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mercoledì 9 maggio 2012

Piccole cose

Lascio le finestre aperte e lascio entrare il sole, lascio entrare l'aria. Sono qui in casa, ho tante cose da fare, ma mi godo la brezza anche da qui. Un filo di vento leggero accarezza le zanzariere e penetra nella stanza. Aspetto Silvia mentre finisce i compiti, finisco di riordinare la cucina, mi organizzo già per la cena. Poi uscirò, porterò Silvia a danza e intanto lascerò che il vento, ancora, ci accompagni. In quel viale dove pochi giorni fa c'era una pioggia di petali rosa ed ora scendono candidi pelucchi dei pioppi come fossero impalpabili fiocchi di neve. Ascolterò la musica delle foglie sui rami, guarderò i merli giovani che, volatili ancora inesperti, zampettano goffi qua e là alla ricerca di cibo, ricordandomi nella forma e nelle movenze dei piccoli pinguini.

Piccole cose.
Piccole immagini.
Piccole sensazioni.
In questo periodo della mia vita, pieno di preoccupazioni, non ho molto altro. Mi aggrappo a questi piccoli momenti preziosi, prendo quello che c'è.





giovedì 29 marzo 2012

Una precisazione

Forse ho usato dei toni troppo soft quando ho scritto la mia lettera di congedo all'inverno nel mio post precedente. E forse non sono stata capita da chi mi ha letta. In realtà era una lettera in cui ero inca****a nera (per la cronaca, lo sono ancora). Non era intesa come un benvenuto alla primavera con la sua poesia ... niente poesia. Volevo solo esprimere la mia rabbia. Lo scorso inverno è stato orribile. Per le cose che hanno riguardato M. e i suoi problemi di salute, ma anche per i miei (perché sono stata male fisicamente per 3 quarti dell'inverno e in alcune occasioni me la sono anche dovuta mettere via, perché i problemi di M. come sempre avevano la priorità) e soprattutto per il mio stato d'animo. So che che mi frequenta non se ne accorge molto, perché io ho una straordinaria abilità nel nascondere quello che provo, forse è l'unico vero talento che ho. Riesco sempre a mettermi questa maschera di apparente serenità davanti agli altri, ma la verità è che dentro di me urlo, piango, prendo a pugni il mondo. E' così. Per questo sono rimasta così assente a lungo da questo blog. Il blog è stato spesso un rifugio dove potevo sfogarmi, ma negli ultimi mesi sono stata così arrabbiata oppure così triste e così depressa che non avevo nemmeno voglia di mettermi a scrivere. Non che questa voglia i sia tornata. Infatti, almeno per ora, non vi aggiorno di tutti gli sviluppi delle storie di M. E ce ne sarebbero tante da raccontare. Forse lo farò. O forse no. Per ora solo questa puntualizzazione: non era un post di benvenuto alla primavera.


Foto trovata qui

martedì 20 marzo 2012

Lettera all'inverno


Caro Inverno, finalmente te ne sei andato. Oggi c’è l’equinozio, quindi, tempo scaduto per te. Ma siccome molti non lo sanno e i più ritengono che la primavera arrivi ufficialmente il 21 marzo, diciamo che personalmente ti concedo quest’ultima proroga per fare i bagagli e levarti di torno. Ti dico una cosa, spero che non ci ripensi. Non ti voglio più tra i piedi. Finché c’eri tu sono stata ammalata, triste, depressa, preoccupata e arrabbiata per quasi tutto il tempo. Magari non è stata tutta colpa tua. Magari con tua sorella Primavera non mi sentirò molto meglio. Se questo accadrà, me la vedrò con lei. Ma tu, fammi il piacere, vattene e non tornare più. Per i prossimi 9 mesi almeno. 



giovedì 7 aprile 2011

Il "non studio" e lo "stress da studio"


Sto leggendo questo saggio che si intitola “Togliamo il disturbo” di Paola Mastrocola. Sottotitolo: “Saggio sulla libertà di non studiare”. Già questo è tutto un programma. Paola Mastrocola è un’insegnante di lettere di un liceo di Chieri e il suo libro descrive un quadro apocalittico della situazione media degli studenti delle superiori. In poche parole dice chiaramente che gli studenti di oggi non hanno voglia di studiare, preferiscono fare altro (a partire dai giri in motorino al chattare su facebook passando per tante altre variabili), non sono in grado di scrivere perché mancano loro le basi anche più elementari della grammatica (non parliamo nemmeno dell’ortografia, ma tanto a che serve conoscere l’ortografia se ormai si scrive quasi esclusivamente con il pc dove esiste il correttore ortografico che ci risparmia la fatica), quelle basi che avrebbero appunto dovuto ricevere nel corso degli 8 anni di scuola precedenti le superiori, quindi non sono in grado di formulare pensieri o idee sui testi che leggono, anzi, apparentemente non sono nemmeno in grado di comprendere questi testi perché oltretutto manca loro un’educazione alla lettura (i ragazzi di oggi preferiscono altro alla lettura, "al massimo leggono i libri dei vampiri”, per citare testualmente). Solo pochi studenti emergono da questa massa informe e si distinguono dagli altri.

Da quanto leggo questo saggio ha ricevuto molte critiche di persone (genitori scettici, professori che vantano esperienze diverse, forse ex adolescenti che non si riconoscono nella descrizione) che non la pensano come la Mastrocola. In effetti lei stessa lo dichiara subito: in molti non la pensano come lei e hanno una visione diversa della situazione. Ed io, che a dire il vero per ora ho letto solo pochi capitoli, resto allibita, ma allibita dalla paura che tutto ciò che la Mastrocola dice possa essere vero. In realtà nemmeno io ho un passato da studentessa modello. Non passavo tutto il giorno china sui libri, molto spesso disertavo i miei doveri di studentessa, mi sono presa il mio bel malloppo di insufficienze e sono stata rimandata a settembre, però credo di non essere mai arrivata ai livelli descritti dall Mastrocola. Se non altro mi piaceva davvero leggere e anche libri di letteratura  (anche se da adulta i "libri dei vampiri" li ho letti anch'io! Non li ho apprezzati fino infondo però.) e in qualche modo l’ortografia l’ho imparata, tant’è che mi rifiuto ancora di utilizzare abbreviazioni da chat e da sms. Sono però terrorizzata dall'idea che Silvia un giorno possa far parte di questa schiera di non studianti, così come li definisce la Mastrocola.

