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lunedì 26 agosto 2013

Anniversario

Ieri era un importante anniversario, ma non di matrimonio ... ho seminato indizi in giro per il web. Qualcuno di voi saprà certamente come trovarli. Altrimenti chiedete (può darsi che vi risponda).

mercoledì 30 maggio 2012

Dopo le scosse di ieri

Silvia è arrivata a casa apparentemente più eccitata che spaventata per la storia del terremoto e non la finiva più di raccontare che si sono messi sotto i banchi, che hanno fatto una ricreazione lunga un'ora perché hanno aspettato in cortile che i tecnici del comune dichiarassero agibile la scuola, che all'una ci sono state altre due scosse e così via. Però un po' di paura, sotto sotto, deve averla avuta anche lei... ieri pomeriggio continuava a dire che sentiva le scosse anche quando non c'erano e mi seguiva come un'ombra ovunque mi spostassi. La capisco: anche a me, ancora adesso, mentre cammino mi sembra che il pavimento si muova continuamente, se sono seduta mi pare che la sedia si muova da sola, se vado a dormire il letto è ballerino. Perciò, posso capire che anche lei che è solo una bambina sia un po' agitata.

Ad un certo punto, ieri pomeriggio, senza che ce ne fosse bisogno, Silvia si è messa sotto il tavolo della mansarda e ha dichiarato: "Io rimango un po' qui. Mi sento più tranquilla!" Ma oggi, parlando con altre mamme, ho saputo che anche altri bambini hanno fatto la stessa cosa.

M. è andato a casa dei miei a controllare. Non sembra ci siano stati danni, c'è solo una crepa sulla parete esterna che per quanto mi riguarda mi insospettisce un po' (M. mi ha mostrato la foto), vedremo che cosa ne penseranno i miei quando torneranno. L'unica cosa veramente strana è stata che si sono aperte da sole le antine di un armadio.

Sotto questo tavolo si è rifugiata Silvia

martedì 8 maggio 2012

Dovevamo festeggiare .... e invece no


Doveva essere un post tranquillo e invece no. Purtroppo dobbiamo sempre aspettarci delle sorprese negative. Le notizie brutte mi sono arrivate mentre scrivevo ... pubblico egualmente quello che avevo scritto stamattina, perché in questo momento non ho tempo di fare cambiamenti. :(

La scorsa settimana è stata un po' da incubo e di grande confusione, perché come sapete abbiamo avuto i lavori per rifare l'aria condizionata e oltre al disagio di avere i tecnici per casa e sporco e disordine ovunque, ho dovuto svuotare un intero armadio perché proprio dietro di esso passava una canalina ... nel weekend abbiamo avuto altre cose da fare e non ho avuto l'opportunità di rimettere tutto a posto subito, ora sto per così dire riempiendo di nuovo, ma stavolta me la sto prendendo relativamente comoda, il che mi dà anche l'opportunità di riordinarlo ed eliminare il superfluo. Tra l'altro mi è venuto un po' di mal di schiena, a forza di portare pesi su e giù, perché tra le varie fatiche mi sono dovuta sobbarcare anche quella di portare su in mansarda (cioè per 2 piani abbonanti di scale, dato che vivo in un condominio) un bel po' di scatole di sacche per la dialisi avute da un altro paziente a cui non servivano più: ogni scatola contiene due sacche e pesa più di 10 kg! Devo ancora riprendermi, sono ancora abbastanza acciaccata dopo quella fatica.

Il lavori dell'impianto di climatizzazione sono finalmente terminati e da quello che ho sentito dalle previsioni del tempoc'è anche la possibilità che si debba collaudare presto l'impianto ... il vantaggio di aver fatto questi lavori è che ora finalmente ho l'aria condizionata in tutta la casa, inclusa la mansarda che d'estate era invivibile, mentre prima ce l'avevamo solo nella zona notte. Anche nella zona giorno abbiamo messo un nuovo condizionatore, prima era comunque abbastanza difficile riuscire a rinfrescare quella zona utilizzando il solo condizionatore del corridoio delle camere. Anche quest'ultimo è stato cambiato con uno che consuma di meno. In definitiva, siamo contenti di aver finalmente eseguito questi lavori, l'unico lato negativo e che sinceramente non ho ancora digerito è che il pavimento della nostra camera è stato strisciato spostando l'armadio. :( 

M. ha commentato dicendo che poteva andarci peggio, io la trovo una magra consolazione.

Oggi è il compleanno di M. E naturalmente anche di Cognato / Fratello Gemello di M. Peccato solo che M. lo stia festeggiando in ospedale. In realtà, niente di grave. Oltre alla solita medicazione che M. deve farsi fare un paio di volte a settimana, M. sta eseguendo il test di permeabilità del peritoneo, il PeT, che serve per ottimizzare i tempi e i modi della della dialisi. In precedenza, prima ancora di cominciare la dialisi, ci avevano detto che avrebbe fatto questo test verso gennaio, per valutare se la dialisi manuale, che era il tipo di dialisi inizialmente scelto da M., fosse il trattamento più idoneo per lui. In realtà, poi, una volta iniziata la dialisi manuale ha dato problemi praticamente fin da subito e, forse qualcuno se lo ricorda, abbiamo avuto il "piacere", si fa per dire, di cominciare l'automatizzata proprio il giorno di Natale. E del PeT non si è più parlato per un po', ma era comunque in programma. 

Per eseguire il PeT, M. ha dovuto fare una seduta di dialisi manuale ieri sera a casa, saltare ovviamente l'automatizzata notturna e presentarsi stamattina in ospedale per fare altre sedute direttamente in reparto. II non dover fare la dialisi automatizzata la notte scorsa ha avuto i suoi vantaggi perché M. ha potuto dormire libero dal "guinzaglio" a cui è legato tutte le notti: per chi non lo sapesse, per eseguire la dialisi notturna ci "si attacca" alla macchina, ma poi non è che ci si possa alzare quando si vuole ... è veramente come essere legati a un guinzaglio!

Ha anche significato che per una notte abbiamo potuto dormire veramente al buio ... il monitor della macchina è molto luminoso, praticamente un faro ... beh, no, sto un po' esagerando, però diciamo che se mi sveglio di notte per andare in bagno, di solito non mi serve accendere la luce per orientarmi. 

Inoltre, non abbiamo dovuto preoccuparci di essere svegliati dalla sirena del laghetto, ovvero l'allarme della macchina che avverte il paziente se si è schiacciato il tubo o cose così ... vi ricordate quando non riuscivamo a dormire perché la macchina suonava sempre o comunque per il rumore della macchina nelle sue fasi di infusione e drenaggio, che mi sembrava quello di un'astronave aliena? Nei primi due mesi abbiamo dormito malissimo. E a dire il vero pensavo che non mi sarei mai abituata. Di giorno sembravo uno zombi. Adesso però le cose sono cambiate. Intanto M. ha cominciato ad abituarsi a dormire in certe posizioni che non fanno suonare la macchina. Poi, comunque, anche se suona, adesso ci siamo abituati anche se ci svegliamo, poi risprofondiamo nel sonno sena tanti problemi. Anzi, quasi quasi la macchina ci proteggeva da altri rumori molesti, come quello della signora di sotto che da anni ci sveglia alle 5.50 perché lei, in qualunque stagione, incluso l'inverno quando a quell'ora è ancora buio, a quell'ora deve tirare su le persiane.

Invece, stanotte mi sono svegliata alle 5 per andare in bagno, e poi non sono riuscita più ad addormentarmi, prima perché mi sono goduta il concertino degli uccellini che facevano riunione condominiale sul filo della luce che a pochi metri dalla nostra camera, poi ho sentito la signora che tirava su le persiane (era da mesi che non la sentivo più, proprio perché il
cycler copriva il rumore fatto da lei), poi la sveglia di M. ha suonato e lui si è alzato, e ha avuto voglia a dirmi di continuare a dormire, perché poi mi sono goduta il rumore del camion della spazzatura, poi  forse sono scivolata nel sonno per un po', ma per poco perché alle 7 è suonata anche la mia veglia ed è finita la pacchia. Pazienza.

