le persiane (era da mesi che non la sentivo più, proprio perché il
cycler copriva il rumore fatto da lei), poi la sveglia di M. ha suonato e lui si è alzato, e ha avuto voglia a dirmi di continuare a dormire, perché poi mi sono goduta il rumore del camion della spazzatura, poi  forse sono scivolata nel sonno per un po', ma per poco perché alle 7 è suonata anche la mia veglia ed è finita la pacchia. Pazienza.

Non ho ancora avuto notizie di M. se non telefoniche, stasera comunque vedremo di festeggiare un po, magari questo pomeriggio preparo una torta. In realtà, non posso preparare grandi cene perché qualche giorno fa M. ha scoperto che gli si sono alzati nuovamente i livelli di potassio e fosforo. Il che significa dover stare più attenti a frutta, verdura, formaggi e latticini vari, pesce ... un bel po' di cose, non resta molto. Certo, rispetto all'anno scorso le cose vanno molto meglio dal punto di vista alimentare, ma siamo sempre un po' sul chi va là, non è facile trovare un equilibrio.


Come ho scritto all'inizio del post, non avevo ancora pubblicato, stavo finendo di scrivere, quando mi è finalmente arrivata la telefonata di M. che mi ha aggiornato su come sta andando in ospedale. I particolari li racconterò più tardi. In sostanza, la cattiva notizia è che hanno dovuto interrompere il test perché si sono accorti subito che il liquido scaricato era un po' torbido, allora l'hanno fatto analizzare ed è venuto fuori che c'è un principio di peritonite. La causa potrebbe essere anche la stipsi. Fortunatamente, sembra che l'abbiano presa in tempo e che si potrà risolvere senza ricovero, ma si dovrà curare con degli antibiotici somministrati per mezzo della dialisi manuale. Per una decina di giorni o forse 15 M. dovrà interrompere la dialisi automatizzata e fare la manuale. Da una parte tiro un sospiro di sollievo perché si sono accorti dell'infezione in tempo. Dall'altra, però, come immaginate sono un po' preoccupata. Anche l'idea di ritornare, seppure temporaneamente, alla dialisi manuale non mi fa molto piacere, per via di tutti i problemi che ci sono stati nei primi mesi. Tra l'altro, questo "passo indietro" porta anche dei disagi a livello lavorativo perché M. aveva già sperimentato che gli era praticamente impossibile conciliare gli intervalli tra uno scambio e l'altro con il lavoro. Vi aggiornerò nei prossimi giorni.....

Sacca per la dialisi manuale:
contiene 2 litri di liquido

lunedì 14 giugno 2010

Piccolo incidente


La scorsa settimana è finita la scuola (l'ultimo giorno da noi è stato mercoledì) più o meno in concomitanza c'è stata la fine di tutte le attività sportive extra-scolastiche che tenevano impegnati mia figlia ma anche noi genitori. Fine dell'anno scolastico. Fine delle lezioni di danza. Fine dell'allenamento di pallavolo. Concluso il saggio di danza. Fatto il saggio della scuola. Conclusa la giornata dello sport con il minivolley sotto il sole cocente in Prato della Valle con festeggiamenti lo stesso giorno alla grigliata della società sportiva. Finalmente si respira un po'. Parlo per Silvia, ma anche per noi. E' bello far fare a Silvia tutte queste attività, abbiamo tante belle soddisfazioni, ma è un impegno non da poco e un po' di libertà non guasta.



Giovedì sera dovevamo andare alle giostre in Prato con alcuni amichetti di scuola e relative famiglie. Un'ora prima dell'appuntamento io ho avuto una colica addominale e quindi non sono potuta andare (non mi allettava l'idea di dover passare qualche quarto d'ora nei bagni chimici di piazza Rabin). Dato che Silvia ci teneva tanto, fortunatamente il papà si è reso disponibile ad accompagnarla da solo (nonostante avesse l'onere di svegliarsi molto presto l'indomani per andare a Milano per lavoro).

L'appuntamento era alle 21 davanti alla giostra del bruco mela. Alle 21 e qualche minuto il marito mi chiama per sentire come sto e per dirmi che è tutto ok, hanno trovato gli altri bambini e genitori e ora stanno già andando in giostra.

