giovedì 7 aprile 2011

Il "non studio" e lo "stress da studio"


Sto leggendo questo saggio che si intitola “Togliamo il disturbo” di Paola Mastrocola. Sottotitolo: “Saggio sulla libertà di non studiare”. Già questo è tutto un programma. Paola Mastrocola è un’insegnante di lettere di un liceo di Chieri e il suo libro descrive un quadro apocalittico della situazione media degli studenti delle superiori. In poche parole dice chiaramente che gli studenti di oggi non hanno voglia di studiare, preferiscono fare altro (a partire dai giri in motorino al chattare su facebook passando per tante altre variabili), non sono in grado di scrivere perché mancano loro le basi anche più elementari della grammatica (non parliamo nemmeno dell’ortografia, ma tanto a che serve conoscere l’ortografia se ormai si scrive quasi esclusivamente con il pc dove esiste il correttore ortografico che ci risparmia la fatica), quelle basi che avrebbero appunto dovuto ricevere nel corso degli 8 anni di scuola precedenti le superiori, quindi non sono in grado di formulare pensieri o idee sui testi che leggono, anzi, apparentemente non sono nemmeno in grado di comprendere questi testi perché oltretutto manca loro un’educazione alla lettura (i ragazzi di oggi preferiscono altro alla lettura, "al massimo leggono i libri dei vampiri”, per citare testualmente). Solo pochi studenti emergono da questa massa informe e si distinguono dagli altri.

Da quanto leggo questo saggio ha ricevuto molte critiche di persone (genitori scettici, professori che vantano esperienze diverse, forse ex adolescenti che non si riconoscono nella descrizione) che non la pensano come la Mastrocola. In effetti lei stessa lo dichiara subito: in molti non la pensano come lei e hanno una visione diversa della situazione. Ed io, che a dire il vero per ora ho letto solo pochi capitoli, resto allibita, ma allibita dalla paura che tutto ciò che la Mastrocola dice possa essere vero. In realtà nemmeno io ho un passato da studentessa modello. Non passavo tutto il giorno china sui libri, molto spesso disertavo i miei doveri di studentessa, mi sono presa il mio bel malloppo di insufficienze e sono stata rimandata a settembre, però credo di non essere mai arrivata ai livelli descritti dall Mastrocola. Se non altro mi piaceva davvero leggere e anche libri di letteratura  (anche se da adulta i "libri dei vampiri" li ho letti anch'io! Non li ho apprezzati fino infondo però.) e in qualche modo l’ortografia l’ho imparata, tant’è che mi rifiuto ancora di utilizzare abbreviazioni da chat e da sms. Sono però terrorizzata dall'idea che Silvia un giorno possa far parte di questa schiera di non studianti, così come li definisce la Mastrocola.

Così, l'altro giorno doveva studiare l'homo sapiens. Anzi, ad esser più precisi, l'homo sapiens sapiens. Ed io l'ho stressata fino allo stremo perché volevo che mi ripetesse tutto quanto da sola, senza l'imbeccata da parte mia (abbiamo finito verso le 9 di sera!). "Fa finta che io non sappia nulla di questo argomento e che tu debba spiegarmi tutto dal principio. E senza errori o esitazioni o altrimenti ti faccio ricominciare da capo." "Ma il maestro ci fa le domande e si accontenta se rispondiamo a quelle ...." afferma lei. "Non importa" ribatto io. "Intanto, anche alle domande rispondi con poco più che monosillabi, ti interrompi continuamente, ti distrai e le cose te le devo tirare fuori io con le pinze .... e poi sia il maestro di storia che le altre maestre ai colloqui individuali e alle riunioni ci hanno detto che dovete cominciare ad impare ad organizzarvi un discorso. E questo non ti serve solo per la terza elementare, ma è una cosa che devi imparare a fare perché ti servirà anche più avanti ..." "E Silvia, annoiata, mi interrompe: "Sì, lo so, alle medie ... alle superiori ..." "Ma non solo: anche nella vita, nel mondo del lavoro, ti servirà essere in grado di fare un'esposizione di fatti e concetti e bisogna cominciare fin da adesso ad imparare a farlo ...."