Così, l'altro giorno doveva studiare l'homo sapiens. Anzi, ad esser più precisi, l'homo sapiens sapiens. Ed io l'ho stressata fino allo stremo perché volevo che mi ripetesse tutto quanto da sola, senza l'imbeccata da parte mia (abbiamo finito verso le 9 di sera!). "Fa finta che io non sappia nulla di questo argomento e che tu debba spiegarmi tutto dal principio. E senza errori o esitazioni o altrimenti ti faccio ricominciare da capo." "Ma il maestro ci fa le domande e si accontenta se rispondiamo a quelle ...." afferma lei. "Non importa" ribatto io. "Intanto, anche alle domande rispondi con poco più che monosillabi, ti interrompi continuamente, ti distrai e le cose te le devo tirare fuori io con le pinze .... e poi sia il maestro di storia che le altre maestre ai colloqui individuali e alle riunioni ci hanno detto che dovete cominciare ad impare ad organizzarvi un discorso. E questo non ti serve solo per la terza elementare, ma è una cosa che devi imparare a fare perché ti servirà anche più avanti ..." "E Silvia, annoiata, mi interrompe: "Sì, lo so, alle medie ... alle superiori ..." "Ma non solo: anche nella vita, nel mondo del lavoro, ti servirà essere in grado di fare un'esposizione di fatti e concetti e bisogna cominciare fin da adesso ad imparare a farlo ...."

Mio marito è d'accordo con me, ma pensa anche che io sia un po' esaurita. Solo un po'? In realtà sono molto esaurita. E consapevole di esserlo. Sto contanto i giorni fino a quando terminerà questo anno scolastico. Ho bisogno di riposo. Quest'anno è stato più che mai difficile. Intanto abbiamo capito che 2 attività sportive sono improponibili. Ma ormai le abbiamo cominciate e cerchiamo di portarle a termine. Ci facciamo almeno un pianto a settimana per lo stress (cioè se li fa
Silvia, ma tante volte vorrei piangere anch'io), perché passiamo tutto il tempo libero (cioè non occupato da impegni sportivi) a studiare, a volte ci ritroviamo a studiare anche di sera, anche dopo le 9 e non ne possiamo più, né l'una né l'altra (e noi genitori ci chiediamo se tutto questo è normale in terza elementare). Non abbiamo più tempo per fare altro, una volta riuscivamo a ritagliarci del tempo per fare cose banali e rilassanti come giocare con la plastilina o la pasta di sale, dipingere, cuocere i biscotti, adesso cose così non le facciamo più, non c'è neanche più tempo per vedere gli amichetti, perché sono tutti impegnatissimi anche loro e i nostri orari non coincidono.

Dipende da noi che non riusciamo ad organizzarci o dipende anche da altri? Dagli insegnanti magari? Non è così inverosimile: non sono l'unica mamma che si lamenta dei compiti e dello stress della propria figlia. I bambini stanno ad esempio a casa 2 giorni per le vacanze di Carnevale e si ritrovano una marea di compiti da fare, sicché si finisce per passare non solo i pomeriggi, ma anche le mattine a studiare, anziché andare a divertirsi... ma le vacanze non dovevano essere concepite per riposare?



 



E poi ci sono le verifiche ... ma questi insegnanti non ce l'hanno un registro dove scrivere il programma delle verifiche, in modo tale di non mettere 5 verifiche di 5 diverse materie tutte nella stessa settimana e magari non 2 nello stesso giorno? Non si possono coordinare  un po' tra di loro, anche nell'assegnazione dei compiti?  Quando  andavo a scuola io avevo un'unica maestra. Era comprensiva nel gestire la situazione e se ci dava tanti compiti di matematica per il giorno dopo, magari  non ce ne dava altrettanti  di  italiano. Insomma,  riusciva a diluire un po' la mole totale dei compiti, eppure, se alle  superiori ero un po' lavativa, alle elementari non lo ero e prendevo ottimi voti, questo significa che dire che studiavo. E poi facevo tutto da sola, mia mamma non doveva stare lì a controllare tutto quello che facevo. Certo, sono stata seguita, i miei genitori non si dimenticavano di me ed esercitavano un controllo, ma dai miei ricordi e anche a detta di mia mamma, io mi arrangiavo molto di più rispetto a mia figlia.

Però, ho anche presente un altro passo del libro della Mastrocola in cui si parla di una sua amica che lei un pomeriggio va a trovare e che trova indaffarata a "far studiare" la figlia adolescente. Naturalmente, viene messa in risalto l'assurdità di questa situazione. Anche questo capitolo ha colpito nel segno. Infatti, mi terrorizza l'idea di dover continuare così per altri 10 anni... di dover continuare a lavorare io per Silvia.

A parte che probabilmente prima o poi non credo che sarò più in grado di farlo. Insomma, per ora riesco ancora a seguirla con la matematica, ma arriverà il momento in cui non ne sarò più capace. Ad esempio, chi se la ricorda più la formula per la radice quadrata o quella per risolvere le equazioni di secondo grado? Non so mia figlia un giorno dovrà studiare latino, ma a parte la declinazione di rosa rosae
e il paradigma di fero, non mi ricordo molto altro. Non parliamo, poi, del greco.

Ci sono genitori che affrontano già da adesso queste difficoltà.
Con l'inglese, ad esempio. Alcuni di loro non l'hanno studiato (perché per la nostra generazione non era obbligatorio), o semplicemente non l'hanno imparato nonostante lo studio o l'hanno dimenticato. Io sono avvantaggiata perché l'inglese lo conosco bene e non solo a livello lessicale, ma anche morfologico e sintattico e ad esempio sono in grado di spiegare  a mia figlia perché si usa una forma verbale piuttosto che un'altra o cose del genere (e in certe occasioni ho verificato di saperne anche di più della maestra!) e se un giorno mia figlia dovesse studiare il tedesco (cosa possibile, dato che per ora è la seconda lingua che viene insegnata nella scuola media del mio quartiere), sarei in grado di assisterla anche con quella, ma posso già immaginare le difficoltà che potrebbero avere molti altri genitori (per non dire che non tutti hanno a disposizione il tempo che ho io, ci sono genitori che tornano a casa troppo tardi per potersi occupare dei compiti dei figli).



 Il punto è che gli alunni dovrebbero essere messi in grado di essere autonomi nello studio, invece molte (il più delle?) volte non lo sono. Colpa di chi? Della loro stessa pigrizia? Forse e molto spesso probabilmente è così. Dei genitori che non tagliano il cordone ombelicale che li lega ai figli e li abituano ad essere serviti in tutto, anche nei compiti? Certo, anche questa spiegazione funziona e io stessa mi sento in parte colpevole in questo senso. Oppure, colpa degli insegnanti? Purtroppo, funziona anche questa teoria. Alcune volte è anche colpa loro. Comunque, mio marito me lo ripete spesso. Non devo abituare troppo mia figlia a fare conto su di me per fare i compiti, altrimenti si sentirà sempre insicura se non ha accanto la mamma (o il papà) che la aiuta. Ha tremendamente ragione.

Mentre ero qua a scrivere lamentandomi dello stress da studio (che oltretutto in questo momento non è l'unica fionte di stress nella mia vita) Silvia era a scuola senza insegnante di inglese e scienze, con una supplente occasionale che fortunatamente non ha dato loro compiti ... e nelle ore di supplenza Silvia è riuscita anche a portarsi avanti con i compiti di italiano, così non deve fare nemmeno quelli (che sarebbero stati per lunedì). Che fortuna! Così potremo riposarci per una volta! Ma doveva proprio ammalarsi un'insegnante (o comunque essere assente, non sappiamo se per malattia) per poterci godere (entrambe) un po' di meritato riposo?