Alle 22.15 mi richiama e io penso che sia per dirmi che stanno tornando, anche se mi sembra che sia un po' presto ... e invece, dopo avermi chiesto come sto, mi informa che lui e Silvia stanno andando al Pronto Soccorso ... Silvia scendendo da una giostra si è tagliata sul bordo di una navetta.

Naturalmente, non essendo io lì e non vedendo la situazione reale, ho preso più paura del dovuto. In realtà il taglio non era così profondo, ma più che altro lungo e continuava a sanguinare. Così, il marito ad un certo punto ha preso la decisione di portare Silvia al PS pediatrico, che per fortuna è a poca distanza dal Prato della Valle. Nel frattempo io ho chiamato le mamme degli altri bambini che mi hanno un po' tranquillizzato e che mi hanno detto che potevo aspettare marito e Silvia a casa, senza raggiungerli in ospedale.

Lì Silvia è stata vista da un chirurgo che ha decretato che non servivano punti (per fortuna!) e le ha messo una montagna di steri-strip sul taglio. In seguito noi abbiamo messo anche una garzina e una retina elastica per riparare la parte e soprattutto per evitare che Silvia si tocchi continuamente. Silvia non ha male e deve stare solo attenta a non bagnarsi, non correre troppo e non sudare in quel punto perché deve tenere gli steri-strip ancora per qualche giorno. Quando li toglieremo andremo anche dalla pediatra per un controllo.

Silvia era un po' spaventata quando è arrivata in Pronto Soccorso, perché per quanto poco ha ancora il vago ricordo di quando a 4 anni è stata lì perché aveva un ascesso retrofaringeo e poi è stata ricoverata e operata e poi si ricorda dell'anno scorso quando il papà è andato in PS per una banale caviglia gonfia e alla fine si è ritrovato anche lui ricoverato perché aveva il potassio alto. La paura le è passata quasi subito, perché le infermiere e il medico sono stati gentili e delicati. Ma poi tornando a casa è scoppiato il dramma perché si è resa conto che era riuscita da andare solo su 5 giostre ... ed era la prima volta che andava in Prato della Valle alle giostre. E' stata su tante giostre, ma su quelle lì non ci era ancora andata fino a quella sera. E poi ha saputo che alcuni suoi amici concludevano la serata con un gelato e lei non poteva partecipare (anche perché ormai era veramente tardi e al papà erano rimaste poche ore di sonno prima di prendere il treno per Milano). E la cosa che la preoccupava di più era il divieto di correre e la preoccupazione di non poter più fare il Grest. Che comincia domani. Ed anche in questo caso è il suo primo Grest. Non immaginate il pianto inconsolabile ...



Di solito in questo periodo dell'anno siamo già al mare. Invece quest'anno abbiamo deciso di restare a casa proprio perché Silvia mi aveva chiesto di andare ai centri estivi. Molti suoi amici, che non hanno una casa al mare dove trascorrere tutta l'estate e i cui genitori non sanno dove piazzarli finché loro lavorano, sono andati ai centri estivi nelle scorse estati e Silvia si è sentita mooooolto sfortunata perché lei invece deve andare al mare!  Così quest'anno abbiamo raggiunto un compromesso. Niente mare fino a luglio. Il che a me onestamente va anche bene.

All'inizio non avevo considerato il Grest, dato che è un'iniziativa della parrocchia, che come qualcuno sa noi non frequentiamo. Mi spaventava anche la preghiera all'inizio delle attività. Alla fine ho ceduto, mi hanno detto che in realtà ci sono bambini di varie etnie e religioni e che non ci sono tentativi di indottrinamento coatto... e d'altra parte degli amici di Silvia, nessuno sembrava andare ai centri estivi prima di luglio, dato anche il vantaggio economico dell'offerta Grest ... 15 euro per due settimane!



Così domani si comincia anche questa esperienza. Vedremo come andrà la prima mattinata. Parlerò con gli animatori e dirò loro che Silvia deve stare attenta perché non si devono staccare i cerotti. Eventualmente Silvia nei primi giorni parteciperà solo ai laboratori del pomeriggio.



PS - Qualcuno giustamente mi ha fatto notare che ho dimenticato di dirvi dove si trova la ferita che si è fatta Silvia. Silvia si è tagliata nella parte inferiore di una gamba, nella parte laterale del polpaccio. Il taglio non è profondo, ma lungo diversi centimetri (almeno 8-9 così a occhio).

martedì 25 maggio 2010

Riassunto sfighe

Per chi se le fosse perse ... ne avevo già parlato  qui e qui.