Mio marito è d'accordo con me, ma pensa anche che io sia un po' esaurita. Solo un po'? In realtà sono molto esaurita. E consapevole di esserlo. Sto contanto i giorni fino a quando terminerà questo anno scolastico. Ho bisogno di riposo. Quest'anno è stato più che mai difficile. Intanto abbiamo capito che 2 attività sportive sono improponibili. Ma ormai le abbiamo cominciate e cerchiamo di portarle a termine. Ci facciamo almeno un pianto a settimana per lo stress (cioè se li fa
Silvia, ma tante volte vorrei piangere anch'io), perché passiamo tutto il tempo libero (cioè non occupato da impegni sportivi) a studiare, a volte ci ritroviamo a studiare anche di sera, anche dopo le 9 e non ne possiamo più, né l'una né l'altra (e noi genitori ci chiediamo se tutto questo è normale in terza elementare). Non abbiamo più tempo per fare altro, una volta riuscivamo a ritagliarci del tempo per fare cose banali e rilassanti come giocare con la plastilina o la pasta di sale, dipingere, cuocere i biscotti, adesso cose così non le facciamo più, non c'è neanche più tempo per vedere gli amichetti, perché sono tutti impegnatissimi anche loro e i nostri orari non coincidono.

Dipende da noi che non riusciamo ad organizzarci o dipende anche da altri? Dagli insegnanti magari? Non è così inverosimile: non sono l'unica mamma che si lamenta dei compiti e dello stress della propria figlia. I bambini stanno ad esempio a casa 2 giorni per le vacanze di Carnevale e si ritrovano una marea di compiti da fare, sicché si finisce per passare non solo i pomeriggi, ma anche le mattine a studiare, anziché andare a divertirsi... ma le vacanze non dovevano essere concepite per riposare?



 



E poi ci sono le verifiche ... ma questi insegnanti non ce l'hanno un registro dove scrivere il programma delle verifiche, in modo tale di non mettere 5 verifiche di 5 diverse materie tutte nella stessa settimana e magari non 2 nello stesso giorno? Non si possono coordinare  un po' tra di loro, anche nell'assegnazione dei compiti?  Quando  andavo a scuola io avevo un'unica maestra. Era comprensiva nel gestire la situazione e se ci dava tanti compiti di matematica per il giorno dopo, magari  non ce ne dava altrettanti  di  italiano. Insomma,  riusciva a diluire un po' la mole totale dei compiti, eppure, se alle  superiori ero un po' lavativa, alle elementari non lo ero e prendevo ottimi voti, questo significa che dire che studiavo. E poi facevo tutto da sola, mia mamma non doveva stare lì a controllare tutto quello che facevo. Certo, sono stata seguita, i miei genitori non si dimenticavano di me ed esercitavano un controllo, ma dai miei ricordi e anche a detta di mia mamma, io mi arrangiavo molto di più rispetto a mia figlia.

Però, ho anche presente un altro passo del libro della Mastrocola in cui si parla di una sua amica che lei un pomeriggio va a trovare e che trova indaffarata a "far studiare" la figlia adolescente. Naturalmente, viene messa in risalto l'assurdità di questa situazione. Anche questo capitolo ha colpito nel segno. Infatti, mi terrorizza l'idea di dover continuare così per altri 10 anni... di dover continuare a lavorare io per Silvia.

A parte che probabilmente prima o poi non credo che sarò più in grado di farlo. Insomma, per ora riesco ancora a seguirla con la matematica, ma arriverà il momento in cui non ne sarò più capace. Ad esempio, chi se la ricorda più la formula per la radice quadrata o quella per risolvere le equazioni di secondo grado? Non so mia figlia un giorno dovrà studiare latino, ma a parte la declinazione di rosa rosae
e il paradigma di fero, non mi ricordo molto altro. Non parliamo, poi, del greco.

Ci sono genitori che affrontano già da adesso queste difficoltà.
Con l'inglese, ad esempio. Alcuni di loro non l'hanno studiato (perché per la nostra generazione non era obbligatorio), o semplicemente non l'hanno imparato nonostante lo studio o l'hanno dimenticato. Io sono avvantaggiata perché l'inglese lo conosco bene e non solo a livello lessicale, ma anche morfologico e sintattico e ad esempio sono in grado di spiegare  a mia figlia perché si usa una forma verbale piuttosto che un'altra o cose del genere (e in certe occasioni ho verificato di saperne anche di più della maestra!) e se un giorno mia figlia dovesse studiare il tedesco (cosa possibile, dato che per ora è la seconda lingua che viene insegnata nella scuola media del mio quartiere), sarei in grado di assisterla anche con quella, ma posso già immaginare le difficoltà che potrebbero avere molti altri genitori (per non dire che non tutti hanno a disposizione il tempo che ho io, ci sono genitori che tornano a casa troppo tardi per potersi occupare dei compiti dei figli).