Non ho ancora avuto notizie di M. se non telefoniche, stasera comunque vedremo di festeggiare un po, magari questo pomeriggio preparo una torta. In realtà, non posso preparare grandi cene perché qualche giorno fa M. ha scoperto che gli si sono alzati nuovamente i livelli di potassio e fosforo. Il che significa dover stare più attenti a frutta, verdura, formaggi e latticini vari, pesce ... un bel po' di cose, non resta molto. Certo, rispetto all'anno scorso le cose vanno molto meglio dal punto di vista alimentare, ma siamo sempre un po' sul chi va là, non è facile trovare un equilibrio.


Come ho scritto all'inizio del post, non avevo ancora pubblicato, stavo finendo di scrivere, quando mi è finalmente arrivata la telefonata di M. che mi ha aggiornato su come sta andando in ospedale. I particolari li racconterò più tardi. In sostanza, la cattiva notizia è che hanno dovuto interrompere il test perché si sono accorti subito che il liquido scaricato era un po' torbido, allora l'hanno fatto analizzare ed è venuto fuori che c'è un principio di peritonite. La causa potrebbe essere anche la stipsi. Fortunatamente, sembra che l'abbiano presa in tempo e che si potrà risolvere senza ricovero, ma si dovrà curare con degli antibiotici somministrati per mezzo della dialisi manuale. Per una decina di giorni o forse 15 M. dovrà interrompere la dialisi automatizzata e fare la manuale. Da una parte tiro un sospiro di sollievo perché si sono accorti dell'infezione in tempo. Dall'altra, però, come immaginate sono un po' preoccupata. Anche l'idea di ritornare, seppure temporaneamente, alla dialisi manuale non mi fa molto piacere, per via di tutti i problemi che ci sono stati nei primi mesi. Tra l'altro, questo "passo indietro" porta anche dei disagi a livello lavorativo perché M. aveva già sperimentato che gli era praticamente impossibile conciliare gli intervalli tra uno scambio e l'altro con il lavoro. Vi aggiornerò nei prossimi giorni.....

Sacca per la dialisi manuale:
contiene 2 litri di liquido

lunedì 30 aprile 2012

Memoria di ferro

Stiamo rivoluzionando i  nostri armadi e uno, quello della camera matrimoniale, lo dobbiamo proprio completamente svuotare, e anche in fretta, perché fra qualche giorno dobbiamo rifare l'impianto dell'aria condizionata e c'è una canalina che passa proprio dietro all'armadio.

Così, riordinando, salta fuori un po' di tutto (niente scheletri però ...).

E tra le altre cose è saltata fuori anche una scatolina piccola con delle scarpine di vernice rosa da bimba ... le scarpine con gli occhietti di quando ero piccola. E dentro alla scatola c'era anche un ciuccetto in caucciù, sempre mio. Tutte cosine che mia mamma ha conservato per ricordo e che poi mi ha dato quando Silvia era piccola.

Ho mostrato le scarpine a Silvia che è andata in visibilio, anche se all'inizio ha pensato che fossero sue...

Poi le ho mostrato anche il ciuccio e le ho detto: "Anche questo era mio, perché tu il ciuccio non l'ha mai voluto, lo sputavi sempre ogni volta che tentavo di dartelo ..."

Silvia ha replicato: "Ah sì, è vero, me lo ricordo ..."

Però, che memoria!

Quanti anni potevo avere
quando usavo queste scarpe? Forse 2 ...

giovedì 26 aprile 2012

Domanda di bimba

L'altra sera, guardando il conto della pizzeria, Silvia ha osservato:


"Ma perché dobbiamo pagare 4 euro e mezzo perché abbiamo mangiato al coperto?!"

La prossima volta cercheremo una pizzeria all'aperto ... vediamo se il coperto non ce lo faranno pagare.


Foto trovata qui

lunedì 23 aprile 2012

Un appuntamento importante

Finalmente sapremo qualcosa di più concreto. O almeno così speriamo.

Domani mattina (martedì) M. ha appuntamento con i chirurghi. Io lo accompagnerò. Ma non sarò la sola a farlo. E' stata richiesta anche la presenza di mia suocera. Era ora.

Questo appuntamento è fondamentale per due ragioni. Come prima cosa, di fatto M. non è ancora stato inserito nella lista d'attesa per il trapianto. Questo colloquio con i chirurghi dovrebbe sancire ufficialmente questo inserimento, o per lo meno è uno step necessario per la procedura.

In secondo luogo, forse ci diranno qualcosa di più preciso riguardo a mia suocera. Per sapere se può essere ritenuta una possibile donatrice oppure no.

Negli ultimi mesi sono stati richiesti a mia suocera alcuni esami a questo scopo. Non nella stessa quantità di M. Ne ha dovuti fare molti di meno e nessuno di tipo invasivo. Ma quando chiedevamo alle dott. del reparto dialisi se lei poteva andare bene come donatrice, ricevevamo risposte molto vaghe ed evasive. In pratica nessuna vera risposta. Non capivamo bene perché, ma dopo un po' avevamo cominciato a intuire che le dott., inclusa la responsabile, forse non volevano sbilanciarsi perchè non stava a loro. Magari l'ultima parola in merito a questa particolare questione la devono avere i chirurghi. Quindi le dott. non potevano pronunciarsi (però, se effettivamente è stato così, ce lo potevano anche dire chiaramente, così intanto la smettevamo tutti quanti di farci certi film). Perché poi noi siamo ancora un po' combattuti. Da una parte c'è il desiderio di trovare al più presto una soluzione per far stare meglio M. Ma dall'altra M. (e anch'io) abbiamo ancora paura di mettere a repentaglio la salute di mia suocera. Abbiamo tanti dubbi e abbiamo bisogno di risposte. Non è per nulla semplice.

Perché la visita con i chirurghi è arrivata così tardi? M. aveva finalmente terminato tutti gli esami entro metà gennaio. Però, poi è venuto fuori, dopo aver fatto la cistografia con pose minzionali (esame simpaticissimo, si fa per dire ...), il sospetto che ci fosse una stenosi dell'uretra e anche un problema di reflusso di urina. Questo avrebbe potuto compromettere l'esito del trapianto (la stenosi in particolar modo, se ci fosse stata, avrebbe dovuto a sua volta essere curata con un ulteriore intervento prima di poter eseguire il trapianto). Così è stato richiesto un consulto con un urologo del reparto di urologia. Ma ci è voluto un po' di tempo prima di riuscire ad averlo. Quando poi il consulto ha avuto finalmemente luogo, l'urologo ha sentenziato che non gli piaceva il modo in cui era stato condotto l'esame (che era stato eseguito nel reparto di radiologia) e così ha fissato una nuova data per fare un esame urodinamico che in pratica comprendeva anche la cistografia.

Dato che trattasi un esame per niente piacevole e l'altra volta M. si è ritrovato anche dolorante e con perdite di sangue, figuratevi i salti di gioia alla notizia di dover rifare tutto daccapo. Poi ci è voluto un po' per avere l'esito ufficiale e sembra dunque sparita la minaccia della stenosi, mentre il reflusso parrebbe esserci, ma sembra che si possa curare, anche se ancora non ci hanno detto esattamente come (ma a questo punto ci viene il dubbio di aver capito male, quindi anche questa è una cosa da chiarire).

Tutto questo lungo percorso ci ha portato a tardo aprile. Speriamo solo di avere almeno alcune delle risposte che aspettavamo.

Nel frattempo, come ho già accennato altre volte, la situazione di M. va un po' meglio con la dialisi. Questo però non significa che i momenti bui non siano sempre in agguato. Ne abbiamo avuto uno anche ieri sera. Il fatto è che basta un minimo dolore o sensazione di malessere. E allora diventa di nuovo tutto nero. M. diventa subito intrattabile. E noi che gli stiamo vicino facciamo ancora fatica a distinguere tra sofferenza e rabbia e malumore. Ogni volta a farne le spese siamo anche Silvia ed io. E ci sono momenti in cui questo è molto pesante, molto difficile da accettare. Sarà perché ci portiamo dietro questo bagaglio di dolore (non solo il suo fisico, ma anche il nostro emotivo) e di paura e di sconforto che ci ha consumato nel tempo. Ogni volta che ci sembra di percorrere finalmente un sentiero di serenità, qualche evento imprevisto, magari anche piccolo, ci fa tornare qualche passo indietro. Poi si risale la china, ultimamente anche abbastanza in fretta, ma la paura è sempre dietro l'angolo.