Finora vi ho raccontato di:
 




  • svenimento all'inizio del 2010


  • morte improvvisa della mia vicina del mare (questa tecnicamente non è una sfiga mia, ma ha contribuito a rendermi depressa)


  • problemi di salute di mio padre (come sopra)


  • telefonate anonime e annuncio di una prostituta che ha scritto il mio numero al posto del suo (questa è proprio una sfiga mia, non c'è dubbio)


  • problemi di salute del marito (esami del sangue brutti, eczema causato dall'allergia ai farmaci)


  • furto di bancomat e carta di credito del marito




I dettagli del furto delle carte non ve li ho più dati, perciò ve li racconto ora.

E' andata così. Un pomeriggio di qualche settimana fa il marito doveva andare in fiera a Verona. Prima di andare, attorno alle 12.30, si è fermato a fare benzina (dal nostro solito benzinaio) e ha pagato con carta. Il marito tiene le carte in una bustina porta-carte-di-credito che gli ha regalato una banca e la bustina a sua volta di solito la mette nel portafoglio. ma questa volta, nella fretta, dopo aver pagato ha infilato le carte (assieme allo scontrino del benzinaio) nella tasca del giubbotto e non ci ha più pensato. Arrivato a Verona, ha messo il giubbotto in una specie di sgabuzzino dello stand dove si trovava a lavorare.



Dopo qualche ora è tornato in ufficio a Padova. Arrivato là, un po' prima delle 17.00  ha deciso di acquistare online dei biglietti del treno per la collega che il mattino dopo avrebbe dovuto recarsi nuovamente in fiera per conto proprio. E con che cosa doveva pagare? Naturalmente con la sua carta di credito (per poi farsi fare un rimborso in seguito). Già, perché non c'è una carta di credito dell'ufficio, è troppo complicato trovare un intestatario. Così ogni volta che deve fare un acquisto per l'ufficio, il marito deve usare la sua e questo già di per sè mi rode, ma lasciamo perdere ...

E' stato cercando la carta per effettuare questo pagamento che si è accorto della sua scomparsa. Cerca e ricerca, la carta del marito non salta fuori. E naturalmente neanche il bancomat. A quel punto marito decide di chiamare quel numero verde con cui si bloccano le carte. Il marito ingenuamente crede di averle perse lui le carte e di poterle ancora ritrovare, quindi ribalta i sedili della macchina per cercarle. Non mi racconta dello smarrimento fino alle 9 di sera quando finalmente torna a casa. Non che io sia tanto più sgaia (anzi), ma io ho pensato subito che qualcuno gliele avesse sgraffignate, sarà perché in questo periodo tendo un po' al pessimismo, nel caso non si fosse capito.

Il mattino dopo, chiamando la nostra banca, abbiamo avuto conferma che purtroppo avevo ragione io. Ci avevano già fregato 80 euro. Prelevati con il bancomat  in due diversi prelievi: chissà perché 2, poi ... 80 euro sono relativamente pochi, ma la storia non era finita. La banca non era ancora sicura che la cifra fosse definitiva. Inoltre nei primi giorni dopo il furto non sapeva nemmeno dirci da dove erano stati fatti i vari prelievi. Cioè, sapeva dirci le banche, ma non quali filiali e dove si trovavano. Perché questi dati informatici e telematici non arrivano subito alla banca. Ci vuole un po'. E' il vantaggio della telematica. Uno pensa che i tempi si velocizzino, ma non è così.



Intanto il marito fa denuncia. Pensa di fare denuncia di furto, ma i carabinieri obiettano che dato che lui non ha visto oggettivamente qualcuno mentre gli sottraeva le carte non si può fare la denuncia per furto e si deve fare quella per smarrimento ...

Poi, un'altra questione, irrisolta. Per fare il prelievo devono essere entrati in possesso del pin. Sia l'impiegato della banca che il carabiniere insinuano che doveva aver lasciato un appunto con il pin assieme alle carte di credito. Il marito giura che il pin ce l'aveva solo in testa. Ma gli altri non gli credono ...