 Il punto è che gli alunni dovrebbero essere messi in grado di essere autonomi nello studio, invece molte (il più delle?) volte non lo sono. Colpa di chi? Della loro stessa pigrizia? Forse e molto spesso probabilmente è così. Dei genitori che non tagliano il cordone ombelicale che li lega ai figli e li abituano ad essere serviti in tutto, anche nei compiti? Certo, anche questa spiegazione funziona e io stessa mi sento in parte colpevole in questo senso. Oppure, colpa degli insegnanti? Purtroppo, funziona anche questa teoria. Alcune volte è anche colpa loro. Comunque, mio marito me lo ripete spesso. Non devo abituare troppo mia figlia a fare conto su di me per fare i compiti, altrimenti si sentirà sempre insicura se non ha accanto la mamma (o il papà) che la aiuta. Ha tremendamente ragione.

Mentre ero qua a scrivere lamentandomi dello stress da studio (che oltretutto in questo momento non è l'unica fionte di stress nella mia vita) Silvia era a scuola senza insegnante di inglese e scienze, con una supplente occasionale che fortunatamente non ha dato loro compiti ... e nelle ore di supplenza Silvia è riuscita anche a portarsi avanti con i compiti di italiano, così non deve fare nemmeno quelli (che sarebbero stati per lunedì). Che fortuna! Così potremo riposarci per una volta! Ma doveva proprio ammalarsi un'insegnante (o comunque essere assente, non sappiamo se per malattia) per poterci godere (entrambe) un po' di meritato riposo?

 

mercoledì 3 novembre 2010



Stamattina appaena alzata quando vado in bagno la prima cosa che faccio è tirare su la persiana e controllare fuori dalla finestra. Tutto a posto. Le macchine nel parcheggio dietro a casa nostra sono ancora lì. Non stanno galleggiando chissà dove. E questo è già un buon segno. Mentre sono in bagno sento la sirena di un'ambulanza. La strada che dal centro porta verso casa mia è molto, molto trafficata ed è all'ordine del giorno sentire sirene di ambulanze o polizia, ma stavolta è diverso. Il canale che separa il mio comune da quello di Padova è a rischio esondazione già da 2 giorni e così anche il Bacchiglione, il nostro fiume.



Ieri mattina avevano chiuso il ponte sul canale ed era impossibile passare. Nel pomeriggio l'hanno riaperto e il marito si è arrischiato ad andare al lavoro, ma la mattina l'ha passata a casa. Anche le scuole del mio comune sono chiuse, già da ieri. Il sindaco aveva emesso un'ordinanza di cui io però non ero al corrente. Abbiamo trascorso la giornata del 1° novembre a casa dei miei (che abitano in centro), non abbiamo guardato la tv, solo mio padre l'ha guardata e ci ha comunicato che Vicenza era già andata sotto acqua. Tornando a casa alle 10 di sera siamo passati ignari sopra il ponte. Non ci siamo accorti che il livello del canale si era alzato pericolosamente o forse a quell'ora la situazione non era ancora così preoccupante.



Durante la notte la è cambiato qualcosa. Al mattino c'era già l'ordinanza del sindaco che comunicava la chiusura delle scuole, ma noi, disinformati cronici, non ne sapevamo nulla. La rappresentante di classe ci ha inviato un SMS alle 8.45, ma noi eravamo talmente presi a preparaci che non ce ne siamo accorti (anche se per una volta il mio telefonino era già acceso). Dato che pioveva tanto, il marito ha portato Silvia a scuola in macchina (in realtà andiamo quasi sempre a piedi perché si tratta di un percorso di un paio di centinaia di metri, non vale davvero la pena di farlo in macchina se il tempo atmosferico non è catastrofico), ma arrivando lì ha scoperto che tutte le scuole erano chiuse (abbiamo elementari, medie e superiori) e il nonno vigile che di solito fa attraversare i bambini e che comunque si era presentato per svolgere il suo compito ha detto ai pochi studenti presenti di tornare a casa.