 

venerdì 23 aprile 2010

Cammina cammina

Cammino cammino e cammino .........


In questi ultimi tempi cammino continuamente e percorro chilometri e chilometri a piedi, tanto che stavo quasi pensando di iscrivermi ad una delle stracittadine collegate alla maratona di Sant'Antonio (non si capisce poi perché la maratona di Sant'Antonio la debbano fare poi il giorno di San Marco .... ).



 



Beh, in realtà mi frenano due cose, la prima è il fatto di dover correre anziché camminare, per quello al momento non sono ancora allenata. L'altra, più importante, è l'orario troppo mattiniero per i miei gusti: l'inizio delle gare è alle 9.30, se partecipassi con la società sportiva dove Silvia fa minivolley, l'appuntamento sarebbe addirittura anticipato alle 8.30 ... vorrebbe dire praticamente svegliarsi all'alba e in questo periodo in cui dormo poco è un sacrificio che non mi sentirei di fare, nell'unico giorno della settimana in cui riesco a riposare un po' di più.



Insomma, cammina cammina, il tempo che mi rimane è davvero poco ed è anche per questo che il pc lo accendo davvero di rado, di graficare o aggiornare i siti non se ne parla e tanto meno per quanto riguarda il blog. Non riesco a postare, non riesco a leggere i post degli altri o se casualmente ci riesco mi manca il tempo per commentarli. Sono anche un po' svogliata in verità e poi sono sempre stanca, stanca, stanca.... ma stanca fisicamente, a volte mi manca la forza di salire le scale e andare di sopra in mansarda, dove si trova il pc.  Tutta la forza che ho la riservo alle mie lunghissime camminate. Stasera (anzi notte) posto perché sto aspettando il marito che è andato a una cena di lavoro a Verona e finché non torna non vado a dormire tranquilla, anche se casco dal sonno e domani devo alzarmi decisamente presto.



D'altra parte, il blog è deserto, non lo visita quasi più nessuno, quindi un po' mi chiedo, a che pro dovrei postare? Anche la mia vita sociale attualmente è abbastanza limitata e in fondo non c'è molto da raccontare.



Però, qualche giorno fa avevo pensato di raccontare dell'ultimo film che ho visto al cinema: eh, sì, perché, stupore, sono riuscita a vederne qualcuno, non molti, ma già così è un successo.... tutti rigorosamente in 3D, e portandoci Silvia in quasi tutti i casi (non l'ho portata a vedere Avatar, però io l'ho visto qualche giorno dopo averne parlato qui) infischiandomene delle raccomandazioni del ministro Fazio sugli occhialini per la visione in 3D. D'altra parte Silvia ha più di 6 anni, cioè di più dell'età minima consentita. Comunque al cinema c'erano un sacco di bambini piccolissimi e non mi pare che ci fosse nessuno che controllava l'età dei bambini prima di farli entrare in sala.



Hiccup e SdentatoA parte questo dettaglio, insomma, volevo raccontare di Dragon Trainer, ma da quando sono andata a vederlo è già passata quasi una settimana e così non è facile ritrovare lo stesso entusiasmo che avevo il giorno dopo ... (giorno trascorso comunque in buona parte in  una palestra per assistere all'ennesimo concentramento di pallavolo a cui ha partecipato mia figlia). Allora a desso non mi rimane molto altro da dire, se non consigliarvi di vedere questo film perché merita davvero.



No, dai, posso fare uno sforzo e scrivere qualcosa di più. La qualità dal punto di vista estetico di questo questo film è davvero ottima, le immagini sono fantastiche, curate in ogni minimo dettaglio (sorprendenti i capelli di Hiccup!), e la storia è avvincente e allo stesso tempo divertente. Trasmette anche un bel messaggio, in sostanza quello di non fidarsi dei preconcetti, in qualche modo allude alla diffidenza dei popoli nei confronti di ciò che credono di conoscere, ma che in realtà non conoscono davvero e fa capire che certi pregiudizi possono essere superati e che la convivenza è possibile. E' un film che non è mai banale, mai noioso o, peggio, volgare (come invece certe boiate tipo Piovono polpette, Mostri contro alieni o, il peggio del peggio, Lissy principessa alla riscossa, tanto per nominare qualche titolo), non è troppo infantile (vedi Impy o roba simile), ti tiene con il fiato sospeso come uno dei migliori film fantasy, il finale rispetta un po' la legge del karma (semi-spoiler: alla fine tale drago tale padrone...), insomma, i soldi del biglietto sono stati ben spesi. Non portateci bimbi troppo piccoli perché forse non potranno goderselo del tutto (sì, per certi versi è più un film per grandi o per lo meno per ragazzi, piuttosto che il solito film per bambini), certe cose non le capiranno e forse saranno un po' spaventati in alcune scene. Ma voi trovate una babysitter e andateci perché ne vale la pena.

venerdì 27 novembre 2009

Delusione




Questo post avrei voluto scriverlo alcuni giorni fa, ma non ho avuto tempo di farlo prima.

Che grande delusione ... abbiamo visto lo Zecchino d'Oro (io solo una parte, Silvia quasi tutte le puntate), ma non c'era Cino Tortorella. Lasciatemi dire che non era la stessa cosa. Forse mia figlia che ha solo 7 anni non ha notato la differenza: per lei la cosa più bella erano i bambini che cantavano. Ma per me uno Zecchino senza Cino Tortorella non è un vero Zecchino d'oro. E' come la cioccolata calda senza la panna. Come l'arrosto senza le patate. Come la pizza senza la mozzarella (non so perché mi vengono tutti questi paragoni gastronomici). Insomma, non è lo stesso. Io non sono ancora riuscita a rassegnarmi a uno Zecchino d'Oro senza Mariele Ventre. Ed ora non riesco ad accettare uno Zecchino d'Oro senza Cino Tortorella, il Mago Zurlì. E Topo Gigio? Che fine ha fatto? Era troppo impegnato a fare gli spot sull'influenza per partecipare? Insomma, sono convinta che la Rai abbia fatto male ad estromettere questi personaggi ormai storici della nostra televisione (tra l'altro Cino tortorella è anche l'inventore dello Zecchino d'Oro). Sembra che il motivo ufficioso sia l'età del presentatore. Non ha proprio senso.

PS - Che malinconia leggere che qualcuno ieri è capitato qui cercando pensieri su una persona deceduta e oggi  si sta avvicinando il natale e sono triste (cosa che comunque condivido).



mercoledì 25 novembre 2009

E non ho nemmeno battuto un record...

Roba da non crederci.


3 giorni senza collegarmi a internet.