Il marito è convinto anche che esistano delle possibilità che si riesca a scovare il numero del pin con la pirateria informatica, ma da quanto si legge in internet e secondo quanto afferma la nostra banca è impossibile, ci sono troppi passaggi informatici che proteggono questo codice, non possibile risalire al numero (l'unica possibilità è in caso di clonazione, ma questo di solito avviene quando uno fa un prelievo bancomat e a sua insaputa c'è uno skimmer inserito nella slot dello sportello bancomat e una microcamera per rilevare il pin: gli autori delle clonazioni poi non hanno nemmeno bisogno di rubare la carta perché si limitano a farne una copia). Mah, è veramente un mistero.

Passano i giorni e nel frattempo apprendiamo che la cifra complessiva di tutti i prelevamenti e pagamenti effettuati (sempre con il bancomat) arriva a 500 euro. Il tutto avvenuto in poche ore, 2-3 ore al massimo. Certo, possiamo considerarci fortunati perché potevano portarcene via di più (e non è detto che non l'abbiano fatto: sembra che la carta di credito non sia stata usata, ma chi me lo assicura? Ci crederò quando vedrò l'estratto conto il mese prossimo, dato che con la carta i soldi ti vengono tolti il mese successivo.). Ma dato che stiamo sempre molto attenti alle spese, facciamo molti sacrifici e ci concediamo ben pochi lussi, ci secca molto egualmente che 500 euro si siano volatilizzati via così dal nostro conto. I soldi non ci piovono dal cieleo e, per il nostro budget, 500 euro non sono una cifra così da poco.

Tra l'altro, si pensava di avere un massimale per i prelievi e che questo in qualche modo ci tutelasse. In effetti il massimale c'era. Ma c'era anche l'inghippo, perché il bancomat in questione poteva essere usato anche come carta di credito e così il nostro ladruncolo che ha fatto? Dopo aver prelevato in un paio di banche e aver intascato la cifra massima consentita col bancomat, si è recato in una terza banca e ha potuto prelevare usando la carta bancomat come carta di credito (in automatico il sistema la riconosce come carta di credito se nel frattempo si è esaurito il massimale del bancomat). Inoltre, il ladro ha fatto un paio di pagamenti pos (altro massimale ancora), tra cui uno di più di 100 euro da un benzinaio di un autogrill. Più di 100 euro? Ma che cosa guidava il ladro, un camion?!

All'inizio, ricostruendo i fatti, avevamo creduto che il furto fosse stato commesso presso il benzinaio di Padova. Il marito, infatti, aveva notato un tipo strano dietro di lui mentre si trovava alla cassa. Poi, però, dopo circa una settimana, sono arrivati i dati definitivi della nostra banca e abbiamo finalmente saputo che i vari prelievi e pagamenti sono avvenuti tra Verona e Peschiera. Quindi il furto o lo smarrimento (magari la carta gli è semplicemente caduta dalla tasca della giacca e qualche persona disonesta l'ha trovata) deve essere avvenuto mentre il marito si trovava in fiera a Verona.  Il marito ha raccontato anche che alla fiera c'erano un sacco di manovali presumibilmente di origine magrebina che giravano per scaricare materiale. Beh, non è detto che sia stato uno di loro, potrebbe benissimo essere stato un italiano, ma se per caso c'era qualcuno lì intorno che aveva gli stessi principi morali della bonne di Alessandra del blog I pensieri di Alle, allora ci sono buone possibilità che sia stato un marocchino di passaggio...

Speranze di recuperare i 500 euro? Probabilmente no. Esiste, sì, un'assicurazione della banca, ma pare che queste assicurazioni non servano a un tubo in questi casi. L'assicurazione sostiene sempre che tu in qualche modo non hai protetto il pin. Anche se tu asserisci che non è così, l'assicurazione se ne frega e sostiene il contrario. Alla fine è la tua parola contro la sua e non vale come prova. Pare che l'assicurazione risponda solo in altri casi, tipo se vengono portati via dei soldi dal conto di qualcuno senza che la carta venga sottratta fisicamente, come nel caso della clonazione. Nel caso del furto della carta, invece, l'assicurazione non ne risponde, perché comunque tu sei ritenuto responsabile della carta, è tuo dovere proteggerla, analogamente sei tenuto a prendere tutte le precauzioni possibili perché altri non possano entrare in possesso del tuo pin e qualora questo malauguratamente dovesse succedere la responsabilità ricadrà su di te. Riteniamoci fortunati che non ci facciano fare un giuramento con una mano alzata e l'altra sulla bibbia, quando la banca ci affida la carta di credito o il bancomat ...