Marco è rientrato in casa da solo, lasciando Silvia sull pianterottolo. Io non mi sono stupita di nulla, nel vederlo rientrare senza di lei, perché ancora ignoravo la situazione. Dopo qualche minuto hanno suonato il campanello ed io , ancora in pigiama, sono andata a guardare dallo spioncino della porta, ma nella penombra del pianerottolo non vedevo bene chi c'era dall'altra parte, mi sembrava uno gnomo, ma quello gnomo aveva un'aria familiare ... ho aperto la porta e mi sono ritrovata mia figlia davanti che rideva felice. Per un attimo ho pensato che ci fossimo dimenticati di qualche sciopero della scuola (ce ne sono stati 3 dall'inizio dell'anno scolastico, ma sarebbe stato egualmente strano perché nella nostra scuola non aderiscono mai) ma il mio cervello ha avuto comunque un attimo di defaillance perché, sciopero oppure no, non riuscivo a capire come Silvia fosse arrivata fin lì da sola. Poi Silvia e il marito mi hanno spiegato cche cos'era successo.



Il marito, senza sapere com'era esattamente la situazione, è uscito comunque per raggiungere il suo ufficio (lui solitamente va in ufficio per le 9), ma dopo qualche minuto l'abbiamo visto rientrare. Gli è bastato incontrare un paio di vicine di casa che l'hanno aggiornato informandolo che i ponti erano chiusi e che non c'era modo di arrivare a Padova.



Durante tutto l'arco della giornata abbiamo seguito bollettini di guerra sul sito del Mattino di Padova, su quello dell'Arpav e su quello de nostro comune di residenza, ma per sapere se la scuole sarebbero rimaste chiuse anche oggi abbiamo dovuto aspettare fino a stamattina. Da noi la situazione è, tutto sommato, abbastanza tranquilla, ma ci sono comuni dove l'acqua è tracimata, hanno dovuto evacuare diverse zone e abitazioni, ci sono stati milioni di danni alle colture e agli edifici, ieri è venuto qui a Padova anche Bertolaso per valutare l'andamento delle cose, insomma, un vero disastro (e nel resto del Veneto, bisogna dirlo, non va molto meglio).



Adesso in realtà qui piove pochissimo (ieri per un po' era persino uscito un po' di sole), ma la situazione è grave anche per le piogge che ci sono state nei giorni scorsi e per l'acqua caduta a monte e le nevi che si sono sciolte in montagna e che hanno ingrossato i fiumi.



Come dicevo, stamattina dopo essere stata in bagno appena alzata sono andata in soggiorno, ho acceso il pc e ho controllato il sito del mio comune e ho appurato che le scuole sarebbero rimaste chiuse anche oggi. Comunque stavolta mi sono ricordata di tenere sotto controllo il telefonino e alle 7:40 è arrivato il messaggio della rappresentante di classe che confermava la chiusura. I ponti che ci riguardano più da vicino sono apparentemente aperti, ma la situazione sembra restare ancora critica.



Il marito è andato al lavoro, ma fra poco dovrà già tornare perché ha un appuntamento dal dentista qui vicino a casa. Dato che non doveva andare a scuola, ho lasciato dormire Silvia fino a tardi. Alle 9 si è alzata da sola, è arrivata in salotto, ha controllato l'orologio del decoder e ha esclamato:"Ma lo sapete che ore sono?" Meno male, un po' di senso di responsabilità ce l'ha. E' contenta di stare a casa, ma domani spera di andare perché dice che domani ci sono le sue materie preferite (che quest'anno sembrano essere inglese, informatica, italiano...). Io stamattina alle 9 avrei dovuto andare in palestra a fare ginnastica, ma dato che Silvia dormiva e mi dispiaceva svegliarla ho deciso di saltare per una volta.




Questa qui sotto è una foto di ieri mattina (trovata nel web) del ponte vicino a casa mia. Tutto sommato è una delle immagini meno inquietanti che riguardano il terrritorio di Padava negli ultimi due giorni, quini immaginatevi le altre ...



 



Che paura ...

lunedì 27 settembre 2010

Risposte

Alcuni di voi hanno indovinato alcune località, ma non tutte, quindi eccovi le risposte ufficiali al "quiz" che avevo proposto in questo post.