Foto trovata qui

domenica 22 aprile 2012

La "condizione" del tempo

Il sabato è la giornata dei papà. La maggior parte delle mamme per una volta alla settimana se la prende un po' più comoda e si dedica ad altre faccende mentre i papà portano i figli a scuola e poi all'una li vanno a riprendere.

Nella nostra famiglia ci sono stati molti mesi in cui ho dovuto sobbrarcarmi io anche questa mattina, perché M. stava male o non ce la faceva ad organizzarsi con i tempi della dialisi, quando faceva ancora la manuale.

Da qualche tempo  però siamo tornati alle vecchie abitudini e quindi è M. che porta a scuola Silvia il sabato. Quando la accompagno io Silvia. si sbriga di più e, anche se è tutta una corsa, arriviamo a scuola quasi sempre in orario perfetto, anzi, per lo più riusciamo anche a passare qualche minuto nel cortile d'ingresso prima che suoni la campanella e le bidelle facciano entrare i bambini. Ma quando va a scuola con suo padre, Silvia è quasi sempre in ritardo. Questo perché si muove con la lentezza di un bradipo mentre si prepara e se non viene esortata ogni 20 secondi a finire di vestirsi, lavarsi i denti, mettersi il grembiulino, infilarsi le scarpe, etc., lei ne approfitta, si perde a fare cose che non c'entrano nulla, come ad esempio leggere il Topolino e via dicendo. M. non le dice continuamente di sbrigasi, come invece faccio io, ma quando poi si rende che hanno accumulato un ritardo irrecuperabile, perde improvvisamente la pazienza.

Così anche sabato scorso. Silvia ha perso un sacco di tempo e alla fine era inesorabilmente in ritardo. Suo padre che sembrava non curarsene, alla fine le ha sbraitato contro. E lei candidamente  senza fare una piega ha risposto:

"Ma papà, non puoi arrabbiarti così tanto, perché io in fondo sono ancora una bambina e non ho ancora la condizione del tempo ...." (sì, avete letto bene ...)

Con la sua parlantina che carriera si potrebbe suggerirle per quando sarà adulta?

Foto trovata qui

venerdì 20 aprile 2012

La macchinetta nuova



Ormai ce l'abbiamo da quasi 3 settimane. Solo che ci ho messo un po' prima di decidermi a fare qualche foto da postare qui. Naturalmente, secondo le solite leggi di Murphy che regolano la nostra vita, non ha piovuto praticamente per mesi e si è deciso a piovere appena 3 giorni dopo aver ritirato la macchina nuova... così l'abbiamo subito battezzata e dopo pochi giorni era già sporca.

Quando non avevamo ancora concluso l'acquisto e stavamo ancora conducendo le nostre ricerche, io avevo proposto di prendere una macchina color argento, perché, dato che noi non siamo esattamente come certe persone che lavano la macchina tutte le settimane, mi dava l'impressione che così si sarebbe notato di meno lo sporco ... invece poi per vari motivi che non sto qui a spiegarvi, una volta scelti marca e modello, abbiamo optato per una macchina che avevano in pronta consegna (infatti ce l'hanno data dopo solo una settimana da quando abbiamo concluso l'acquisto) e si poteva scegliere solo tra nero e grigio scuro metallizzato, quindi abbiamo scelto il grigio che ci piaceva di più ... però è scura e lo sporco si vede subito (ma devo dire che è molto più bella della versione argento!).

Comunque, quando M. mi ha fatto notare che era già sporca e che si sarebbe visto nella foto, io ho ribattuto: "Ah, ma non importa, poi la pulisco con Paint Shop Pro ...."

Eh, sarebbe bello se la si potesse pulire sempre così .... un colpetto di grafica et voilà .... quanta meno fatica!!!








Uno dei motivi che ci ha indotto a preferire la Toyota Yaris è la sua dotazione di questo sistema multimediale touch, che noi abbiamo preso completo di navigatore:

Foto trovata qui


Ma non è finita: la nuova Yaris ha anche una telecamerina posta sul retro della macchina che si attiva ogni volta che uno inserisce la retromarcia, e che permette di vedere nello schermo del sistema multimediale gli ostacoli dietro alla macchina. E' una cosa fantastica: ha una qualità dell'immagine incredibile, persino di sera. Per me, che sono davvero negata nei parcheggi, è una cosa utilissima. E poi Silvia quando ha scoperto questo optional ha osservato: "Così si può anche andare all'indietro!"

Esatto, proprio come Herbie il supermaggiolino, che qui potete vedere (anche se in una versione doppiata in greco, ma per ora non mi è riuscito di trovarne un'altra):



mercoledì 4 aprile 2012

Vacanze di Pasqua

Non doversi alzare troppo presto alla mattina e rimanere a letto a poltrire.

Alla sera, poter guardare un film tutti insieme prima di andare a dormire.

Non dover ripetere tutto il giorno: "Silvia, fa' i compiti" (O almeno così si spera.)

Sarà così solo per 5 giorni, ma me li gusterò ...


Foto trovata qui

domenica 1 aprile 2012

Addio ...

Cara vecchia Polo,

ti abbiamo lasciata ieri dopo quasi 16 anni di onorato servizio, abbiamo preso un'altra al tuo posto, ma non ci dimenticheremo di te, cara macchinetta, che una volta ci hai portato in Francia (dove hai forato per la prima volta e un'altra volta fino in Olanda. Ci stava quasi venendo la lacrimuccia ieri, mentre ti portavamo alla concessionaria... sarà perché il giorno prima avevamo guardato Herbie, il maggiolino?
 
PS - Non avrete mica pensato che il titolo del post significasse che voglio lasciare il blog?!

PPS - So che magari qualcuno si chiederà che cosa abbiamo preso in cambio ... questo mistero verrà svelato quanto prima.



venerdì 27 gennaio 2012

Nuova scossa

Un altro mio scatto mattutino con accenni di brina
Anche stavolta ho sentito la scossa di terremoto. I siti dei giornali che ho consultato online riportano come orario le 15:53, io avevo davanti l'orologio radiocontrollato del decoder tv con cui in teoria dovrei guardare i canali stranieri in chiaro, che segnava le 15:54 ... mah!?

Io ero seduta sul divano e ho sentito per prima cosa il divano sotto di me che tremava, poi istintivamente mi sono guardata intorno e i la lampada da terra accanto al divano oscillava, anche i ciclamini sul davanzale erano un po' agitati (ma avrebbe potuto essere anche il vento se non fosse stato per gli altri inequivocabili segnali), ho chiamato Silvia che era su in mansarda da sola a fare i compiti, lei aveva già capito, aveva sentito anche lei la sedia tremare visto la lampada del tavolo e il computer che si muovevano da soli... da brava bimba, come le hanno insegnato a scuola, si è messa sotto il tavolo ... in effetti quando l'ho chiamata, l'ho avvertita, ma le ho detto di restare lì, avevo paura che venisse da sola giù per le scale, anche se il sisma  non mi sembrava così forte al momento, temevo che scendendo per le scale da sola durante la scossa potesse succederle qualcosa. In seguito le ho liberato il tavolo in cucina perché potesse continuare a fare i compiti là, vicino a me.

Era un pochino spaventata quando è venuta giù, l'ho coccolata un po' per rassicurarla. Sono cose che colpiscono, io mi ricordo ancora l'esperienza della prima scossa forte quando c'è stato il terremoto del Friuli nel '76, me lo ricordo come fosse stato ieri, ed ero solo una bambina. Sarà anche per tutto quello che è successo dopo, tutti quei paesi distrutti di cui io sentivo solo parlare in TV e tutti quei morti, ma ero abbastanza grande per capire, oltre al fatto che la nostra classe delle elementari aveva ospitato un bambino la cui famiglia aveva perso la casa nel terremoto e quindi la cosa ci toccava da vicino. Ma tornando ad oggi, dopo 2 minuti esatti dalla scossa, mentre nel frattempo avevo già acceso la tv per sentire se davano notizia della nuova scossa, mio padre mi ha chiamata per accertarsi che ci fossimo accorti della scossa anche noi: lui era quasi eccitato, perché l'altro ieri non si era accorto di niente e aveva dovuto apprendere la notizia del terremoto da altre persone ed era quasi deluso di non aver vissuto questa esperienza in prima persona.