Il marito non ha ancora richiesto una nuova carta di credito o un nuovo bancomat e attualmente continuo a doverlo foraggiare io con i contanti. Nel frattempo ha dovuto pagare altri biglietti del treno acquistati online e indovinate che cosa ha dovuto usare per il pagamento? Il Postepay della sottoscritta, la cui cifra era messa da parte per acquistare alcuni libri online, e adesso mi toccherà ricaricare la carta.



Pensate che con questo episodio delle carte rubate l'elenco delle sfighe sia terminato?

Naturalmente no.

Vediamo .... che cosa posso aggiungere? Ecco:
 




  • il pomeriggio stesso del furto, uscendo dalla  fiera con la macchina, il marito non ha valutato bene le dimensioni del portone particolarmente stretto e ha strisciato la macchina ...


  • nei giorni di pioggia delle scorse settimane abbiamo scoperto una nuova infiltrazione sul soffitto del soggiorno (proprio nel punto dove in precedenza avevamo avuto già altre infiltrazioni, motivo per cui qualche anno fa avevamo dovuto spendere quasi 5000 euro per rifare la coibentazione il pavimento delle terrazze sul tetto).


  • dopo neanche un anno dai lavori per ristrutturare la cucina, alcune delle piastrelle nuove (ve le ricordate? Le potete vedere qua) si sono già crepate. All'inizio pensavo fosse colpa mia, ma sono troppe e in vari punti perché io possa ritenermi responsabile.


  • il pc portatile non si accende più


  • siamo andati al CineCity a vedere Oceani 3D e i tecnici hanno sbagliato a proiettare il film ... ci avevano messo su Scontro tra titani e non se ne erano nemmeno accorti (questa non è una grande sfiga, ma in quei giorni in cui vedevo tutto nero mi è sembrato che lo fosse insieme a tutto il resto)


  • uscendo dal cinema ci siamo ritrovati in mezzo ad un'alluvione, in una strada dove ci saranno stati tipo almeno 40 cm di acqua perché i tombini non ricevevano più, e per poco non ci si è fermata la macchina (ha cominciato a tossire, ma poi per fortuna si è ripresa). Questa di fatto è una sfiga a metà, perché alla fine la macchina si è salvata.



Facciamo gli scongiuriPer ora non c'è altro. Da allora però in famiglia continuiamo a fare scongiuri, toccare ferro, legno o dove altro possa serivire.

Per fortuna, almeno negli ultimi giorni c'è il sole e questo mi rasserena un po'. Il brutto tempo che c'è stato fino a pochi giorni fa non mi aiutava molto a ritrovare una visione più rosea delle cose. Speriamo che il periodo no sia ormai passato e guardiamo speranzosi al futuro.



 



PS Ho dimenticato di dire che, come avevo già scritto in un commento tempo fa, qualche settimana fa mia suocera è andata a Lourdes. Prima delle telefonate dei clienti della prostituta e prima del furto e di tutto il resto. Le abbiamo chiesto che cosa ci è andata a fare dato l'esito. Risposta: "Figuratevi che cosa sarebbe potuto succedere se non ci fossi andata." Ecco, alll'insegna dell'ottimismo ...

mercoledì 12 maggio 2010

Depressione (un po' meno) - parte seconda

Non posso dire che il malumore mi sia passato del tutto, ma oggi mi sento un po' più serena.



Intanto ieri ho accompagnato il marito dal dermatologo che ha fatto una diagnosi abbastanza precisa: l'eczema del marito è dovuto sicuramente ad una reazione allergica ai farmaci che prende e molto probabilmente allo Zyloric, farmaco che assume per abbassare la proteinuria.

Da una parte mi sento sollevata perché almeno sappiamo di che si tratta, dall'altra non tanto perché non sarà facile trovare un rimedio. Adesso, intanto,  il marito deve continuare a prendere un antistaminico per una ventina di giorni, usare delle pomate localmente per alleviare il prurito, fare degli esami del sangue specifici per controllare il livello delle IgE e altri fattori allergici. Dopo di che dovrà ricontattare telefonicamente il dermatologo per decidere il da farsi. E successivamente, e questo forse è il passo più importante, il nefrologo a sua volta dovrà prendere in considerazione questo problema e dovrà decidere se è possibile sospendere lo Zyloric o trovare un'alternativa. Sospendere lo Zyloric è un po' problema e perciò non abbiamo idea di che cosa deciderà il medico. Il problema è che il rene del marito non riesce a filtrare a sufficienza le proteine e quindi bisogna abbassare la proteinuria con un farmaco (oltre che con una dieta ipoproteica), altrimenti se aumenta il valore della proteinuria si alza anche la pressione e se si alza quella aumenta il rischio di infarto. Insomma ... è complicato (e fa un po' paura).