Il soggetto della foto n. 1 è una veduta panoramica della campagna umbra. La foto è stata scattata nei dintorni di Todi, ma noi eravamo ospiti di un hotel situato a Passignano sul Trasimeno. In effetti sul lago non siamo stati tantissimo, abbiamo girato un po' e abbiamo visitato la cascata delle Marmore (per Silvia è stata una bellissima esperienza), poi un giorno abbiamo visitato Todi e da lì abbiamo fatto un giro in macchina fino a Orvieto che in teoria doveva essere breve (solo una trentina di km), ma di fatto è durato più o meno 2 ore tante sono state le soste che abbiamo fatto per contemplare il panorama e immortalarlo con macchina fotografica e videocamera. Un altro giorno, invece, abbiamo visitato Assisi. Il resto del tempo l'abbiamo trascorso nell'hotel che aveva la piscina e l'animazione.

La foto n. 2 si riferisce a Rosa Pineta anche nota come Rosolina Mare, dove trascorriamo praticamente tutte le estati da una decina d'anni. Quando sparisco dal web durante l'estate di solito mi trovo là. Da un paio d'anni uso la chiavetta Vodafone, ma la connessione non è un granché e il tempo è sempre poco, così quando mi trovo lì non mi sento particolarmente motivata a postare su splinder.

La foto n. 3 è stata indovinata subito, si tratta in effetti di Milano Marittima. Siamo stati lì solo per 3 notti, ho rivisto velocemente i posti che frequentavo quando ero bambina (sono andata lì in vacanza per anni da quando sono nata) e abbiamo trascorso due intere giornate a Mirabilandia.

La foto n. 4 è invece un tratto di costa dell'isola d'Elba. In particolare, la spiaggia che si vede in lontananza è quella di Fetovaia, nella parte meridionale dell'isola. Fetovaia era appunto la spiaggia dove ci trovavamo noi. Non eravamo distanti da Marina di Campo.

Nei prossimi giorni vi darò altri dettagli, corredati di foto.

domenica 26 settembre 2010

Ieri


Da Media World.



Silvia: "Possiamo andare a vedere i computer tascrimm?"





E nel caso non l'abbiate ancora capito, ci siamo comprati la Wii ...

mercoledì 22 settembre 2010

Le mie vacanze


Non si è capito se l'equinozio d'autunno cade oggi oppure domani. Fatto sta che l'estate è agli sgoccioli, ce la dobbiamo mettere via. E' stata un'estate lunga e relativamente intensa rispetto ai miei soliti standard. Da quando sono tornata ho avuto un sacco di cose da fare, ne ho fatte meno della metà. Silvia ha ricominciato la scuola e in parte anche lo sport. Da allora ci sono stati diversi impegni da rispettare, tante cose da fare a casa, ma in parte mi sono anche sfogata con il pc. In vacanza lo usavo, anzi avevo persino un computer nuovo, ma mi mancava il tempo di fare tutto quello che avrei voluto. In realtà anche da quando sono tornata  non ho potuto trovare il tempo per tutto, ma un po' alla volta il tempo si troverà.

Abbiamo fatto una prima vacanza di una settimana all'inizio di luglio. Sono tornata il 10 di luglio e il giorno dopo sono subito ripartita per il mare. Sono andata nel solito posto, dove i miei hanno una casa al mare. Da lì ho fatto pochissimi spostamenti sino a fine agosto. All'inizio di agosto siamo andati in un'altra località di mare per 3 giorni, ma solo per usarla come punto di partenza per visitare un parco di divertimenti. Siamo tornati alla nostra casa al mare e dopo un giorno siamo ripartiti per andare a Battaglia Terme, il paese dove abita mia suocera e siamo rimasti a dormire lì per una notte. Siamo stati lì per un motivo preciso, in quanto siamo andati ad un concerto di un gruppo che ho molto amato negli anni della mia dolescenza e poco più tardi: i Simple Minds.

Poi siamo ritornati nuovamente al mare dove siamo rimasti sino a fine agosto (Silvia ed io per tutta l'estate, il marito è stato con noi solo per un paio di settimane in agosto e naturalmente nei weekend). Poi siamo tornati a casa a Padova, ma ci samo rimasti solo pochissimi giorni, il tempo di disfare le valige e di rifarle nuovamente perché dopo 4 giorni siamo ripartiti per un'altra settimana di vacanza, dalla quale siamo ritornati praticamente solo 3 giorni prima che ricominciasse la scuola (per la cronaca, quando Agrimonia mi ha lasciato il messaggio in tagboard, io mi trovavo ancora in vacanza e senza pc per poter navigare in internet). Per quest'ultima vacanza siamo andati nuovamente al mare, ma in posto più decente di quello dove abbiamo la casa. Innanzitutto, geograficamente parlando, non è lo stesso mare.  Il posto dove siamo andati è un'isola e quando siamo stati lì abbiamo fatto dei bagni bellissimi come non li facevamo da tempo, durante i quali abbiamo utilizzato maschera, pinne e anche le mute (che mi sono decisa a lavare proprio oggi, dopo essere stata a lungo combattuta se lavarle a mano o in lavatrice, decidendo infine per la lavatrice senza centrifuga dato che sono una scansafatiche).