In seguito ho chiamato M.: anche lui stavolta ha sentito la scossa, era seduto nel suo ufficio al quarto piano e ha detto che stavolta non poteva avere dubbi. A dire il vero, se ne è accorta prima una ragazza che in quel momento stava parlando con lui nel suo ufficio, la quale ha esclamato ad alta voce: "Una scossa!", ma M. sulle prime ha pensato di averle dato lui inavvertitamente una scossa e poi ha pensato, ma come, se non l'ho nemmeno sfiorata ... (e meno male!). Poi ha sentito la sedia che si muoveva e ha finalmente capito!

Ora vado e continuo a fare l'aerosol ...

mercoledì 25 gennaio 2012

E siamo già a metà settimana ...

UN'AFFANNOSA RICERCA - Lo scorso weekend e i primi giorni di questa settimana sono letteralmente volati. Sabato mattina l'abbiamo trascorso a fare il giro della città alla ricerca di un regalo per un'amichetta di Silvia che ha fatto la festicciola di compleanno nel pomeriggio. In teoria dovevamo andare a colpo sicuro perché si era già deciso che cosa prendere, su indicazione di Silvia: una bambola della serie Monster High, da noi ribattezzata Barbie mostro ... ma al reparto giocattoli del nostro solito supermercato non c'era, così l'abbiamo cercata praticamente per mari e per monti, alla fine l'abbiamo trovata dall'altra parte della città, ma ormai ero già stressatissima e dovevo ancora far la spesa (il giorno dopo avevo invitato a pranzo i miei) ... tornata al supermercato abituale vicino a casa, ovviamente le solite leggi di Murphy hanno voluto che mentre mi apprestavo a comprare la carne per l'arrosto arrivassero un paio di commesse nel reparto giocattoli e lo rifornissero di tutte le bambole della serie. Che nervoso, ma vabbeh, è un classico, no?

LA GATTA - Nel pomeriggio Silvia è andata alla festicciola, che era una festa in maschera. In teoria avevamo stabilito che avrebbe indossato il vestito da Rosetta, una delle fatine del film di Trilly, acquistato due carnevali fa al Disneystore, nonostante ormai le fosse diventato piccolo (ma almeno ci entrava ancora). Ma all'ultimo momento, mentre mi apprestavo alla ricerca del regalino, ho trovato da Accessorize un cerchietto per capelli con le orecchie da gatto nere e fucsia (o fucchiaz, come direbbe una compagna di danza di Silvia) e una mascherina in paillettes nere che si abbinava bene al cerchietto. Così ho deciso di prenderlo e quando Silvia l'ha visto è impazzita dalla contentezza, perché in questo momento stravede per i gatti e in particolare per il gattino di un amichetto, così, addio travestimento da fatina, benvenuto travestimento da gattina, completato da leggings e maglia neri, con aggiunta di gonna di tulle già usata per Halloween, mancava solo la coda, ma non se ne è accorto nessuno... e per rendere il look da gatta ancora più completo l'ho truccata disegnandole musetto e baffi sul viso. Alla fine Silvia ha indossato gli stivali così ha fatto una perfetta Gatta con gli stivali.

IL FUOCO - Si è occupato M. di portare Silvia alla festa di compleanno (una festa con tanto di mago), mentre io sono rimasta a casa a spignattare per il giorno dopo. Poi alla sera, sono venuti a prendermi e siamo andati a mangiare la pizza con i genitori dell'amichetta che compiva gli anni ed altri amici. Domenica ci siamo alzati tardissimo, io ho finito di cucinare e ho preparato il pranzetto per i miei che poi hanno trascorso tutto il pomeriggio qui. Abbiamo anche acceso il caminetto. Non lo accendiamo spesso, anzi, credevamo che quest'anno avremmo glissato, dato che il caminetto si trova in mansarda dove M. faceva la dialisi manuale ... invece, dato che la dialisi automatizzata si svolge in camera da letto, al piano di sotto, non c'era più motivo di non accendere il caminetto. Ai miei è piaciuto moltissimo sedere davanti al fuoco a contemplarlo.  Anche per noi ogni volta è un'emozione. 

POMERIGGIO CREATIVO - Tra le varie cose BN ha portato a Silvia il fimo e il fornetto per cuocerlo e lunedì pomeriggio Silvia è riuscita a liberarsi relativamente presto dai compiti così ci siamo cimentate a modellare. In realtà ho prima trascorso un'ra abbondante a cercare video e tutorial su youtube per capire come fare, ma alla fine abbiamo deciso di provare direttamente senza l'ausilio di tutorial, anche perché il nostro "laboratorio" era la cucina e non potevo portarmi il pc fin laggiù (il notebook è ancora rotto). Così abbiamo copiato un po' dalle immagini da una delle confezioni di Fimo e abbiamo creato 2 gattini. Silvia ha fatto anche un mazzolino di rose con gli avanzi. Devo ancora dare la vernice all'acqua alle nostre piccole creazioni e fotografarle. Quando l'avrò fatto non dubitate che posterò anche le foto.

ENNESIMA MATTINA IN OSPEDALE - Ieri mattina sono stata in ospedale con M. Io ho avuto un colloquio con una psicologa che dallo scorso dicembre segue M. per dargli un po' di sostegno. Alcuni di voi me l'avevano suggerito, ma a dire il vero ci stavo già pensando e quando una delle dott. del reparto ci ha prospettato la possibilità di incontrare questa psicologa, ho insistito molto con M. finché non si è convinto ad andare... in realtà, tra me, le dott. e le infermiere professionali della nefro non è che gli avessimo lasciato molta scelta. Ieri mattina ha voluto incontrare me. Abbiamo parlato a lungo e l'incontro si è rivelato soddisfaciente. Ci saranno sicuramente altri incontri futuri, anche se per ora non so ancora quando questo avverrà. Nel frattempo M. ha fatto una flebo di ferro che non finiva più ... io avrei dovuto fargli la medicazione con l'aiuto delle infermiere (sto imparando, ma non sono ancora perfettamente autonoma), ma data la lunghezza del trattamento con il ferro, alla fine ho dovuto rinunciare, non c'era abbastanza tempo. Ho dovuto anche telefonare a una mamma di un compagno perché prendesse Silvia a scuola al posto mio perché non ero in grado di arrivare in tempo per l'orario in cui terminano le lezioni. La novità riguardo a M. è che ha avuto l'esito della cistografia che ha fatto un paio di settimane fa e tra l'altro sembra che ci sia un leggero reflusso di urina e forse potrebbe essere stato quello che ha danneggiato il rene. Lì per lì non c'è stato molto tempo per parlare in modo approfondito della questione, ma il dubbio che ci è venuto in seguito è questo, se il rene si è rovinato una volta, se non viene risolto questo problema di reflusso, non potrebbe succedere di nuovo, dopo il trapianto? Adesso, in teoria cerco di starmene tranquilla e di non concentrarmi troppo sulla questione e farmi troppi film a riguardo, ma la verità è che continuo a pensarci e non vedo l'ora di avere la possibilità di parlare meglio con le dott. per farmi spiegare questa cosa. L'altra novità è che siamo riusciti a fissare altri 2 degli esami mancanti tra quelli richiesti per entrare ufficialmente nella lista d'attesa e che M. dovrà farli mercoledì prossimo, poi manca solo la visita dermatologica e dopo di che verrà fissato (spero il più presto possibile a questo punto) un colloquio con dei chirurghi per la valutazione per il trapianto. Sono un po' in fibrillazione anche per questo. 


INFLUENZA? - Finché aspettavo che M. finisse la flebo, ad un certo punto ho dovuto uscire dalla sala dialisi e aspettare nel corridoio e finché ero lì devo aver preso freddo, adesso ho un forte mal di gola, ma nel pomeriggio mi è venuta anche la sensazione di avere la febbre, anche se in realtà l'ho misurata e non ce l'ho. Spero che sia una sensazione momentanea e che mi passi velocemente e che non sia un principio di inflenza. Sento tante persone che che stanno male in questo periodo e non vorrei essermi presa qualcosa anch'io. Comunque oggi mi sentivo così rotta che ho saltato ginnastica e non ho portato neanche Silvia a danza. Il problema della danza è che non ho una mamma di riferimento con cui potermi alternare per portarla.