Nei giorni scorsi il marito aveva anche le caviglie molto gonfie e quindi aveva cominciato a pensare che fosse colpa del rene che non funzionava più bene, invece il dermatologo ci ha spiegato che dipende tutto dall'istamina liberata dalle IgE. Resta sempre, poi, il dilemma del perché il nefrologo consideri l'insufficienza renale del marito un'insufficenza lieve, quando con i valori della clearance della creatinina che ha lui, da quanto si legge in internet, si rientra nei casi di insufficienza renale grave. Ogni volta che il marito fa questi esami veniamo assaliti dai dubbi ... e ogni volta il nefrologo ci dice che non bisogna guardare solo il valore della clearance, ma occorre fare un valutazione complessiva di tutti gli esami. Noi ci fidiamo, ma quando ritiriamo gli esami finché il marito non fa la visita siamo sempre molto, molto in ansia. L'altro ieri praticamente il marito già si vedeva in dialisi e io, da parte mia, senza dirglielo, stavo già considerando di donargli un rene ...

In questi giorni ho risolto un altro piccolo problemino che mi stava a cuore. Fra 2 giorni è il compleanno di Silvia, ma noi avevamo deciso di festeggiare sabato con gli amichetti. Negli scorsi 2 anni abbiamo fatto la festa una volta in una ludoteca con i gonfiabili e un'altra volta in un parco con degli animatori dove però c'era la possibilità di avere una sala in caso di pioggia. Ogni anno è stato uno stress a causa dei genitori che non confermavano entro la data prefissata (qualcuno addirittura si è presentato direttamente senza aver dato conferma ... e che potevo fare, mandarlo via?), senza tenere conto dei problemi organizzativi nonché del fatto che ad esempio, quella volta al parco, dovevo per forza pagare un animatore per 20 bambini (100 euro), ma se avevo anche solo un bambino in più mi toccava prenderne un altro che costava altri 80 euro ...

Quest'anno avevo optato per un compleanno più semplice, meno costoso e forse anche più sano ... un pomeriggio al parco vicino a casa (non quelllo dell'altra volta che è più lontano e più costoso) sembrava davvero una splendida idea. E gli altri anni avevo prenotato qualcosa al coperto per paura della pioggia, ma poi ogni volta c'erano almeno 30 gradi e un sole che spaccava le pietre. Per qualche legge di Murphy, quest'anno che ero risoluta fare all'aperto, c'è questo tempaccio schifoso.



Un'alternativa poteva essere farsi dare una stanza in patronato. Inoltre avevo pensato a qualcuno per l'animazione anche in quel caso. Ma .... l'animazione costava troppo e per quanto riguarda il patronato, beh, bisognava chiedere il permesso al parroco e noi non frequentiamo la chiesa, Silvia non fa catechismo, poi, mi sono fatta un po' di conti e alla fine non spendevo tanto meno che non a farla in ludoteca (anzi, forse avrei speso addirittura di più). Ho chiamato in una ludoteca vicina a casa nostra, ho chiesto se avevano posto e c'era ... ho parlato col marito e alla fine abbiamo deciso di prenotare lì. Non sono contentissima, perché sui gonfiabili ho sempre paura che qualcuno si faccia male, ma d'altra parte non vedevo altre soluzioni, a meno di non fare venire tutti qui e farmi distruggere la casa ...

Aver sistemato questa cosa, mi tranquillizza un po'.

Poi oggi pomeriggio andiamo al cinema con i nonni a vedere Oceani 3D e poi stasera in pizzeria, anche questo contribuisce a restituirmi il buon umore.

Del furto delle carte (vedi mio post precedente) devo parlarvi per forza un'altra volta.