3 giorni senza scaricare la posta (infatti in questo preciso istante sto scaricando circa 300 e-mail da un account e più o meno le stesse da un altro account. Gulp!)


3 giorni senza bloggare.


Non che ci siano tanti nuovi commenti da leggere. Uhmm ...  sob!


Ah, la vita (reale)....

lunedì 14 settembre 2009

L'estate sta finendo ...

Oggi è ricominciata la scuola e io sono di nuovo da sola alla mattina per la pima volta dopo tanto tempo e lo so che potrei trovare di meglio da fare invece di perdere tempo a cazzeggiare su internet ... e invece naturalmente sono qui. Che giornata triste e uggiosa fuori ... Allora è proprio vero ... l'estate sta finendo sul serio. E già cominciamo ad essere in crisi con dilemmi del tipo: "Non so che cosa mettermi..."

Oggi sono più che mai arrabbiata con splinder che non pubblica i post e nemmeno i commenti. Grrr






lunedì 20 luglio 2009

Ciò che uno non dice

Mi ritrovo moltissimo in questa frase di Gibran.

Sono una persona che fa molto fatica a rivelarsi.

Sticker by Cute Graphix

Trovate molti altri adesivi con aforismi qui. E se li volete inviare a qualcuno come cartolina andate qui.

giovedì 5 febbraio 2009

Scuola e religione









Poco meno di un anno fa siamo andati alla prima riunione tenuta dal distretto scolastico della nostra zona per ricevere le prime informazioni riguardo all'iscrizione di nostra figlia alla scuola primaria. So che è scontato dire che che quest'anno è volato, ma è veramente così ...



Quando siamo andati alla riunione avrei voluto parlarne qui, perché era stato un momento particolarmente emozionante ed avevo davvero voglia di condividerlo, ma all'epoca avevo tutti i miei problemi con l'adsl e così alla fine non ho più raccontato nulla. Così lo faccio ora.

Una delle cose che mi aveva un po' messo in crisi all'epoca, è stato che avevamo pensato tanto al momento iscrizione, sapendo che dovevamo scegliere se far fare a nostra figlia il tempo normale o quello lungo (per la cronaca, abbiamo scelto il tempo normale), avevamo anche tutte quelle piccole ansie normali e comuni a tutti i genitori in momenti così salienti nella vita di un bambino (il momento del passaggio dall'asilo alla scuola primaria) ... la sola cosa di cui ci eravamo dimenticati era che avremmo dovuto scegliere anche se far fare a nostra figlia l'ora di religione oppure no.

Invece, quando siamo stati alla riunione, ci hanno consegnato il modulo di iscrizione e subito a me è saltato all'occhio la casellina dove bisognava indicare che cosa si voleva fare in merito. E avevamo solo una settimana di tempo per decidere ... per molti genitori, probabilmente questo problema non si era neanche posto. Per noi, invece, non è stato così facile decidere.

Per una settimana ne abbiamo parlato ininterrottamente. Alla fine abbiamo deciso di optare per l'ora di religione, anche se io avevo (ed ancora ho) molti dubbi a riguardo. Devo ammettere che abbiamo scelto così anche per non dare motivo a nostra figlia di sentirsi diversa ed emarginata dai compagni. Tra l'altro era chiaro che difficilmente nella scuola ci sarebbero stati altri bambini italiani che non frequentavano l'ora di religione. Solitamente quelli che vengono esonerati dai genitori da questa materia sono bambini appartenenti a etnie e culture diverse e quindi con religioni diverse da quella cattolica.  Sotto certi aspetti questo in particolare dovrebbe essere motivo per lei di imparare nuovi valori positivi, come la convivenza con individui di culture diverse,  ma non abbiamo voluto rischiare egualmente l'isolamento dagli altri bambini. Inoltre, non sembrava che la scuola avesse previsto un'attività alternativa da far fare ai bambini esonerati. L'unica vera alternativa era inserirli temporaneamente in qualche altra classe, giusto perché non fossero abbandonati a loro stessi. Certo, un genitore può sempre andare a prendere il bambino allo scoccare dell'ora di religione, ma qualora questa non dovesse essere l'ultima dell'orario scolastico, il genitore deve anche provvedere a riportare il bambino per l'ora successiva.

Comunque, alla fine abbiamo pensato: "In fondo si tratta solo di un'ora, in un'ora un bambino non può essere completamente riplasmato (in fondo la scuola è laica, non è come all'asilo), magari facciamo la prova il primo anno, poi l'anno dopo si vedrà ..." Diciamo che questo era soprattutto il pensiero di mio marito, io alla fine mi sono adeguata, non ero convinta fino in fondo. Tra noi due, quella un po' eretica sono io, perché sono io quella che non ha avuto alcuna (o quasi nessuna) educazione religiosa da bambina.

Nel frattempo la scuola è cominciata e ormai si è concluso anche il primo quadrimestre. Ci siamo pentiti? Parlo soprattutto per me .... in linea di massima, no, anche se devo dire che non mi sento convinta del tutto. L'insegnante di religione si è confermata essere una suora. Ci avevano detto che negli ultimi anni, c'era una suora, ma dato che non era di ruolo e che l'insegnante veniva confermato di anno in anno, in anni passati c'era stato anche qualche insegnante laico e quindi tutto poteva succedere. Diciamo che ce l'hanno un po' raccontata .... forse ci sarà stato, in qualche momento, questo insegnante laico, ma la suora in questione è lì da diverso tempo e viene riconfermata ogni anno.



Comunque, per ora sembra essere abbastanza aperta. Abbiamo scoperto la sua disponibilità nei confronti di genitori perplessi come noi abbastanza presto e prima del previsto. Io avevo già programmato di andarle a parlare per chiarire la nostra posizione e devo dire che un po' me la facevo sotto, perché  quando si tratta di affrontare la'rgomento religione con qualche estraneo, ho sempre timore di qualche tentativo di conversione (un timore fondato su varie esperienze reali), però credevo che avrei avuto il tempo di prepararmi con calma il discorsetto da fare ... invece, ci ha pensato Silvia, ad anticipare il tutto.

Perché dopo le prime due o tre settimane, una  volta vado a prenderla (naturalmente l'ora di religione è l'ultima ora: ad averlo saputo prima ....) e Silvia quando esce mi vede e dice alla maestra: "Io ho visto la mia mamma" (per motivi di sicurezza, i bambini devono confermare alle maestre di aver visto i genitori prima di essere lasciati andare: non mi voglio addentrare nel merito di quanto questa procedura sia realmente sicura...), al che la suora chiede: "Ah sì? E dov'è? Mostrami qual'è ...", e io ingenuamente penso che sia perché la suora vuole memorizzare la mia faccia per essere sicura di consegnare anche in futuro la bambina alla persona giusta. Invece, quando ormai stiamo già per andarcene ,mi sento chiamare dalla suora che mi chiede se può parlarmi. E sapete che cosa voleva? Voleva chiedermi spiegazioni ,perché Silvia ha detto in classe: "Io non voglio sentire le storie di Gesù perché mia mamma non vuole sentire le storie di Gesù e allora non le voglio sentire neanch'io."