Terremoto

Si dice che la scossa di stanotte del Veronese sia stata avvertita bene anche qui a Padova. Sarà. Io non l'ho proprio sentita. Certo, ci siamo svegliati lo stesso all'una e qualcosa. Ma era il nostro piccolo sisma privato che ci svegliava, ovvero la macchina della dialisi. Invece ho sentito bene la scossa che c'è stata poco dopo le 9 stamattina. Ero seduta al tavolo della cucina e la sedia ha cominciato a vibrare, ho appoggiato istintivamente la mano sopra il tavolo e anche quello vibrava, ma il lampadario no, era fermo. Fino a quel mpomento non avevo ascoltato le notizie in tv né acceso il pc, così non sapevo che effettivamente c'erano già state della scosse precedenti.  Poi mi sono documentata e ho avuto conferma che non si era trattato di uno scherzo della mia immaginazione. M. non era ancora arrivato nel suo ufficio, che è al 4° piano, così non si è accorto di nulla, ma credo che se fosse stato lì se ne sarebbe accorto eccome. Anche a me un po' di anni fa è capitato di lavorare in un ufficio al 4° piano e di sentire un giorno una scossa di terremoto: era stata particolarmente evidente. E' una fortuna che non ci siano stati danni gravi, speriamo solo che sia un episodio fine a se stesso.

venerdì 20 gennaio 2012

L'inverno si è sbagliato

"L'inverno si era sbagliato" è un romanzo di Louisa Young che ho tentato di leggere qualche mese fa. Nonostante le recensioni decisamente positive che avevo letto su questo libro prima di acquistarlo (e anche dopo), devo confessare che non ce l'ho proprio fatta a completarne la lettura. Non lo so, forse non sono più abituata a letture impegnative, in questo momento della mia vita ho bisogno di letture più leggere. Ho cercato di resistere, ma la lettura davvero non progediva più di qualche pagina al giorno, l'ho trovato pesantissimo, lo stile della scrittura mi sembrava insopportabilmente noioso e indigesto, il linguaggio utilizzato troppo duro e freddo da chiedermi a volte come una donna possa scrivere così e utilizzare certe espressioni o certe immagini così dure e secondo il mio gusto a volte anche volgari. Nessuno dei personaggi è riuscito a catturarmi, la trama non mi ha preso per niente e forse non mi interessava davvero l'argomento, insomma, un disastro totale: come ho detto, ho tentato di resistere, sempre nell'attesa di arrivare a quel punto in cui un libro dovrebbe irrimediabilmente travolgerti e trascinarti con sè al punto di farti dimenticare il mondo che esiste fuori dalle sue pagine e di farti scordare la cognizione del tempo (perché questo di solito mi accade quando un libro mi piace veramente), ma dopo un centinaio di pagine in cui arrancavo mi sono arresa, ho deposto il libro, l'ho classificato come irreparabilmente barboso e non adatto a me e ho deciso di abbandonarlo per sempre.

Insomma, un libro destinato a cadere nel dimenticatoio per quanto mi riguarda, tranne che per il titolo che in questi giorni continua a fare capolino fra i miei pensieri, specie ogni volta che accompagno Silvia a scuola affrontando le intemperie e tornando a casa con la mandibola paralizzata dal gelo.

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Ogni volta che esco penso: "L'inverno si è sbagliato ..." E poi ripenso: "Magari si fosse sbagliato davvero..."

E invece Silvia è incurante del freddo. Un giorno di punto in bianco è sbottata (in un momento qualunque della giornata, in cui in realtà eravamo al riparo dal freddo, al calduccio della nostra casa): "Non è giusto, tutto è ghiacciato, le macchine sono ghiacciate, i giardini sono ghiacciati, le strade sono ghiacciate ... tutto è ghiacciato, ma io che cosa ci guadagno? Niente!!! Almeno nevicasse ... non posso nemmeno fare un pupazzo di neve!"

Nelle scorse mattine stava quasi per essere accontentata, sembrava davvero che nevicasse, venivano giù tanti puntolini minuscoli dal cielo, ma in realtà ne ho discusso con altre persone e in molti hanno obiettato che non si trattava di neve o nevischio che dir si voglia (anche se l'effetto era lo stesso: strade e tetti imbiancati, per tutta la mattina, ieri praticamente per tutto il giorno), ma di nebbia ghiacciata. Alla fine salta fuori che si tratta di neve chimica. Non particolarmente salubre per i nostri polmoni. Avevano ragione quelli che mi dicevano che non era vera neve, dunque (ma non era nebbia ghiacciata, ma smog ghiacciato!). Però avevo ragione anch'io: l'inverno si è sbagliato.


giovedì 19 gennaio 2012

La macchina infernale

I sogni raggiungibili hanno sempre un che di deludente, quando li si raggiunge. Quelli irraggiungibili invece rimangono fantastici, sempre.

by Silvia Ziche

Ok, però per prima cosa bisognerebbe riuscire a dormire per poter sognare ... ah già, forse S. Ziche non intendeva quel tipo di sogni. Ma io mi accontenterei di quelli. Quelli che si fanno ad occhi chiusi, nel tepore del letto, ronfando tutta la notte.

Invece, i miei sogni sono tutti spezzettati e rovinati dall'allarme della macchina della dialisi che suona continuamente. 

Basta che M. si giri e schiacci un po' il catetere oppure anche una insignificante bollicina d'aria nel tubicino (nonostante la procedura di degassificazione, ripetuta periodicamente a scopo preventivo) oppure chissà, ancora non ce lo spieghiamo del tutto, insomma basta veramente poco e quella str**za di macchina, excuse my (half) French, comincia a suonare (e se uso io questo tipo di linguaggio, io che non dico mai parolacce, beh, capite quanto sia veramente esasperata). Ma non un semplice bip, come pensavo erroneamente io prima di avere a che fare con questa macchina. Ma una vera e propria sirena dei pompieri (forse teniamo svegli anche la signora del piano di sotto, ma onestamente chissenefrega, con tutte le volte che ci ha svegliato lei da quando abita qui).

Ho perso il conto di quante volte abbia suonato stanotte. Sei? Sette? Mah, a me sembrava una sirena continua.

Poi quando suona non ti riaddormenti più per il rumore della macchina. Perché la macchina a dire il vero fa diversi tipi di rumore. C'è il ronzio di sottofondo e quello è il meno perché non è tanto diverso da quello di un condizionatore. Ma poi ci sono altri rumori. La macchina funziona come una pompa, a fasi alterne. C'è una fase di infusione del liquido, poi c'è una fase di pausa in cui il liquido resta nel peritoneo per una ventina di minuti, poi un'altra fase di drenaggio in cui il liquido viene scaricato ( e via così per tutta notte, per una durata complessiva di circa 7 ore). Durante l'infusione e il drenaggio, la macchina fa da pompa. Con rumore da pompa, ovviamente. Che nel silenzio della notte è assordante. Poi ci sono anche dei piccoli tonfi che non mi so spiegare che cosa siano, ma se per caso stavi scivolando nel sonno ti fanno tornare subito indietro. A volte c'è anche un sibilo, che fa pensare un po' al rumore di un respiratore oppure all'aspiratore che ti ficca in bocca il dentista ... a volte è un po' inquietante e ha un che alieno, veramente, fa pensare a certi suoni che accompagnano certi film di fantascienza con mostri alieni e roba simile.

E vogliamo parlare del rumore della tanica? Il liquido drenato deve pur finire da qualche parte. Quindi abbiamo dovuto comperare una tanica (da 25 litri!) e ogni sera M. vi inserisce il tubicino dell scarico che esce dala macchina e lo attacca con del nastro adesivo perché stia per così dire fermo, altrimenti il rumore sarebbe ancora peggio ... ma la tanica all'inizio (e in realtà per molte ore) è vuota o quasi vuota, così il liquido che cade nella tanica non fa un rumore delicato, ma un vero frastuono che sveglierebbe anche i morti. Tenendo anche conto che il liquido che scende non è un getto continuo ma arriva un po' alla volta, man mano che la macchina/pompa lo preleva dal peritoneo.

E a volte capita che oltre ai rumori della macchina si aggiunge il marito che russa. Lui ha il sonno un po' meno delicato del mio. Si addormenta prima. 