PS Volevo dire a quella persona che ieri è capitata qui per caso googlando "Il maschio della mantide sa che sarà mangiato?", che dalla domanda che ha posto mi sembra proprio che non abbia molta stima dei maschi in natura ... per me non lo sa, altrimenti se lo sa vuol dire che è proprio un maschio fesso!

lunedì 10 maggio 2010

Depressione - Prima parte


In questi giorni mi sembra che vada tutto a rotoli. Continuo a ripetermi che ci sono cose peggiori che accadono nella vita, ma nello stesso tempo non riesco a non sentirmi giù. Dall'inizio dell'anno me ne sono successe un po', a me e alla mia famiglia, negli ultimi giorni si sono aggiunte nuove sfighe e tirando le somme, adesso faccio molta fatica a ritrovare il buon umore. Sono depressa e anche un po' stressata.




L'anno è cominciato con il mio svenimento, ricordate? Ne avevo parlato qui. Per il mio episodio ho dovuto fare tutta una serie di esami di controllo, fortunatamente però tutto è risultato a posto. Negli stessi giorni è mancata la mia vicina di casa del mare, lasciando il marito e le tre figlie nella disperazione.

Subito dopo, però, è successo anche che mio padre è stato male, per un po' non riusciva più a camminare, per un po' ha dovuto anche usare un deambulatore. All'inizio ci ha fatto prendere molto spavento (è andato al pronto soccorso 2 volte e una volta in ambulanza perché non era in grado di scendere le scale di casa sua né tanto meno di camminare), poi è venuto fuori che si trattava di una banale sciatalgia. Da lì sono stati scoperti vari problemi alla colonna vertebrale e lì la storia è lunga, ma mi riprometto di raccontarla un'altra volta, giusto per fare sapere al mondo che bei medici ci sono in giro (naturalmente non mi aspetto che sia un concetto nuovo, ma credo che certe storie debbano comunque essere raccontate). Per farla breve, dopo aver preso in considerazione vari tipi di terapia, inclusi un paio di interventi chirurgici, alla fine mio padre ha deciso di non fare nessuna operazione e ora sta un po' meglio, ma siamo sempre sul chi va là. Potrebbe avere una ricaduta in qualunque momento.

Veniamo di nuovo a me. Circa un mese fa ho cominciato a ricevere telefonate da numeri sconosciuti. Ulteriore stranezza era che molti di queste chiamate provenivano da cellulari, ma altre da numeri di Roma. Per una serie di coincidenze all'inizio vedevo solo le chiamate, ma non riuscivo a rispondere, perché quando arrivavano impegnata e il telefono non era vicino, oppure camminavo in mezzo al traffico (durante mie lunghe, chilometriche camminate di cui avevo parlato qui) e non riuscivo nemmeno a sentire la suoneria del telefono. Dopo un po' sono riuscita a rispondere a un paio di telefonate. La prima mi è sembrata strana, ma non mi ha permesso di capire ... successivamente ho risposto a un'altra e una voce maschile, apparentemente abbastanza giovane, mi ha detto: "Ciao, ho letto il tuo annuncio in internet ..." Allora lì mi è venuto il sospetto, ho googlato il mio numero e ho scoperto che una prostituta ha messo il mio numero in un sito di incontri in un annuncio con tanto di foto  in cui offre le sue prestazioni sessuali, non vi dico di che tipo ma potete immaginare. In realtà ha messo anche il suo numero, in testa all'annuncio. Poi in fondo l'ha inserito di nuovo, ma nel farlo ha sbagliato una cifra. E così è venuto fuori il mio. Ah, e la prostituta era di Roma, naturalmente.



Per tentare di fare qualcosa, ho chiamato la polizia postale della mia città. Mi hanno risposto che purtroppo non potevano fare nulla, perché il sito dove era stato inserito l'annuncio incriminato aveva sede all'estero e che l'unico modo per ottenere qualcosa sarebbe stato intraprendere una  rogatoria internazionale, il che rappresenta un costo per lo stato, e lo stato si assume il carico di spese simili solo in casi più gravi. Il consiglio del poliziotto con cui ho parlato è stato, per quanto spiacevole potesse essere, di provare a contattare la prostituta e chiederle di correggere l'annuncio. Naturalmente io non ero molto ansiosa di parlare con una prostituta. Ma intanto continuavo a ricevere telefonate, a cui naturalmente non rispondevo se provenivano da numeri sconosciuti, ma nel frattempo avevo il terrore che Silvia riuscisse a prendere il telefono (anche se cercavo di non tenerlo alla sua portata) e rispondesse lei ... non potendo sapere come avrebbero potuto esordire gli aspiranti clienti della prostituta, magari con volgarità che come potrete capire preferivo risparmiare alla mia bambina.