Ah, ecco. Spiegazione: quando Silvia andava all'asilo, le sue maestre, per carità, erano bravissime sotto certi aspetti e le hanno dato tanto, ancora le ricordiamo con affetto e quando possiamo le andiamo a salutare, ma l'hanno martellata dal punto di vista religioso (è un asilo di suore: di laici in zona non ce n'erano), trasmettendole spesso concetti che la sconcertavano e che comunque Silvia (e penso, come lei, anche gli altri bambini) non poteva capire perché era troppo piccola per quel tipo di informazioni.

E il martellamento era quotidiano. E io, davvero, non ne potevo più di sentire preghiere, canti religiosi,  storie di Gesù e di santi vari, tutte cose in cui non credo, e per di più senza poter dire la mia, perché se da una parte non volevo mettermi contro le maestre e contraddirle, dall'altra ritenevo che non fosse il momento giusto per parlare di certe cose, non volevo influenzarla né in un senso né nell'altro, ma semplicemente volevo aspettare che Silvia fosse più matura ... solo che a un certo punto non ce l'ho più fatta, perché se da parte dell'asilo non c'era segno di tolleranza verso le idee di chi non la pensava come loro, perché dovevo essere tollerante io?

Così alla fine sono scoppiata e devo aver detto a Silvia che la smettesse di parlare di Gesù, che non volevo più sentirne parlare, e che anche se a scuola le raccontavano certe cose, non doveva prendere tutto per oro colato ... ho finito per cercare di trasmetterle l'idea (per quanto si possa comunicare un concetto del genere ad una bambina di 4-5 anni) che all'asilo le propinavano una verità facendole credere che fosse l'unica verità, senza possibilità di dubbio, ma che un giorno avrebbe scoperto che esistono tante sfumature e tante verità e che avrebbe dovuto scegliere lei stessa, quando fosse stata più grande, in quale verità credere. E che non doveva essere per forza né la mia né quella dell'asilo: doveva essere la sua verità.

Insomma, avete capito perché tanti dubbi quando dovevo iscrivere Silvia a scuola? Principalmente avevo paura di un ulteriore tentativo di lavaggio del cervello da parte dell'insegnante di religione. Così, mi sono trovata costretta a tradimento a dare spiegazioni alla maestra di religione, a dirle, in modo un po' più diplomatico (anche se il discorsetto non avevo fatto in tempo a prepararlo), più o meno le cose che ho raccontato adesso a voi. E' andata bene e alla fine sono stata contenta di aver rotto il ghiaccio. Le ho comunque detto che avendo accettato di far fare a Silvia l'ora di religione, non ci aspettiamo che l'insegnante non parli di Gesù. Comunque, per noi è lecito che Silvia riceva questo tipo di informazione, purché poi ascolti anche la nostra (più che altro la mia) versione. Mi aspettavo una qualche reazione in senso negativo da parte della suora, mentre le parlavo. Invece, devo dire che non ha battuto ciglio. Ha ascoltato e alla fine ha detto: "Bene. L'importante è chiarirsi ..."

In seguito ho avuto ancora occasione di parlarle e di spiegarle come la penso, lei ha avuto l'opportunità di tranquillizzarmi e di dirmi di non sentirmi intimorita per il semplice fatto che io ho un'opinione diversa sui suoi insegnamenti religiosi. "Se ha qualche perplessità, non si faccia problemi, venga pure a parlarmi. Non lasci frenare dal fatto che non la pensiamo allo stesso modo." Bene. In teoria, ha dimostrato di essere aperta mentalmente. Nel frattempo, però, ho avuto notizia da altri genitori di un insegnamento abbastanza pesante (e pedante) nelle classi successive: questo, a detta di genitori che sono cattolici praticanti e che non perdono una messa ... Mah, vedremo.

Il resto ve lo racconto domani perché ora sono mezza morta di sonno (e poi ho visto che i post kilometrici li leggono in pochi)...


martedì 11 novembre 2008

Ciao Miriam

Proprio quando vorrei postare un video di Miriam Makeba, il mio pc fa le bizze e non mi fa sentire l'audio dei video di Youtube (ma nemmeno il sottofondo musicale del mio sito ... devo verificare con un altro pc se c'è ancora... la musica del blog invece la sento).
Miram ci ha lasciati, se n'è andata come in molti vorrebbero abbandonare questo mondo, dicendoci addio da un palcoscenico. Addio piccola grande Malaika. Grazie per tutto quello che ci hai dato. Vivrai per sempre nei nostri cuori.

permalink | Leggi i commenti commenti (6)

Commenti:
#1  11 Novembre 2008 - 12:24
 
Una grandissima donna. Icona della lotta contro la segregazione razziale ma anche molto di più... è simbolo dell'emancipazione femminile oltre ad essere stata una grandissima interprete di musica jazz.
Era una delle mie artiste preferite da moltissimi anni... la sua morte mi ha addolorata molto.
Ma mi ha fatto riflettere sulla generosità del suo cuore, venire a cantare per ricordare che sei neri sono stati uccisi senza pietà da una associazione camorristica che non dimostra pietà per nessuno.
Ciao Eli, mi è piaciuto questo omaggio a Miriam. Grazie :))
Utente: perlasmarrita Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. perlasmarrita
#2  11 Novembre 2008 - 12:45
 
Ciao Eli non è tanto normale come vedi il blog c'è qualche problemino che stiamo vedendo di risovere... =) è vero si vede tutto bianco e non è per niente normale =)
Utente: gabryenzo Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. gabryenzo
#3  11 Novembre 2008 - 12:47
 
Era lì per il concerto contro la camorra.
Chissà se qualcuno dei malavitosi si è fatto una risata alla notizia della sua morte...
Utente: ancatdubh Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. ancatdubh
#4  11 Novembre 2008 - 18:59
 
Mama Africa, un vero mito. Mi fa piacere ricordarla insieme ad un altra voce splendida. :-))

Aloha
Utente: Soulboarder Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Soulboarder
#5  11 Novembre 2008 - 19:10
 
Ciao grazie di esserti fermata per "caso" ^_* ...Miriam è una grande donna, mi piace parlarne ancora al presente perchè lei vivrà grazie alle sue canzoni.
Per il libro, io l'ho divorato purtroppo quando mi prende non riesco a farlo durare devo arrivare subito alla fine, a me è piaciuto il non finale, nel senso che ognuno era libero di immaginare come voleva l'evolversi delle loro vite, è stata bella la teoria dei legami personali rapportati ai numeri primi, a volte è successo di snetire una persona vicinissima, ma nello stesso tempo irrangiungibile.
Ti auguro una buona serata
Ciao ciao
Utente: agrimonia Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. agrimonia
#6  21 Novembre 2008 - 21:59
 
Ms. Makeba was an outstanding person in every way possible. Her voice was gentle but forthright and solid in her stand for human rights.
Utente: steve2000aa Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. steve2000aa

giovedì 11 settembre 2008

La cosa che ricordo meglio ...