Quando non era in dialisi, se mi capitava di rimanere sveglia e lui russava, lo spingevo dolcemente (sì, beh, più o meno), lui si girava e a volte smetteva di russare, almeno per qualche minuto; ma adesso, con il catetere nella pancia, non si sa più da che parte toccarlo, quindi mi tocca rassegnarmi.

Tuttavia, anche se si addormenta sempre prima lui, anche lui è disturbato nel sonno, senza contare che è lui quello che deve stare attento a che posizione assume mentre dorme, oltre al fatto che è attaccato ad un tubo collegato a una macchina, come se fosse un guinzaglio,  e che gli tocca persino incollare il tubo suol materasso con del nastro adesivo per avitare che si sposti, sempre nella speranza di non far suonare la macchina. A volte, restiamo svegli anche 2 o 3 ore nel cuore della notte, quando finalmente riusciamo a riprendere sonno e magari sono già le 6 passate, ecco che, per tutte le leggi di Murphy messe insieme, la macchina risuona l'allarme e ci sveglia nuovamente.

Finché eravamo in vacanza in qualche modo poi si recuperava alla mattina, una volta finita la dialisi, ma adesso non è più così. Silvia ha ripreso ad andare a scuola, io la devo accompagnare, M. ha ripreso ad andare a lavorare (dopo quasi 3 mesi di assenza!). Quindi ci si deve alzare per forza. Ma dopo quasi un mese di notti così rasentiamo lo sclero. Io passo la settimana a contare i giorni che mancano alla domenica, quando finalmente posso dormire un po' di più. Purtroppo non sono una che riesce a dormire durante le ore diurne. La pennichella pomeridiana non fa per me. 

L'unico dato positivo è che Silvia non è più di tanto disturbata, lei dalla sua camera, pur adiacente alla nostra, non sembra sentire nulla. Meno male. Solo noi stiamo andando fuori di testa. Continuiamo a pensare che sia una questione di abitudine, ma quanto ci si mette ad abituarsi? Ormai è passato quasi un mese...

Ah, dimenticavo, la macchina si chiama sleep safe, come dire sonni tranquilli ... figuriamoci se non erano tranquilli. Probabilmente a quest'ora ci avrebbero già rinchiusi in un reparto psichitrico.

mercoledì 18 gennaio 2012

Eccomi

Trovata su Vanity Fair
Scusate l'assenza prolungata, negli ultimi giorni ho passato tantissimo tempo a cercare di recuperare i miei vecchi post su splinder, dato che la chiusura della piattaforma è imminente, procurandomi così dei mal di testa icredibili e inenerrabili attacchi di nervoso.

Avevo recuperato qualcosa all'inizio di dicembre facendo un trasferimento su iobloggo, ma non ero riuscita a passare i miei post qui su blogger. Poi nelle settimane precedenti il Natale avevo altri pensieri e così ho continuato a rimandare. Durante le vacanze natalizie non mi sono avvicinata molto al computer se non per cercare ricette o recuperare notizie su film interessanti. 

Passate le vacanze mi sono dovuta decidere, ma mi ci è voluto un po' ... perché nel passaggio, non so spiegarmi perché, molti post si sono persi per strada e non c'è stato verso di trasferirli in automatico, nonostante i miei numerosi tentativi. Così ho dovuto fare un controllo di tutti i post scritti negli ultimi anni (gulp!), one by one, per così dire . E dato che blogger permette anche di predatare ho deciso di ricorrere al sistema del copia-incolla e di pubblicare i vecchi post uno alla volta con le date giuste. Un lavoraccio. Anche perché poi mi sono decisa a fare copia e incolla anche dei commenti. Non la finivo più. Adesso dovrei essere più o meno a posto. I post incollati così sono un po' un pasticcio (ma anche quelli trasferiti col sistema automatico non sono da meno: le categorie sono un po' impazzite, in alcuni casi ci sono commenti doppi e anche tripli), ma pazienza: piuttosto che perderli va bene così ...alcuni post che non si erano trasferiti erano proprio tra i miei post preferiti. Ora spero proprio che blogger non giochi brutti scherzi, perché dopo l'ultima fatica non ci tengo a fare nuovi traslochi.

Per quanto riguarda tutto il resto, il Natale è passato discretamente. Ci sono state un paio di cose che mi hanno fatto stare abbastanza male il 24 di dicembre, ma per ora non ho voglia/tempo di parlarne. Comunque è stata dura riuscire a conciliare i preparativi per il giorno di Natale con quelli per imparare la dialisi automatizzata. La quale è cominciata la notte tra il 25 e il 26 dicembre. Rispetto a quella di prima ci sono stati sicuramente dei vantaggi sia in termini di salute che per quanto riguarda la maggiore libertà durante il giorno, ma naturalmente non è che sia tutto rose e fiori, ma anche di questo vi parlerò.

Diciamo che ci sono stati periodi peggiori. Ma anche periodi migliori. Però è meglio non lamentarsi, no? Prima di dover rimpiangere di averlo fatto ...

Vi ringrazio di tutti i vostri numerosi commenti (anche quelli scritti nei miei post vecchi di splinder dopo che si sono appena trasferiti qui ... mi sono chiesta se chi li ha scritti si è accorto che non si trattava di post veramente recenti). Se ci riuscirò a qualcuno risponderò, anche se in ritardo.

E quanto prima pubblicherò altri post con aggiornamenti su come procede la mia vita negli ultimi tempi. A parte i fastidi causati dal trasferimento splinder-blogger, ogni volta che ho voglia di mettermi a scrivere e a raccontare le ultime novità, c'è sempre regolarmente qualche impedimento do natura pratica che mi trattiene dal farlo. Dunque, a presto, speriamo ....

giovedì 22 dicembre 2011

Bastonate

Sorvoliamo sul fatto che le ultime due settimane sono state orribili.

Sorvoliamo sul fatto che la scorsa settimana ho dovuto subire tanti sbalzi di umore da parte di M. che alla fine sono scoppiata e letteralmente fuggita (nel senso che me ne sono andata di casa per qualche ora senza dare più mie notizie agli altri due componenti della mia famiglia).

Glissiamo sul fatto che la settimana scorsa M. è stato indubbiamente male e che ci sono stati un sacco di problemi su come gestire la dialisi.

Non approfondiamo il fatto che è venuto fuori che M. sbagliava un passaggio della procedura e quindi continuava ad incamerare aria nel peritoneo, che forse era per questo che non ultrafiltrava abbastanza, che magari era anche per questo che ad ogni seduta di dialisi gli venivano dei dolori insopportabili alle scapole e al collo e che alla fine questo forse era dovuto all'aria che saliva verso l'alto.

Non parliamo del fatto che M. ha dovuto trascorrere le giornate in ospedale tutta la settimana perché, novità, hanno cominciato ad addestrarlo per la dialisi automatizzata (quella che si fa di notte con la macchina: solo che lui ha dovuto farla di giorno per poter imparare). 

Sorvoliamo sul fatto che in questi giorni per certi versi mi sento single, che penso che il Natale persino per me che non sono religiosa, non sia solo un giorno, ma un periodo in cui poter condividere in famiglia certe esperienze (i preparativi, gli addobbi, i regali e così via) e trarre godimento da quersto aspetto, e che invece sono da sola anche in questo e mi pesa, che alla notte ho ripreso a non dormire, che devo ancora fare un sacco di cose per il giorno di Natale e quello di Santo Stefano, che non ho ancora incartato nessun regalo, che non so come farà BN a stampare la lettera che ogni anno scrive a Silvia la notte di Natale, dato che la mia stampante ha qualche problemino, che devo ancora finire il presepe (mancano un po' di luci e le montagne), che devo prepare un sacco di cose da mangiare, che devo fare un nuovo raid al super e che mi viene male al solo pensiero (dovevo andarci oggi, ma alla fine non ce l'ho fatta), che da sola non riesco ad attaccare la ghirlanda sulla porta, che mi sento stressata, che stamattina mi sono svegliata col mal di testa ... sorvoliamo pure su tutto questo.


Parliamo solo delle bastonate.