Allora il marito ha deciso di provare a chiamare lui questa persona, ma non volevamo usare uno dei nostri numeri (anche se in pratica lei aveva già il mio), così ha  messo il cellulare in anonimo e ha provato più volte e in varie fasce orarie della giornata, ma inutilmente, il cellulare della tipa era sempre spento. Lei infatti nell'annuncio aveva precisato no telefonate da numeri anonimi: probabilmente tiene il telefono spento e poi richiama lei ... magari perché non può rispondere al telefono finché sta "lavorando".



Dato che nell'annuncio c'era anche un indirizzo e-mail, abbiamo pensato di scriverle, ma certo non volevo scrivere utilizzando il mio indirizzo e-mail abituale, così l'idea era di aprirne uno da usare solo in questa occasione. Continuavo a ripetermi, oggi lo faccio, ma in quei giorni il marito ed io eravamo sempre molto occupati, ci ritrovavamo sempre alla sera tardi e ed aravamo entrambi esausti, così ogni volta ci dicevamo, ok, lo facciamo domani ... nel frattempo le telefonate hanno cominciato a diradarsi, probabilmente perché  intanto l'annuncio era diventato vecchio e i frequentatori del sito di incontri cercavano inserzioni più recenti. E' andata a finire che non ho più fatto nulla. Telefonate strane ormai non ne ricevo più, fortunatamente. Il mio numero però è ancora lì. Forse non lo vede più nessuno. Ma io so che è lì e non sono molto contenta. Prima o poi devo decidermi a fare qualcosa.

Comunque, avevo smesso di pensarci e negli ultimi giorni mi sentivo abbastanza serena, ma poi sono arrivate nuove preoccupazioni e nuove sfighe. Per quanto riguarda me, beh, a forza di camminare sono riuscita a farmi venire male a un ginocchio, ma questo è davvero il meno. In aggiunta a ciò, mi sento alquanto stressata, psicologicamente e nervosa come non mai un po' per la dieta che sto seguendo in questo periodo (probabilmente la mancanza di zuccheri non aiuta il mio umore), un po' perché una delle 2 persone che mi stanno seguendo adesso in questo percorso che ho intrapreso mi sta veramente esaurendo perché oltre a stressarmi proibendomi praticamente di avere una vita sociale e facendomi sentire in colpa ogni volta che faccio anche una minima trasgressione, si intromette anche in questioni che non la riguardano proprio, ad esempio dispensandomi consigli non richiesti su come devo educare mia figlia... consigli che detti da una che la propria figlia dodicenne non la vede, per propria scelta, se non la sera tardi, quando va bene, apparentemente senza curarsi affatto della possibilità che questa ragazzina possa pagarne un prezzo e soffrirne, beh, a mio parere non valgono molto (e con questo io non voglio assolutamente dire che io sono la mamma perfetta, anzi sono una mamma pasticciona come quelle di questo post di Emily Jacks).

Ma quello che succede a me, come ho già detto, è il meno. Non posso non sentirmi preoccupata per gli esami di controllo del marito che non sembrano molto belli. Nel frattempo, da diversi giorni, gli è uscito anche un esantema di cui non riusciamo a capire la natura. E sono giorni che si gratta. Domani deve andare dal dermatologo, ma nel frattempo abbiamo questa paura che in qualche modo lo sfogo sia collegato ai suoi problemi renali. Il controllo dal nefrologo doveva essere questa settimana, ma hanno chiamato dall'ospedale e l'hanno procrastinato alla prossima. Così dovremo aspettare ancora. E intanto il marito ha anche le caviglie gonfie. E anche una mano è gonfia (a forza di grattarsi?).

E per concludere la serie di sfighe, la scorsa settimana il marito è stato derubato di carta di credito e bancomat. E come se non bastasse sono riusciti a portarci via dei soldi, prima che il marito se ne accorgesse e bloccasse le carte. Dato che anche questa è una storia lunga, i particolari li rimando a un altro post, prossimamente su questo blog ... intanto, nell'attesa, verrò a leggere i vostri blog, sperando di ritrovare lì un po' di buon umore.

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