Non voglio svelarvi ancora le destinazioni delle nostre passate e vacanze. Vi lascio un po' di suspense ancora per un po' ... o meglio, vi lascio la possibilità di provare a indovinare da voi. naturalmente chi mi segue anche su Facebook non deve barare. Ma per chi invece non è mio amico su Facebook lascio anche alcuni indizi (anche fotografici).

Località n.1 (quella dove abbiamo trascorso la prima settimana a luglio): in questo posto c'è un lago, non molto lontano una cascata, nei dintorni ci sono alcuni luoghi famosi che sono meta di pellegrinaggi.



Ed ecco l'indizio fotografico...



Primo indizio fotografico ... questo è uno dei tanti bellissimi panorami che abbiamo potuto contemplare durante il nostro viaggio




Località n. 2: (quella dove vado tutti gli anni): è una località di mare non particolarmente rinomata al di fuori della mia regione, si trova nella parte meridionale del Veneto e la sua pecca è il fatto di trovarsi tra le foci di due fiumi (è ubicata immediatamente a sud di uno dei due fiumi, l'atro che si trova più a sud ancora segna il confine della mia regione e secondo qualcuno anche altri confini ...). Se vi dico i nomi dei 2 fiumi diventa troppo facile, quindi accontentatevi. Indizio fotografico:



Secondo indizio fotografico ... anche se questa volta la foto non è fatta da me ma rubacchiata dal web ...




Località n.3: Non abbiamo cambiato mare per andare qui. Il luogo è abbastanza famoso, anche per la sua vita notturna (a cui noi non abbiamo preso parte) e frequentato anche da personaggi famosi (calciatori, veline e compagnia bella...). Il suo nome richiama quello di una delle città italiane più grande e importanti ... Vi si mangiano delle ottime piadine. Poi vi ho già detto che da qui ci siamo spostati in un parco a tema distante pochissimi chilometri. Segue l'inidizio fotografico:
 



Terzo indizio fotografico ... ho tagliato un po' la foto perché nell'altro pezzo c'era Silvia e non pubblico foto sue nel blog.



 



Località n. 4: (quella dove siamo stati in settembre): beh, gli indizi ve li ho praticamente già dati sopra ... Ne aggiungo solo uno: un paio di secoli fa un illustre condottiero (ma proprio di quelli famosi famosi, eh ...) vi ha soggiornato in esilio. Adesso, vi lascio all'indizio fotografico.



Quarto ed ultimo indizio fotografico. Questa è proprio la foto della spiaggia dove ci trovavamo. La foto è stata scattata durante una gita in barca.



 



Allora, avete indovinato? Naturalmente non vincete nulla, solo la soddisfazione di indovinare. Domani o al più presto le risposte.

martedì 21 settembre 2010

Addio Sandra

Rompo il silenzio solo ora, sia perché sono tornata solo da pochi giorni e non mi sono ancora pienamente ripresa dalla mia interminabile "vacanza" di cui vi parlerò appena possibile (ma chi mi segue anche su FB sa già dove sono stata e per quanto tempo), sia perché ho appena appreso una notizia triste che non posso fare a meno di commentare. Sandra Mondaini è mancata meno di 2 ore fa.  E' una notizia che in fondo non mi sorprende neanche. Non riesco a immaginare come dev'essere stato doloroso per lei vivere senza il suo Raimondo.  In un certo senso penso che sia più giusto così. Non poteva esserci Sandra senza Raimondo. Erano una cosa sola, questa è l'impressione che davano al pubblico, ma io credo che fosse veramente così. A me mancheranno tanto, come si sente la mancanza di un familiare che ci ha lasciati, e continuerò a pensare a loro con affetto e nostalgia, per tutti i sorrisi che ci hanno regalato e per la simpatia che ci hanno trasmesso.

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