Bastonata #1: Ieri abbiamo avuto la notiziona che questo weekend si comincia ... dopo l'addestramento con la macchina, diremo addio alla dialisi manuale, almeno per ora, e M. comincerà ufficialmente quella automatizzata a casa. Non fraintendetemi. Non è che io in qualche modo io non mi augurassi che si arrivasse prima o poi  a questa soluzione. La dialisi automatizzata notturna significa avere molta più libertà durante il corso della giornata. Quando ci avevano chiesto di prendere una decisione e avevamo valutato tutti i pro e i contro, M. aveva deciso per la manuale, che sembrava la più fisiologica e naturale. Io se devo dire la verità avevo paura di avere una macchina in camera nostra tutta la notte, ma nello stesso tempo avevo l'impressione che fosse la soluzione migliore. Però, tra tutti i periodi in cui avremmo potuto cominciare, proprio il giorno di Natale? (Come se non ci fossimo già rovinati l'anniversario di matrimonio .... a questo punto mi viene da chiedermi che cosa ci riserva il Capodanno). Avranno sentito che vanno di moda i regali tecnologici e noi non aspettavamo altro che di trovare una macchina per la dialisi sotto l'albero. Naturalmente, bisogna mettersela via. Non c'è possibilità di obiezione. La salute innanzitutto (solo quella fisica di M. però: la mia mentale sta andando a ramengo). Così, domani verrà qui un infermiere specializzato della Fresenius e M. far, di giorno, la dialisi automtizzata con l'aiuto dell'infermiere. Dopo domani si fa il bis. Sempre con l'infermiere. E poi, presumo che la notte tra il 24 e il 25 potremo aspettare relativamente tranquilli l'arrivo di BN, mentre M. farà la prima dialisi notturna tra il 25 e il 26. Ero anche molto preoccupata l'aspetto organizzativo di questo nuovo tipo di dialisi. Ovvero ... il tavolino che avevamo preso appositamente per la dialisi manuale non va più bene, perché è troppo grande per lo spazio ridotto nella nostra camera. Inoltre sarebbe meglio avere un mobile con le rotelle, dato che sarà necessario poterlo spostare per fare le pulizie. Ho appena scoperto che servirà anche una tanica (presumo per il liquido di scarto). Forse potremo riciclare provvisoriamente un mobiletto che uso per la stampante. Spero che non ci siano ostacoli perché non ho voglia di correre nuovamente all'Ikea proprio alla vigilia di Natale....


Bastonata #2: Dopo aver sentito la novità, mia mamma mi ha proposto di annullare il Natale a casa mia. Quest'anno ero abbastanza contenta perché a parte la fatica fisica di organizzare il tutto a casa nostra, se non altro mi ero liberata dello stress di dover decidere a chi dare la priorità (ogni anno c'è il dramma di decidere se passare il Natale con la mia famiglia o quello di M. e finisce c'è sempre qualcuno che si lamenta: ho cominciato ad odiare festività natalizie per questo e a sognare di poter prendere il volo e trascorrere il giorno di Natale in un'isola sperduta, lontana da tutti e irraggiungibile). Quest'anno, con i tempi della dialisi manuale, M. non poteva permettersi di andare da nessuna parte, così ho proposto alle nostre famiglie di venire a turno a casa nostra. Non sarebbe stato possibile comunque unire le famiglie perché saremmo stati in troppi. Conoscendo la nostra situazione, i nostri familiari si sono adeguati senza opporre alcuna obiezione. E' stato un grande sollievo per me. Soprattutto vedere che sono stati tutti comprensivi e che nessuno ha avuto da ridire. Fantastico. Almeno una cosa positiva in mezzo a tutto questo. Ma poi mia mamma ieri mi ha detto:"Annulliamo tutto!" Ha sollevato 1000 obiezioni alla prospettiva di continuare con i nostri piani, dal problema igiene al problema stress. Vi dico la verità, come al mattino quando avevo ricevuto la prima bastonata, ho fatto la spesa quasi piangendo, ieri mi veniva da piangere al telefono mentre parlavo con mia mamma. Le ho detto che per quanto fosse faticoso fare il Natale a casa nostra, per me era molto più stressante l'idea di dover rinunciare, che sarebbe stata una grande delusione anche per Silvia che era eccitatissima all'idea che tutti i nostri familiari venissero a festeggiare il Natale a casa nostra, che per noi sarebbe stato molto più faticoso doverci trasportaree fin là con tutte le nostre cose... All'inizio mia mamma non voleva sentire ragioni, quando ho chiuso la telefonata sono scoppiata in pianto, ma ero anche da sola in quel momento (M. non era ancora tornato dall'ospedale, Silvia a danza), mi sono sentita davvero sconsolata, poi ho anche quasi sfondato l'armadio della stanza di Silvia in un attacco di isterismo (ecco, proprio una di quelle cose che farebbe M. e che io non riesco più a tollerare). Poi quando M. è arrivato si è accorto dello stato in cui ero. Ma è stato bravo. Mi ha ascoltata. Ha ascoltato tutto e mi ha capita. Ha persino detto di essersi reso conto che negli ultimi tempi era troppo concentrato su se stesso da trascurare quello che stavamo passando noi. Più tardi ho richiamato mia mamma e le ho detto che comunque per noi era più destabilizzante cambiare i nostri programmi. Ha preso atto. Alla fine resta tutto come prima. (Capisco comunque che mia mamma si sentisse in dovere di sollevarmi da un peso).


Bastonata #3: Per anni ho considerato il Natale solo una grande rottura di scatole. In parte, per i motivi spiegati prima. Da quando è nata Silvia le cose sono un po' diverse. E quest'anno in particolare. Perché nonostante tutti i miei preconcetti nei confronti di questa festa, anche di tipo religioso, se c'è una cosa che adoro del Natale è tutta la storia di BN, il vecchietto con la divisa rossa e la barba bianca. E tutta la pantomima che organizziamo la sera della vigilia. Prepariamo i biscotti, ne mettiamo un piattino vicino al caminetto, con un bicchiere di aranciata (molti ritengono che BN preferisca il latte, noi invece crediamo che gli piaccia di più l'aranciata). Lasciamo lo sportello del caminetto aperto, altrimenti BN come fa ad entrare? BN arriva durante la notte e al mattino dopo Silvia trova solo le briciole sul piattino, il bicchiere vuoto e una lettera di ringraziamento. Assieme ai doni, naturalmente. Ma Silvia ha 9 anni. Per quanto potrà durare ancora la pantomima? Ogni anno temo che sia l'ultima volta. Quest'anno ho anche rischiato grosso perché Cognata ha dato per scontato (non so in base a quale informazione in suo possesso: o sa qualcosa che io non so) che Silvia sappia già tutto della vita e anche quindi delle cose che riguardano BN, così un po' di giorni fa stava per smaronarmi parlando dell'argomento con Silvia che si trovava a pochi metri da noi (fortunatamente distratta da un cartone!). Ogni anno, poi, proibisco a tutta la famiglia di guardare film a soggetto natalizio (e anche i telegiornali, pericolosi anche quelli) perché temo che Silvia scopra qualcosa che non deve scoprire, anche perché, diciamocelo, ogni film propone una versione diversa, nemmeno i collaboratori di BN hanno la decenza di avere lo stesso nome una volta per tutte: una volta si chiamano elfi, un'altra folletti, come può essere credibile tutto questo? Persino in un corto dell'Era Glaciale instillano il dubbio. Manny non crede nell'esistenza di BN. Come dire, se per caso ci credevate ancora, ci pensiamo noi adulti a farvi venire il dubbio. E poi c'è il fatto che Silvia ha cominciato ad avere delle cognizioni geografiche un po' meno vaghe (anche se proprio poco fa mi ha chiesto se Vienna era vicina a Rosolina... perché ogni volta che andiamo a Rosolina il nonno organizza una gita a Vienna ... in realtà Silvia confonde Vienna con Ravenna, che comunque non è proprio vicina a Rosolina). Dunque ha cominciato a chiedersi come faccia BN a consegnare i regali in tutto il mondo in una sola notte. Insomma, questo potrebbe essere l'ultimo Natale in cui BN ci farà visita durante la notte. Ho letto di recente un articolo su Vanity Fair che sostiene che per i bambini il passaggio dal credere al non credere in BN non è traumatico, il trauma ce l'hanno solo i genitori. Può essere. Effettivamente io non sono ancora pronta per abbandonare questa tradizione. E veniamo alla bastonata. Ieri mia figlia mi ha chiesto se BN esiste per davvero. Io le ho risposto naturalmente, certo che esiste. Il problema è che le sue compagne le hanno detto che non è vero che esiste e che i regali li comprano i genitori. Me la sono cavata dicendo che se spera che io le abbia preso qualcosa, resterà delusa e non riceverà nulla, perché io non ho proprio avuto tempo di andare a cercarle un regalo, con tutte le cose che ho da fare in questi giorni. Spero di essere stata abbastanza credibile, anche se mi sono sentita un verme nel darle questa risposta. Comunque la domanda di Silvia è stata un'ennesima bastonata. Una domanda che ho temuto per anni. Peggio della domanda su come nascono i bambini. 