...di quel giorno di 7 anni fa è stato l'aver aperto una busta che mi aveva portato a casa Marco. Dentro c'era l'esito degli ultimi esami del sangue fatti ... quello che mi interessava di più era il valore dell'HCG. Avevo appena cominciato a documentarmi e non sapevo quanto quel valore fosse indicativo, ma speravo in cuor mio che fosse una conferma. Così, dopo aver aperto la busta, me ne sono rimasta tranquilla a casa, a riposare, seduta sul divano (allora nuovo) della  mansarda, pensando alla nuova vita che cresceva dentro di me. Ho acceso la tv e ho cominciato fare un po' di zapping. E poi improvvisamente mi sono ritrovata a guardare in diretta un grattacielo che stava per crollare e un aereo aereo che si schiantava sul suo gemello. E migliaia di vite che finivano. E' stato incredibile. Mi toccavo il ventre e pensavo, sgomenta: "Come può succedere tutto questo, adesso, contemporaneamente?"


Dopo sono accadute tante cose che noi tutti sappiamo. E circa 8 (anzi, quasi 9) mesi dopo quel giorno fausto e funesto allo stesso tempo, la nuova vita che cresceva in me ha visto la luce. Ed ora la mia creatura è qui, al piano di sotto, che dorme placida e serena, ancora ignara delle brutture di questo terribile mondo. Come vorrei che lei potesse vedere solo le cose meravigliose di questo mondo e di questa vita.

mercoledì 25 giugno 2008

Meno male che loro sanno nuotare

Mamma: “Silvia, lo sai che i ghiacci del Polo Nord si stanno sciogliendo?”


Silvia: “Davvero? E come mai?”


Segue lunga spiegazione della mamma, per quanto possibile adatta ad una bimba che ha appena compiuto 6 anni.


Silvia: “Beh, meno male che gli orsi polari e le foche sanno nuotare.”


Rotelline del cervello di Silvia che girano ….


Silvia: “E’ un problema per i cuccioli però … loro non sanno ancora nuotare.”

Il Polo Nord geografico fu sorvolato per la prima volta nel 1926 dall’esploratore norvegese Amundsen a bordo del  dirigibile Norge progettato da Umberto Nobile (che pilotava il velivolo), poi due anni dopo dal dirigibile Italia sempre progettato e pilotato da Nobile. In questa seconda impresa, il dirigibile naturalmente non poté atterrare a causa delle terribili condizioni climatiche di quella zona geografica e durante il volo di ritorno il velivolo si schiantò  tra i ghiacci nei pressi delle isole Svalbard. L’incidente diede luogo ad una missione di salvataggio che è stata in parte raccontata nel film La tenda rossa, interpretato da Sean Connery e Peter Finch e nel corso della quale vi furono dei morti, incluso lo stesso Amundsen. Vi consiglio di leggere sulla Wikipedia la traccia biografica di Nobile, prima acclamato come eroe dal regime fascista, poi ripudiato e diffamato dallo stesso, infine riabilitato in un’inchiesta svoltasi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. E’ una storia molto interessante, vale la pena di conoscerla.


Certo Umberto Nobile o Amundsen, se fossero ancora vivi (Nobile è morto solo 30 anni fa) rimarrebbero esterrefatti nel sapere le ultime catastrofiche notizie riguardo agli sconvolgimenti climatici del nostro pianeta, che porteranno, pare, allo scioglimento dei ghiacci annuali del Polo Nord entro quest’estate. La calotta polare artica, poi, secondo gli scienziati, sarebbe destinata a sciogliersi entro il 2030.

Anche l’Antartide non è messa tanto bene. Ogni anno lo strato di ghiaccio va assotigliandosi.


Le conseguenze? Un aumento delle temperature medie di 3 gradi e immaginiamoci tutto il resto.


In compenso c’è che ha pensato di lucrare sulle disgrazie del pianeta, perché si pensa che lo scioglimento dei ghiacci porterà alla luce giacimenti di idrocarburi che prima non erano raggiungibili a causa delle ostili condizioni geografiche di quelle zone. Bene, benissimo. Chi se ne frega se  è stato proprio l’inquinamento dovuto all’impiego dei combustibili a portare a questa situazione. Freghiamocene altamente del futuro e del mondo che lasciamo in eredità ai nostri figli (e comunque il 1930 non è fra molto tempo, non so voi, ma io conto di esserci!). E l’amministratore delegato della British Petroleum vorrebbe trivellare l’Antartide. Immagino che tale individuo non abbia figli. O se li ha, no comment. No comment in ogni caso. Lascio a voi tutte le considerazioni possibili.


Meno male che anche i pinguini sanno nuotare.


Clicca sulla prima tag per vederla nelle dimensioni reali.


Ho dovuto ridimensionare la visualizzazione di questa tag perché sforava nel template del blog. Clicca per l'immagine a dimensioni reali.


lunedì 16 giugno 2008

Il ritorno

Rieccomi qui con voi, cari amici e amiche del web. Mi siete mancati, mi è mancato molto il web e soprattutto le mie creaturine, questo blog e l’altro mio sito. Sono tornata dal mare mercoledì scorso, alla mattina, lasciando Silvia con i nonni. Sono dovuta tornare perché dovevo partecipare ad una riunione informativa della scuola primaria: eh sì, perché Silvia l’anno prossimo frequenterà il primo anno di scuola primaria, quella che ai miei tempi si chiamava scuola elementare.

A gennaio, ancora prima di iscriverla, ero già andata ad una riunione di orientamento per i genitori ed era stata un’esperienza molto interessante ed anche emozionante di cui avrei voluto rendere partecipi i frequentatori del mio blog, ma …. Ahimè, dati i problemi ormai noti di connessione che avevo all’epoca non sono riuscita a parlare di tutto quello che avrei voluto.


La riunione di mercoledì scorso era molto più, come dire, terra terra …. In pratica ci è stata consegnata una lista di materiale che dobbiamo procurare prima dell’inizio della scuola e si è parlato dei colori delle copertine dei quadernoni e cose così. Qualcuno ha chiesto se i bambini dovevano portarsi la carta igienica da casa … fortunatamente, nel corso dell’ilarità generale, l’insegnante che presiedeva la riunione ha risposto di no. Meno male. Altrimenti non so che fine avrebbero potuto fare le pagine dei quadernoni ….


Sono rimasta in città fino alla sera di giovedì, poi Marco hubby-daddy ed io siamo ripartiti per il mare. Giusto perché avevamo lasciato Silvia lì con i nonni e dovevamo riprendercela, dato che per la verità diluviava con una tale ferocia che non valeva assolutamente la pena di tornare, visto che sabato avremmo dovuto rientrare comunque. Invece abbiamo anticipato il rientro a venerdì sera. E’ stata praticamente una fuga.