Credo di aver ricevuto abbastanza bastonate per il momento. Sono depressa e arrabbiata. E non vorrei più dover sentire (perché tra ieri e oggi mi è capitato per ben tre volte di ricevere commenti del genere - no, Irma, se per caso ti dovesse venire l'impulso di leggermi, non da te, anzi, da te ho ricevuto comprensione, che mi ha fatto capire che in fondo non sono un'extraterrestre se a volte penso un po' a me stessa e ai miei personali sentimenti) che devo pensare solo al bene di M. e che questa dev'essere la mia principale preoccupazione. Voglio avere il diritto di sentirmi arrabbiata per come vanno le cose, perché le cose non vanno mai per il verso giusto, voglio avere il diritto di essere depressa e stressata senza sentirmi un'egoista come se non mettessi al primo posto tra le mie priorità la salute di mio marito. Voglio parlare con qualcuno che mi capisca e che mi dica, sì, non sei in torto a pensarla così, in questo momento la vita ti sta trattando da schifo, non è solo M. la vittima di questa situazione, hai tutte le ragioni ad incavolarti con la vita, col destino o chi per lui. Ecco. Solo questo.

martedì 20 dicembre 2011

L'autunno se ne va ...

... e lascia posto all'inverno. 

Stamattina mentre portavo a scuola Silvia era tutto ghiacciato, le macchine, i tetti, il cancello del giardino, i bidoni della spazzatura fuori del cancello e naturalmente la mia mandibola. Ancora un paio di giorni e poi l'inverno ufficializzerà il suo arrivo.

Qualche giorno fa ho fotografato le foglie giallo oro di un albero del vicino che si affaccia nel mio giardino. Ho fatto appena in tempo perché poi è arrivato un vento gelido e forte come una Bora e le ha spazzate via tutte.
Cliccare per ingrandire.
Se cliccate col destro la potete vedere ancora più in grande ..

Volevamo raccogliere anche le foglie rosse degli alberi che troviamo nei viali del mio quartiere per fare dei lavoretti da attaccare alla porta, ma tra una cosa e l'altra non ci siamo più riusciti e non abbiamo avuto nemmeno più il tempo di preparare qualche lavoretto per Natale. 


Mentre l'autunno cede il passo all'inverno, continuiamo a correre tra un negozio e l'altro, passiamo molto tempo in ospedale (ieri, oggi, domani ...) , ci prepariamo al Natale con un pochino di ansia perché troppe cose sono da fare e rimane il dubbio se riusciremo a farle tutte. Perciò non riesco a scrivere lunghi post come invece vorrei (nella testa ho tanti pensieri che vorrei mettere per iscritto, ma forse molti dovranno rimanere lì o si dissolveranno lasciando poche tracce di sé), per questo non riesco a commentare regolarmente in tutti i blog come invece mi piacerebbe, ma sono sicura che non me ne vorrete, anche perché magari vi trovate in una situazione simile alla mia.


mercoledì 14 dicembre 2011

Momento di panico

Per una volta non si tratta di qualcosa dovuto alla salute di Marito. Certo è che lo stress emotivo di questo ultimo anno con tutti i problemi che abbiamo dovuto affrontare non mi aiuta molto a tenere la testa attaccata sulle spalle. 

Premessa: ve l'ho già raccontato che quest'anno Natale si festeggia a casa mia? Per la precisione offrirò due feste/pasti di Natale, uno con la mia famiglia il pomeriggio e sera di Natale con incluso buffet di cose sfiziose e l'altro a pranzo il giorno di Santo Stefano con i parenti dalla parte di M.. Per forza, non c'erano alternative, col fatto che M. è inchiodato qui a fare la dialisi. Comunque, per fortuna non dovrò preparare tutto io, ma verrò aiutata, però ho dovuto decidermi a cominciare a fare un po' di spesa, per non trovarmi all'ultimo e anche per iniziare a preparare qualcosa da mettere poi in congelatore e tirare fuori al momento opportuno.

Così, oggi ho dovuto farmi forza e affrontare l'incubo della megaspesona. Avevo così tanta roba da comperare (considerato anche che nei giorni scorsi avevamo dato fondo alla dispensa) che ho ritenuto opportuno suddividere la spesa in 2 parti. Prima parte: cose che non vanno in frigo/congelatore. Seconda parte: tutto il resto. Anche perché non sarei riuscita a far stare tutto in un solo carrello. E poi perché quando ti ritrovi alla cassa con troppa roba e hai la gente dietro che aspetta il suo turno, è molto più difficile gestire il tutto se sei da sola. La spesa grossa andrebbe fatta sempre in 2, ma io mi ritrovo sempre da sola e, specialmente ora che M. non sta bene, non è che abbia altre possibilità.

Perciò, ho fatto una prima spesa e ho portato tutto alla cassa e poi in macchina e poi sono tornata dentro all'ipermercato  ho fatto la seconda. Non avete idea di quanti sacchetti ho riempito (che poi me li sono dovuti portare su tutti in casa da sola: il mio appartamento si trova al primo piano e mezzo, ma se scarico la spesa in garage, i piani diventano 2 e meno male che quella volta che mia mamma mi ha suggerito di rifare la cucina spostandola in mansarda non le ho dato retta, sennò i piani adesso sarebbero 3!). E non vi dico quanto ho speso, perché mi vergogno pure a dirlo .... beh, mi consolo pensando che erano inclusi anche un regalo di Natale, nonché tutte le salviette/sottopiatti/bicchieri etc. per il buffet natalizio, tutta roba abbastanza costosa. 

Comunque, dopo la seconda spesona, che era più abbondante della prima (benché equivalente dal punto di vista economico), quando mi sono incamminata verso le scale mobili del centro commerciale ed avevo già percorso qualche decina di metri, mi è venuto un flash, ho tirato fuori il portafogli e ho cominciato a cercare la carta di credito (a dire il vero all'inizio cercavo le chiavi della macchina) e - panico! - non riuscivo a trovarla. La tengo sempre dentro a una bustina di plastica della banca per non smagnetizzarla e per trovarla subito quando serve (sì,  vabbeh, si fa per dire!), ma lì non c'era. Allora ho cominciato a frugare nelle altre tasche del portafogli e nella borsa per scoprire se inavertitamente l'avevo messa nel posto sbagliato e invece no, non c'era da nessuna parte, ma tra quei meandri che costituiscono il labirinto della mia borsa, non ne ero nemmeno sicura. 

Sempre continuando a cercare con una mano e con l'altra spingendo il mio megacarrello da quasi 1 quintale di peso o giù di lì, ho cominciato a farmi largo tra la folla (beh, forse non era una folla, ma in quel momento così mi è sembrato: sempre quando hai fretta ti si parano davanti un sacco di ostacoli!) e mi sono precipitata alla cassa dove avevo pagato la spesona ... intanto immaginavo il peggio, cioè che qualcuno mi avesse già sgraffignato la carta e avesse già prosciugato il conto in banca. Quando sono riuscita ad arrivare alla cassa, ho visto subito che dovevano essere passati già 3 o 4 clienti dopo d me, brutto segno. Ho chesto al cassiere e miracolo, lui mi ha indicato la mensolina della cassa dove si appoggiano i soldi, il resto o lo scontrino e la carta era lì! Nessuno l'aveva presa e a dirla tutta, secondo me anche il cassiere si era accorto in quel momento che la mia carta era lì. Fiuuu, che fortuna. Sì, ma che spavento! Devo ancora riprendermi. Vabbeh, mentre ci penso, vado a preparare il ragù per il pasticcio ...

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