Da quando sono tornata ho fatto praticamente una full immersion con il pc, trascurando altre cose teoricamente più importanti, tant’è che non ho ancora finito di disfare le valige e ho una pila di roba da stirare che in merito di altezza può fare concorrenza al Monte Bianco. Nel web ho fatto di tutto, mi sono pluggata nelle plugboards di mezzo mondo per risollevare le sorti del mio sito di Silviababy che sembrava pressoché abbandonato, ho cominciato e in parte pubblicato dei piccoli aggiornamenti su Silviababy. Ho lavorato a delle cosine grafiche ispirate all’estate (sperando che abbiano una funzione propiziatoria nei confronti dell’estate, perché dopo questa primavera molto triste e piovosa abbiamo proprio bisogno di un po’ di sole e di allegria). Le metterò online nel giro di poco, forse qualche ora, forse qualche giorno. Dipende tutto dalla possibilità che rinsavisca e che mi decida a cominciare a stirare le mie montagne di panni.


Pian pianino, ho cominciato a lasciare messaggi nei siti e nei blog degli amici, ma siete in tantissimi (soprattutto gli affiliati di Silviababy sono numerosissimi) per avvisare del mio ritorno nel web … se non vi ho ancora contattati, portate pazienza ( questo non me lo sentite mai dire ), in questi giorni sicuramente verrò a trovarvi tutti quanti.


I programmi per il futuro sono questi: per ora restiamo qui 2 settimane, così Silvia termina l’asilo. Poi a luglio ripartiamo per il mare. Io dovrei tornare ogni tanto, per un paio di giorni o forse più almeno ogni settimana. Quindi non abbandono del tutto il blog …Non so se mi porterò il notebook, forse sì, forse no. Comunque non ho intenzione di connettermi da lì, per una serie di ragioni che non mi dilungherò a spiegare.

Prima di lasciarvi vi metto qui un paio di tag, tra le ultime che ho fatto (ne ho diverse da pubblicare, tutte fatte durante la mia assenza dal web, ma ve le propinerò un po’ alla volta).


Autrice tutorial originale: Adriana's PSP
Traduttrice: Pinuccia (e chi sennò?)

 


Questa tag è stata eseguita sulla base di un tutorial tradotto da Pinuccia. Così come la vedete, la tag riproduce fedelmente le istruzioni del tutorial.


Questa tag si ispira allo stesso tutorial della tag precedente, ma è una mia reinterpretazione con un soggetto diverso.

domenica 16 marzo 2008

Il muro

E pensare che a Padova se anche vuoi costruirti un muro di cartongesso prima di trovare uno che te lo faccia devi piangere in greco. Invece ora stiamo diventando famosi per questa storia dei muri.

Il fatto è che da quando Zanonato ha avuto la sua brillante idea di erigere il muro di via Anelli, i media non vedono l’ora di agganciarsi a quell’episodio e di puntare il dito … Una delle notizie del giorno, già trattata anche sui tg nazionali, è che in una scuola primaria padovana, frequentata anche da immigrati adulti che vogliono imparare l’italiano, dopo che un cingalese sembra avere scattato una foto ad un bambino, i genitori si sono allarmati e si è deciso di costruire un muro di separazione per dividere l’ingresso dei bambi da quello degli adulti (stranieri).  Io sinceramente non so cosa pensare: da un a parte sono favorevole ad i integrare gli immigrati e l’idea di doverli far sentire ancora più emarginati non mi piace molto, dall'altra come madre posso capire le preoccupazioni dei genitori, perché di questi tempi si sentono cose veramente orribili … e sinceramente se veramente ci fosse il rischio che un estraneo fotografasse mia figlia senza chiedermi prima l’autorizzazione, mi sentirei alquanto preoccupata, indipendentemente dall’etnicità dell’autore del gesto. Ma a quanto pare, l’immigrato in questione voleva solo avere una foto della scuola che stava frequentando. Se è così, forse sì, stiamo diventando un po’ paranoici. Certo che se quella scuola (che per altro non sono sicura di sapere dov’è: conosco la via Diego Valeri, ma non sono sicura di sapere dov’è la scuola) trova in fretta e furia qualcuno disposto ad erigere il muro in così poco tempo, bisogna che indaghi e trovi il modo di farmi dare il nominativo del muratore, non si sa mai …


 


Una volta, non molto tempo fa, ho cercato in rete una descrizione di Padova in inglese corredata di foto per inviarla ad un conoscente occasionale residente in Svezia. Tra le varie cose che ho trovato, mi sono imbattuta in un articolo in inglese della wikipedia che parlava proprio di The via Anelli wall … abbiamo un patrimonio artistico e storico invidiabile in questa città, abbiamo tante cose per cui essere ricordati, eppure la cosa per cui siamo diventati famosi nel mondo sembra essere la storia del muro. Che tristezza.

mercoledì 12 marzo 2008

I fumetti ed io ...

In un blog dove sono capitata per caso, saltando da un link all'altro, ho trovato una concisa, interessante inchiesta sui fumetti. In pratica si chiede ai frequentatori del blog se hanno mai letto dei fumetti e quale impatto abbiano avuto nella loro vita. Mi riallaccio a questa piccola inchiesta per aprire questo post.

Ho imparato a leggere prima di cominciare a frequentare la scuola, quando avevo 5 anni (anzi, scrivevo già a 4) e i miei libri di testo sono stati i Topolini. Il primo giorno di prima elementare la maestra ha chiesto se tra di noi c'era qualcuno che sapesse già leggere (e scrivere), a me non è parso vero di poter alzare la mano (l'unica della mia classe!) ed essere invitata ad alzarmi, andare vicino alla cattedra e raccontare a tutti come avevo imparato. Peccato che quando ho detto che avevo imparato leggendo Topolino, tutti i miei compagni sono scoppiati a ridere crepapelle e mi hanno presa in giro ... è stata una delle esperienze più umilianti della mia infanzia e forse della mia vita dato, che me la ricordo ancora adesso.


L'episodio si è sviluppato in seguito in un'ulteriore umiliazione, quando, nel corso della stessa mattina, la maestra, dopo aver letto in classe un racconto di Esopo (Il leone e il topo, me lo ricordo ancora), ci ha ordinato di fare un disegno sul nostro quaderno per illustrare il racconto, poi ha scritto alla lavagna, in corsivo, il titolo della storia e ci ha invitati a copiare quanto aveva scritto. Per facilitarci il compito è anche passata di banco in banco e ha tracciato sui nostri bei quaderni a quadretti una striscia gialla in cima alla pagina del disegno: copiando il testo, noi dovevamo rimanere all'interno della striscia. Io sono partita con la prima lettera della frase a sinistra del foglio e sono finita nel punto diametralmente opposto, in basso a destra. Questo ha prodotto un'ulteriore figuraccia di fronte ai miei compagni e altre avvilenti risate da parte loro. Proprio io che mi ero appena vantata davanti a tutti di essere l'unica della classe che sapeva leggere e scrivere, ora venivo corretta dalla maestra perché avevo sbagliato.


Nonostante il ricordo di questa mortificazione, legata in qualche modo ai miei primi contatti col mondo dei fumetti, ho continuato a leggere Topolino per il resto della mia vita. Per alcuni periodi ho smesso di comprarlo (non di leggerlo). Lo leggo tutt'ora, in particolare ho cominciato a leggerlo a mia figlia, che ha 5 anni e mezzo, praticamente l'età che avevo io quando ho imparato a leggere. Lei riesce a leggere solo poche parole, non frasi per intero, ma meglio così, io non insisto: se lei lo desidera e le viene spontaneo può leggere e scrivere finché vuole, non sarò certo io a frenarla, anzi, la incoraggio, ma senza insistenza. Dicono che per i metodi didattici attualmente in vigore, sia meglio se il bambino approda alla scuola primaria (che ai miei tempi era la scuola elementare) come una specie di tabula rasa. Gli insegnanti preferiscono partire da zero.

Tornando a Topolino, abbiamo finalmente sottoscritto l'abbonamento, aspettiamo con ansia il giorno in cui fa la sua apparizione nella cassetta delle lettere, attualmente, in particolare, ci stiamo godendo la storia a puntate degli Ultraheroes. Ho iniziato a leggere a Silvia le storie di Topolino, quando ho giudicato che fosse abbastanza grande per cominciare a capirle (molte hanno contenuti e riferimenti a concetti del mondo attuale, che per una bambina di 5 anni possono essere difficili da comprendere o persino noiosi) anche perché cominciavo ad essere stufa dei giornalini delle principesse .... (anche Cip e Ciop, a dire il vero, avevano stufato). Poi questi giornalini pensati per i più piccoli sono un furto, perché hanno poche pagine, pochissimi contenuti, pochissime e brevissime storie, ma in compenso costano un capitale. Chiusa parentesi.


In un certo senso mi sembra di aver imparato a conoscere i fumetti da quando sono nata, perché probabilmente è un fatto ereditario, anche mio padre è stato un grande lettore di Topolini, anche se lui è molto critico nei confronti delle storie che sono state scritte e disegnate diciamo negli ultimi 60 anni, ma lui è così anche per quanto riguarda tutto il resto, non solo i fumetti e tra l’altro si ostina ancora a scrivere e parlare come se fosse un personaggio uscito dai Promessi Sposi. Comunque, è riuscito a trasmettermi la passione per i fumetti dalla mia prima infanzia.

Tuttavia, non ci sono stati solo i Topolini nella mia vita. Da piccola leggevo anche il Corriere dei Piccoli, i vari giornalini di Braccio di Ferro, Tiramolla, Soldino  e simili ... esistono ancora? Qualcuno se li ricorda? Sempre da bambina, ho letto tantissimi Topolini che erano appartenuti a mio padre e ai suoi fratelli, con le prime storie di Topolino. Quando è comparsa qualche settimana fa su Topolino una storia che riproponeva il personaggio della spia poeta, un personaggio creato molte decine di anni fa, io me lo ricordavo! Poi avevo (e mio padre conserva ancora) gli albi d'oro di Topolino: in molte storie Topolino è ancora in pantaloni corti, Minni indossa un gonnellino a pois e ha ciglia lunghissime, Pippo indossa solo una giacchettina corta e niente pantaloni e Paperino è più snello e ha un becco lunghissimo. Quelle storie, rimangono per me, ancora adesso tra le più belle mai lette.

A volte mi nascondevo nella soffitta di mia nonna e passavo ore a leggere i giornalini che trovavo lì. Non erano solo giornalini della Disney, ma giornalini di fantascienza di cui non riesco a ricordare il nome, e poi qualche Tex, Diabolik e i giornalini di CoccoBill. Questi ultimi non mi appassionavano particolarmente, ma tale era la mia passione per i fumetti che me li facevo andar bene.

Dalle medie in poi ho avuto non so quanti diari di Linus e un'amica che aveva quello di Mafalda. In seguito, quando il diario ormai non mi serviva più, ho acquistato libri con strisce appunto dei Peanuts e di Mafalda di Quino. Ho avuto un periodo dedicato a Lupo Alberto e Cattivik. Benché non sia più anagraficamente una ragazzina (solo anagraficamente) ho acquistato per diversi anni PK e il giornalino delle W.I.T.C.H. (infatti per un po' mi sono ritenuta personalmente offesa perché sono state superate n popolarità dalle Winx, ma avendo una bambina di 5 anni alla fine ho dovuto mettermela via). Ho persino acquistato per qualche mese Monster Allergy. 


E poi ce ne sono tanti altri, l'elenco potrebbe continuare.

Ma Topolino resta la mia lettura preferita, quella che ha significato di più anche nel mio immaginario. 


Preferisco le storie lunghe alle strisce, ma le strisce, lette tutte d'un fiato, possono diventare una lettura compulsiva (volevo scrivere addictive, ma dato che passo il tempo a lamentarmi dell'abuso che si fa della lingua inglese quando si potebbe usare l'italiano, ho rimediato così ...).


I personaggi che non sopporto, ma proprio non sopporto, sono Paperoga, Sgrizzo, Dinamite Bla.

I personaggi più simpatici o le cui storie mi piacciono di più sono invece Paperino, Paperinik e Paperone, sì, anche lui....e poi Paperino Paperotto, una trovata degli ultimi anni, mi fa impazzire. Adoro le sue storie. E poi Brigitta. E infine non solo paperopolesi, anche se avrete notato, sono tra i miei prediletti, ma anche Indiana Pipps, Gambadilegno, Manetta, Rock Sassi.


Ho anche un disegnatore preferito: Giorgio Cavazzano, impazzisco per i suoi disegni.


Uno che invece non mi piace molto è Sergio Asteriti. E' un disegnatore storico, ma il suo stile non mi piace e mi sento quasi in dovere di scusarmi per questo, dato che stiamo parlando di uno dei disegnatori storici e più anziani del mondo di Topolino, ma purtroppo i suoi disegni non mi piacciono proprio, a volte rinuncio persino a leggere una storia se è disegnata da lui. Non riesco a godermela, non riesco a seguirla, il modo in cui riempie la pagina con quelle figure che a me sembrano in realtà quasi deformi mi impedisce di concentrarmi sulla trama.


Non ho una storia preferita in assoluto e sarebbe difficile ricordare tutti i titoli. Ma come ho già detto, ancora oggi penso che alcune delle storie che ho amato di più siano state quelle classiche raccolte negli albi d'oro di Topolino.


Per chi volesse partecipare all'inchiesta nel bog sopraccitato può cliccare qui.


Avevo detto ieri che il prossimo post sarebbe stato breve....gulp!

Btw, Libero non ci ha ancora staccati, stiamo sempre aspettando (vedi mio post di ieri).

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